Gentilissima Piera,
mi rivolgo a lei per un’esperienza che mi ha portato dritto dal museo di Santa Giulia all’ospedale civile di Brescia, e poi di Padova, la mia città.
Se le cure mediche, sostanzialmente dei calmanti, mi hanno rimesso in piedi, io credo che l’origine e la natura della mia crisi siano interpretabili solo con un approccio culturale.
Ecco i fatti.
Il 20 gennaio 2009 mi trovo a Santa Giulia per la mostra “Disegni e dipinti di van Gogh”.
Avevo visto e letto con cura il catalogo, come prima di ogni mostra. Sapevo che si trovava esposto Il giardino dell’ospedale a Saint Remy, un luogo che avevo visitato l’anno prima e che mi era stato consentito di vedere anche dall’interno. L’impressione era stata mediocre: un edificio biancastro, qualche albero, aiole poco curate, erba da tosare, un insieme piuttosto squallido.
Ora eccomi davanti al quadro. Lo percorro con lo sguardo, prima il centro, poi i dettagli via via che essi mi chiamano. Quindi l’occhio si posa sulla macchia verde dell’erba, riposante e serena, ma in primo piano quell’erba si fa gialla, arida e richiama il giallo dell’edificio del manicomio. Lì Vincent arrivò dopo le crisi di Arles, soffriva acutamente di epilessia, e cercò di curarla dipingendo.
Poi l’occhio dovette affrontare la macchia caotica degli alberi, solo apparentemente allineati, la panchina, i fiori, lo stretto sentiero, quasi un simbolo della malattia e del luogo del ricovero.
La respirazione mi si fece più veloce, sentii invadermi da un piacere straordinario seguito poi da battiti cardiaci ormai fuori controllo. La testa mi girava e cercai un posto per sedermi.
Non c’era o forse era occupato. Mi imposi allora di togliere gli occhi dal quadro, ma ecco, proprio in quel momento mi apparvero le striature rosse in alto sulle foglie. Quel rosso, mescolato al verde, al giallo e al nero mi sembrò il percorso dei turbamenti della mente di van Gogh.
Perché aveva messo quel rosso improbabile, struggente come macchie di sangue?
E poi muovendo lo sguardo verso destra, cespugli fioriti e fiori bianchi. Stavo per svenire, ma fu più forte di me tornare a quei rossi, mentre il manicomio, come l’avevo visto, mi sfuggiva dalla mente ...
Non ricordo altro, se non che mi svegliai su un’ambulanza, con una flebo nel braccio.
Diagnosi a Brescia e a Padova: crisi epilettoide.
Ma io non ho mai sofferto di questo male, di esso soffriva van Gogh.
Che ne pensa?
p.a. 2006
Avevo visto e letto con cura il catalogo, come prima di ogni mostra. Sapevo che si trovava esposto Il giardino dell’ospedale a Saint Remy, un luogo che avevo visitato l’anno prima e che mi era stato consentito di vedere anche dall’interno. L’impressione era stata mediocre: un edificio biancastro, qualche albero, aiole poco curate, erba da tosare, un insieme piuttosto squallido.
Ora eccomi davanti al quadro. Lo percorro con lo sguardo, prima il centro, poi i dettagli via via che essi mi chiamano. Quindi l’occhio si posa sulla macchia verde dell’erba, riposante e serena, ma in primo piano quell’erba si fa gialla, arida e richiama il giallo dell’edificio del manicomio. Lì Vincent arrivò dopo le crisi di Arles, soffriva acutamente di epilessia, e cercò di curarla dipingendo.
Poi l’occhio dovette affrontare la macchia caotica degli alberi, solo apparentemente allineati, la panchina, i fiori, lo stretto sentiero, quasi un simbolo della malattia e del luogo del ricovero.
La respirazione mi si fece più veloce, sentii invadermi da un piacere straordinario seguito poi da battiti cardiaci ormai fuori controllo. La testa mi girava e cercai un posto per sedermi.
Non c’era o forse era occupato. Mi imposi allora di togliere gli occhi dal quadro, ma ecco, proprio in quel momento mi apparvero le striature rosse in alto sulle foglie. Quel rosso, mescolato al verde, al giallo e al nero mi sembrò il percorso dei turbamenti della mente di van Gogh.
Perché aveva messo quel rosso improbabile, struggente come macchie di sangue?
E poi muovendo lo sguardo verso destra, cespugli fioriti e fiori bianchi. Stavo per svenire, ma fu più forte di me tornare a quei rossi, mentre il manicomio, come l’avevo visto, mi sfuggiva dalla mente ...
Non ricordo altro, se non che mi svegliai su un’ambulanza, con una flebo nel braccio.
Diagnosi a Brescia e a Padova: crisi epilettoide.
Ma io non ho mai sofferto di questo male, di esso soffriva van Gogh.
Che ne pensa?
p.a. 2006













