Home

G9Revue per tutti

...e per gli "Amici"

Accesso"Amici Gruppo 2009"

Questo accesso è riservato agli "Amici del Gruppo 2009"



Newsletter Gruppo2009

Iscriviti anche alla Newsletter del Gruppo 2009 e sarai informato sulle nostre iniziative e sulle novità del sito.

Estate 2009 > Quesito

Stampa PDF

Cara Piera,

ci siamo, mi si dirà: ecco l’insegnante in vacanza che non rinuncia, ahinoi, a stare in cattedra, a guardarsi intorno con fare ipercritico ed a sputar sentenze!
Mi trovo in spiaggia, di fronte ad un mare italiano molto invitante per colori e trasparenze, con in mano un bel libro di J. O’Neill, “La città invincibile”, dove, tra l’altro, leggo: “…benché alla fine Chuch sia stato una grande delusione, prima di allora ci sono stati molti momenti in cui non lo è stato affatto, e non vedo per quale motivo il giudizio finale non debba basarsi su quelle sue manifestazioni iniziali e migliori. Tutti quanti prima o poi deludiamo “; e addirittura mi emoziono. Mi trovo, dunque, in una disposizione d’animo ideale.
Tuttavia, non intenzionalmente, ma inevitabilmente, ascolto ciò che proviene dagli ombrelloni vicini.

Prima di tutto sono i suoni che colpiscono: schiamazzi, urla e richiami, in un puzzle dalle mille inflessioni dialettali. Evidentemente molti ritengono fondamentale condividere con un pubblico, qualunque esso sia, confidenze, sfoghi, resoconti di vita, telefonate, non bisbigliando, ma urlando anche in orecchie estranee.
Quanto ai contenuti, poi…: furbizie (di cui ci si compiace) per “far fesso” qualcuno, arroganza sbandierata come prova di forza (trasecolo quando un tale che si dice avvocato dichiara orgoglioso di essere stato ad un passo dal “prendere a testate” un impiegato allo sportello, forse troppo zelante nell’applicare qualche regolamento). E ancora, lamentele e rimostranze a 360 gradi contro tutto il consorzio umano, che si pretenderebbe restasse, in ogni caso, “al suo posto”.
Su una materia, peraltro, sembra regnare la concordia più idilliaca ed al brontolio si sostituisce la strizzatina d’occhio complice, il ghigno, la pacca sulla spalla: il sesso, che trova spazio, alla spiccia, nella barzelletta spinta, sempre urlata, e nel doppio senso, meglio se condito di “sana” e trita omofobia. Tutto ciò in uno sguaiato “grammelot” padano-romanesco-partenopeo.  
In queste condizioni mi sforzo di sfogliare almeno il giornale, ma qui mi cade l’occhio sulla proposta di un ministro di valorizzare le “tradizioni locali”, anche mediante la promozione dello studio scolastico dei dialetti regionali. A questo fine gli insegnanti dovrebbero dimostrare inoppugnabili competenze “specialistiche”.
Mentre mi agito sulla sdraio tra rabbia ed incredulità, rifletto su come l’universo che mi circonda ricada non tanto nel clichè di certi vecchi film di Totò e Peppino o di Sordi (magari fosse così!), ma piuttosto in quello dei rituali cine-panettoni attuali, evidentemente entrati nel nostro DNA. Che tristezza!
Quando mai questo paese uscirà dalla propria compiaciuta mediocrità provinciale, imboccando con convinzione una nuova strada di apertura e vera modernità, con l’umile consapevolezza di dover fare molta strada per guadagnarsi stima fuori dai patri confini, dove, se i problemi certo non mancano, galoppano per fortuna soluzioni lontane anni luce dal nostro ristretto orizzonte?
Sono riflessioni da cinquantenne inacidita e divenuta intollerante ( e che non ha imparato nulla dai moniti di O’ Neill) o vi si può riconoscere una qualche legittimità? 
Attendo un responso impietoso. 

Paola G.

Estate 2009 > Risposta

Estate 2009 > Ulteriori interventi e risposta