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Herzog su Herzog - Conversazioni tra cinema e vita Stampa PDF

 di Alberto Baroni


TITOLO: Incontri alla fine del mondo
AUTORE: Paul Cronin (intervista a Werner Herzog)
CASA EDITRICE: Minimum fax
PAGINE: 405

Il grande sceneggiatore e autore cinematografico americano David Mamet, parlando del ruolo dello scrittore, e argomentando sulla necessità dell’atto creativo dello stesso, disse:

Chi ha “qualcosa su cui ripiegare” invariabilmente ripiega su quella cosa. Ha sempre avuto intenzione di farlo. E’ per questo che si è procurato quella opportunità. Ma chi non ha alternativa vede il mondo in modo diverso.

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Bastardi senza gloria Stampa PDF

di Alberto Baroni

Titolo Originale:   Inglourious Basterds
Durata:  
160 minuti 
Regia:    
Quentin Tarantino  
Cast:
         Brad Pitt  (Tenente Aldo Raine)
         Mélanie Laurent   (Shosanna Dreyfus)
         Christoph Waltz   (Colonnello Hans Landa)
         Eli Roth   (Sergente Donny Donowitz)
         Diane Kruger  (Bridget von Hammersmark)
         Daniel Brühl  (Frederick Zoller)
         Michael Fassbender (Tenente Archie Hicox)
         Til Schweiger  (Sergente Hugo Stiglitz)
         Gedeon Burkhard (Sergente Wilhelm Wicki)
         Jacky   (Ido Marcel)
         B.J. Novak  (Soldato Utivich)
         Sylvester Groth  (Joseph Goebbels)
         Mike Myers  (Generale Ed Fenech)
         Julie Dreyfus  (Francesca Mondino)
         Martin Wuttke  (Adolf Hitler)
Soggetto:
  Quentin Tarantino  
Sceneggiatura:
  Quentin Tarantino  
Fotografia:  
Robert Richardson

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Martyrs Stampa PDF

Martyrs

Durata: 97'

Anno : 2008

Produzione: FRANCIA, CANADA

Regia: Pascal Laugier

Interpreti: Morjana Alaoui (Anna), Mylène Jampanoï (Lucie), Catherine Bégin (Mademoiselle), Robert Toupin (Padre), Patricia Tulasne (Madre), Juliette Gosselin (Marie), Xavier Dolan (Antoine), Isabelle Chasse (Creatura), Jessie Pham (Lucie a 10 anni), Erika Scott (Anna bambina)

Soggetto e sceneggiatura: Pascal Laugier



  

Il nome e aggettivo martire deriva dal greco marturos, ed ha il significato etimologico di testimone. Lasciando quindi da parte l’accezione corrente di tale termine, il giovane regista francese Pascal Laugier parte dal presupposto offerto dal mero senso che la parola del titolo presenta, e si concentra sul percorso che parte dalla sofferenza fisica (ma non solo) per raggiungere la contemplazione estatica del mondo dietro lo specchio, ovvero di quell’universo parallelo alla nostra esistenza terrena,che raggiungeremo dopo la morte. Il martire, quindi, ha la funzione di testimoniare all’individuo dell’aldiquà ciò che esso vivrà nell’aldilà, raccontare se realmente esiste qualcosa, anticipare al vivo la sua futura esperienza da non-morto.

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Videocracy. Basta apparire Stampa PDF

 di Sonia Trovato

La tv è una scatola ed è una scatola magica, perché c’è in tutte le famiglie. L’accendi e da casa ti vedono e diventi popolare. Diventar popolare diventa chiunque, basta apparire. A dirlo, in un italiano alquanto sgangherato, è l’agente dei (cosiddetti) vip Lele Mora, in chiusura dell’applauditissimo film-documentario Videocracy, scritto e girato dal bergamasco naturalizzato svedese Erik Gandini
Magica o no, la tv in Italia ha davvero un potere straordinario, se il suo presidente è riuscito a diventare il Presidente di tutto. Resteranno delusi però coloro che entreranno nelle sale cinematografiche convinti di trovarsi di fronte ad una pellicola di carattere politico, ad un’indagine sul modo nel quale nel nostro Paese la classe dirigente sfrutta il piccolo schermo. 
Videocracy è, secondo le parole del suo stesso ideatore, che è riuscito a disintossicarsi dalla “cappa” catodica italiana - un “lavoro emotivo”, che tenta di raccontare, perlopiù al pubblico svedese, come in Italia la democrazia si sia fatta immagine, spettacolo, perché non si svolge più nelle normali sedi istituzionali e con il canonico modus operandi, ma con tempi e mezzi che sono ormai televisivi. 

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La forza della terra Stampa PDF

 di Lara La Barbera


"Terra madre. Sopravvivere allo sviluppo." Vandana Shiva ha intitolato così il suo primo libro. Sopravvivere allo sviluppo è la lotta quotidiana di quei paesi dove il modello occidentale è stato importato dall’esterno, certi che fosse l’avamposto più alto della scalata al progresso.
Ma la storia contemporanea insegna che l’applicazione indiscriminata di un modello esogeno, invece che diminuire ha accentuato povertà, crisi ambientali, tensioni politiche, dipendenza dall’esterno allargando sempre più la forbice tra le diverse aree del pianeta. Il problema diventa sopravvivere a logiche di mercato spesso finalizzate alla semplice speculazione a breve termine. La terra lotta per sopravvivere allo sviluppo, all’uso dei pesticidi che la rendono sterile, alle tecniche di imbrigliamento dell’acqua che la rendono arida, alla concorrenza sui mercati globali che porta i suoi contadini all’indebitamento.
La terra e i suoi frutti, il nostro cibo, sono il cuore del documentario di Ermanno Olmi, “Terra madre”.

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