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Giorgio Maria Griffa. Acquarelli di viaggio e suggestioni visive

aprile 28, 2013 in Arte e mostre da Laura Giuffredi

Faro di Noss Head

Nella “tempesta perfetta”, come molti economisti hanno battezzato la crisi globale ancora in corso, c’è un risvolto positivo nel mondo dell’arte contemporanea: le schizofreniche quotazioni di certi “pseudo-artisti-mercanti” si sono sgonfiate e, per contro, si è registrata una rinnovata attenzione per le espressioni artistiche “vere”, frutto della creatività di uomini e donne che studiano, sperimentano, viaggiano e faticano per cercare nuove strade.

In questo senso l’arte di Giorgio Maria Griffa rivela la dedizione, l’impegno e la fatica dell’artista: egli ottiene, con la tecnica dell’acquarello, per sua natura fatta di velature, che non ammettono ripensamenti, opere di un realismo epidermico e lenticolare. Leggi il resto di questa voce →

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Fischia Brescia e infuria la bufera

aprile 27, 2013 in Crisi da Sonia Trovato

DSCN3270Non ho voluto assoggettarmi a facili stumentalizzazioni; non voglio che la campagna elettorale ruoti tutta intorno alla questione del Bigio ha dichiarato il sindaco bresciano Adriano Paroli, all’indomani della decisione di rinviare la collocazione della statua di Arturo Dazzi al periodo post elettorale. Decisione che, ahimè, non gli ha risparmiato un coro di fischi durante il saluto istituzionale a una Piazza Loggia affollata per festeggiare il 25 aprile.

Eppure le forze dell’ordine ci hanno provato a impedire che il corteo antifascista, partito dal Carmine al termine della pastasciuttata, raggiungesse in tempo il palco, allestendo un improvvisato cordone di poliziotti in tenuta antisommossa. Leggi il resto di questa voce →

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Xilografia mitologica del mio Paese

aprile 26, 2013 in Satira da Claudio Ianni Lucio

Eracle eracleo, anche se non veneziano, trovavàsi ormai da lunghi anni all’ozio in Argo. In quel luogo, la genitura bastarda di Zeus (carnacialesco Anfitrione dai gameti infallibili) ed Alcmena (credulona, anche se in buona fede) che fin dalla culla vantava esperienza nella lotta alle bestie, doveva trovare e, casomai riuscendoci, uccidere la prole, dal sembiante leonino e nemeo, d’incerte origini genitoriali e, perciò, divin-biologiche, ch’era forse di Zeus e Selene, ma forse di Otro ed Echidna, o fors’ancora di Tifone ed Echidna (che comunque v’è due volte su tre, la figlia di Forco e Ceto o di Crisaore e Calliore, la donna con le gambe serpentine, Echidna insomma, candidandosi così come una delle probabili componenti della reale coppia di genitori). Su tali parentele c’è poi da dire che Otro, fratello dell’Idra di Lerna, di Cerbero e della Chimera, venne concepito da Tifone, per mezzo di un procedimento pressoché imponderabile dal punto di vista sessuale, unitosi con Echidna (ai due andò poi lo storico e imbattuto primato di “coppia generatrice di più teste che figli”. Il titolo in questione, insieme alle ovvie difficoltà economiche e relazionali da esso derivate, spinse Tifone, già soverchiato dal trauma infantile della scoperta d’esser nato da una pugnetta di Crono, ad abbandonare il proprio tetto coniugale e rifugiarsi nell’Etna con la scusa, di gran moda al tempo, “delle fatiche mi attendono, debbo scendere in campo per il bene di tutti – anche per la famiglia -, perché la classe dirigente è ormai vecchia decrepita e va sostituita”). Ciò renderebbe, se ne venisse accertata l’origine biologica come figlio di Otro ed Echidna, il Leone frutto d’un incestuoso fornicamento, il che ne spiegherebbe la condotta vandala e antisociale, altrimenti da attribuire a una cattiva educazione o, più probabilmente, a una radicata avidità. Leggi il resto di questa voce →

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La cura di Enone: la vita è amore

aprile 25, 2013 in Nuovi cittadini da Beatrice Orini

roblin 6(2)Nome: Enone

Cognome: R. V.

Età: 23 anni

Professione: operatore socio sanitario

Paese d’origine: Cameroun

In Italia dal: 2009

Stato civile: libero

Sogno: La pace nel mondo e il rispetto dell’uomo

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Piccole pompe funebri. Morte di una Travestita

aprile 25, 2013 in Recensioni da Piera Maculotti

Il noir bresciano dedicato al Carmine di Mymosa Moon. Editor curatore Sergio Facchetti

Piccole pompe funebriLa gente perbene e quella permale. La città sana e pulita di là; di qua il malfamato quartiere, tra vicoli stretti e osterie, ladri, puttane e trans tutte nostrane.

Distinzioni nette, valide forse nel tempo che fu… Oggi invece è tutto liquido: un calderone confuso si lamenta Mymosa Moon, che sulla trasgressione – dice – è decorosamente campata per lunghi anni.

Ricca, elegante, d’età indefinita, delle storiche travestite del centro città è rimasta solo lei. Sola e triste: per questo scrive… Brandelli di storie; memorie vive, vere chissà … Perché la verità è come l’identità: una, nessuna e i centomila flash del suo variopinto racconto lo attestano. Leggi il resto di questa voce →

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Egidia Beretta Arrigoni racconta il suo Vik

aprile 12, 2013 in Recensioni da Sonia Trovato

Disponibile in traduzione inglese di Anna Zorzi Bandierina-Inglese

Dovessi un giorno morire, tra cent’anni, vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare. Vittorio Arrigoni: un vincitore”. 

il viaggio di vittorioIo non ho le zanne perché non sono un lupo, scriveva Vittorio Arrigoni in un tema di seconda elementare. E guardando alla sua straordinaria biografia, raccontata dalla madre Egidia Beretta nel volume Il viaggio di Vittorio (Dalai Editore, 2012, pp. 185), si comprende come in queste parole ci fosse già l’essenza dell’adulto che consacrò la propria vita a battersi contro i “lupi” e in difesa degli oppressi. Leggi il resto di questa voce →

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Brescia, the capital town of dioxin

aprile 10, 2013 in Approfondimenti da Anna Zorzi

Written by Mario Baldoli, translated by Anna Zorzi  Bandierina-Italiana

A national congress on the reclamation of polluted areas, promoted by Fondazione Micheletti  and with the patronage of the Town Council, will take place  in Brescia at the auditorium Santa Giulia, via Piamarta next 14th and 15th October. Topic of discussion will be the  pollution in Brescia and surroundings, such as : the site of the factory Caffaro in town, the iron and steel industry affecting  the River Mella, the waste incinerator (the biggest in Europe) of the local  ASM  (the Municipal Services Company), cement works,  the future thermoelectric and atomic power stations  in the area of Ghedi’s  military airport.

In a public meeting organized by G9 last year, Brescia was said to be the third most polluted town in Europe (according to EU data). Today Brescia is confirmed to be the most polluted town in Italy.

The factory Caffaro, located  near via Milano in Brescia and  not far from the historical  city centre, is the most responsible for the pollution. (see http://www.ambientebrescia.it/Caffaro.html). Leggi il resto di questa voce →

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Patrick Hamilton: Rope e Gaslight

aprile 9, 2013 in Libri perduti o da tradurre da Anna Zorzi

rope

Oggi proponiamo un autore inglese, Patrick Hamilton (1904-1962), di cui in Italia è stato tradotto un solo libro. Romanziere, drammaturgo, sceneggiatore, Hamilton ha ispirato i film di Hitchcock Nodo alla gola (Rope) e di Cukor Angoscia (Gaslight). L’angoscia che Hamilton esprime in ambienti sempre lividi e bui, con lievi battute, con lo scontro nella famiglia e tra amici, ne fanno un precursore di Harold Pinter. Tra i tanti scrittori che l’hanno amato, basti il giudizio di Doris Lessing Hamilton è stato uno scrittore meraviglioso, gravemente trascurato.

Rope, primo successo teatrale di Patrick Hamilton, scritto nel ’29 e adattato in versione cinematografica da Alfred Hitchcock 20 anni dopo, è la storia di Brandon e Granillo, due giovani, ricchi, raffinati studenti di Oxford, tipici rappresentanti dell’upper-middle class inglese degli anni ’20. Ispirati dal mito del Superuomo, pianificano e portano a termine l’assassinio di un loro compagno di studi, Ronald Kentley, figlio di Sir Johnstone Kentley. Nascondono poi il corpo in una cassapanca che piazzano al centro del salotto del loro elegante appartamento nel quartiere londinese di Mayfair. Leggi il resto di questa voce →

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Rinascimento e Antirinascimento. Firenze nella cultura russa fra Otto e Novecento di Lucia Tonini

aprile 9, 2013 in Recensioni da Laura Giuffredi

Il volume a cura di Lucia Tonini (Firenze, Leo Olschki, 2012) ha avuto la prima origine nel convegno organizzato dal gabinetto Vieusseux nel dic. 2003, in occasione dei trecento anni dalla fondazione di San Pietroburgo. I diciannove saggi che lo compongono, di studiosi italiani e russi, illustrano con varietà di temi e da diverse angolazioni, il dialettico rapporto tra il Rinascimento italiano, fiorentino in particolare, e un “antirinascimento” russo che, nell’approfondire la conoscenza del primo, lo guarda con diffidenza, se non lo demonizza addirittura.

Per inquadrare la questione, basterebbe ricordare la reazione di Lev Tolstoj davanti alla Madonna Sistina di Raffaello, a Dresda,  nel 1902 (ne parla S.N. Bulgakov (Due incontri (dal libro di memorie), 1898-1924): “…soffocava dalla rabbia, bestemmiando come un ossesso… E che sarà mai? Una che ha fatto un figlio… E allora? Che cosa c’è di speciale?…” Leggi il resto di questa voce →

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da admin

Cioè, cioè.. fate sul serio?! (3)

marzo 26, 2013 in Satira da admin

È vero che se pensi a lui mentre in una notte di luna piena immergi tre rose in acqua a testa in giù legate con un filo di lana rossa, e poi le seppellisci e le annaffi, lui si innamorerà di te entro trenta giorni? (Alpha)

Cara Alpha, ovviamente la risposta è no.

Tu pecchi d’ingenuità, cosa che molto probabilmente dipende dalla mancanza di esperienza. Non è possibile influenzare i sentimenti che qualcuno prova per te con rituali simili. Devi capire che nella vita le cose importanti si ottengono con ragione, impegno e applicazione; perciò quello di cui hai bisogno è un rituale eseguito con scrupolosità e non così alla carlona, senza nemmeno uno straccio di formula magica, come stessi cucinando un piatto di maccheroni al sugo (sugo già pronto).

Esistono molti tipi di rituali utili a favorire l’innamoramento tramandati dai grimori e dalla tradizione; te ne consiglierò uno in particolare. Prima, però, apro una parentesi etica: non confidare a nessuno ciò che farai, altrimenti, oltre a minare la buona riuscita dell’incantesimo, ti sentirai probabilmente dire cose del tipo: “Ma non è giusto, non si può costringere qualcuno ad amarci!”, invece si può, quindi si fottano tutti; in amore e ai buffet tutto è lecito.

Per portare a compimento quest’efficacissima procedura magica dovrai, per prima cosa, preparare e nascondere un sacchetto di seta verde contenente: una o più fotografie del tuo amato (meglio, anche se non indispensabile, se nudo, ma per questo dovrai ingegnarti da sola) e ogni oggetto reperibile che abbia avuto un contatto con la pelle di questa persona (maggiori saranno i feticci impregnati della sua vitalità a tua disposizione, maggiore sarà la forza fluidica che riuscirai a impiegare). Dovrai poi purificare una stanza, bruciandovi dell’incenso, nella quale appartarti un venerdì notte (è consigliabile scegliere un’ora di Venere, quindi la prima o l’ottava, delle dodici ore dal tramonto all’alba).

Prepara un altare, anche di semplice foggia, purché sia nuovo (cioè mai utilizzato per scopi profani, tipo la briscola) e realizzato a incastro, dopodiché coprine la superficie con una tovaglia di lino. Sull’altare sparpaglia il contenuto del sacchetto tra due candele verdi e, all’estrema sinistra del tavolo, un bruciaprofumi di rame (unico metallo consentito) nel quale incedierai una mistura di: incenso, ambra, benzoino, polvere di legno di sandalo (non dei sandali) e foglie di verbena secche. Per un maggior quantitativo di fluido venereo, procurati un mazzo di rose, viole, gelsomini, giacinti o lillà.

Togliti tutti i vestiti e indossa una veste di seta verde (può andar bene anche un accappatoio bianco, però dovrai necessariamente portare una sciarpa verde a mo’ di stola; anche le arti magiche, col passare dei secoli, si son fatte meno intransigenti).

Terminate le prime preparazioni, mettiti davanti all’altare e concentrati intensamente sul tuo amato per circa sette minuti (senza toccarti, però), poi, sempre con grande concentrazione, dovrai fissare con dolce fermezza la fotografia, protendendo le mani aperte verso l’altare e recitando, per tre volte con vigore crescente, questa formula: “- Nome dell’amato- vieni al mio richiamo, guidato da Anael, che invoco. Di già, con la mia volontà, il tuo doppio s’impregna degli effluvi del mio desiderio. Che il tuo spirito sia colpito, che la tua anima si unisca alla mia e che il tuo corpo si apra al piacere. Che i geni propizi, animati dal mio verbo, mi aiutino a incatenarti e a dirigerti a me. Sia fatta la mia volontà e compiuta l’opera. Amen!”.

Terminato quest’orgasmo di pura magia rossa, non ti resta che parlare all’amato come se fosse lì in carne e ossa, finché non gli avrai detto tutto ciò che vorrai comunicargli (so che non c’è questo rischio, ma ricorda: niente frasi troppo complesse). Ripetendo tutto l’ambaradan per una settimana, lo scopo dovrebbe essere raggiunto.

Nel caso in cui il rituale non avesse il successo sperato, ti resterà solo una cosa sensata da fare: rivolgerti a uno specialista.

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Gli specialisti, in questo caso, non sono fattucchiere o ciarlatani da strapazzo, bensì i settantadue demoni infernali elencati nella Clavicula Salomonis. Professionisti seri e competenti come loro rappresentano l’eccellenza, non puoi trovare aiuto migliore (d’altronde se sono sulla cresta dell’onda da millenni un motivo ci sarà). Naturalmente, proprio come quando ti si rompe lo sciacquone e chiami l’idraulico, c’è un prezzo da pagare (e non sperare di cavartela con un po’ di latte e biscotti come fai con Babbo Natale) che concorderai con l’intervenuto. Nella lista dei demoni numerosi sono quelli adeguati alla causa: Amon, Eligos, Zepar, Sallos, Gaap, Furfur e Raum; io ti consiglio di rivolgerti a Sallos, perché si occupa esclusivamente di “causare” amore tra persone di sesso opposto, una specie di versione sobria di Maria de Filippi.

Ti do alcuni consigli: sii rispettosa e umile con il demone che evocherai (questi tizi sono antichi e, se non bastasse, nobili: marchesi, conti, principi e duchi, per intenderci), stai bene attenta a ciò che chiedi e a come lo chiedi, evita assolutamente di promettere compensi al di là della tua portata (pare non accettino alcuna forma di dilazione di pagamento), resta sempre molto concentrata o potresti non accorgerti della sua comparsa (non sempre appaiono all’evocatore con le sembianze tramandate dalla letteratura) e, una volta scelto il demone, ti conviene tenerti quello, anche perché cambiare collaboratore in corso d’opera, oltre a essere un comportamento maleducato, è un evidente segno di disprezzo.

La tradizione vuole che il mago si circondi di un cerchio magico per proteggersi dal demone evocato, ma credo che dovresti farne a meno (considerando che sarà tuo ospite, mi sembrerebbe di cattivo gusto. Quando arriva il tecnico della tv non lo accogli puntandogli contro una pistola, o no?); invece alcuni consigliano di evocare prima Satana e chiedergli poi di far da tramite con il demonio desiderato, evitalo (figuriamoci se la burocrazia ha tanto potere da sottomettere anche gli dèi, non voglio proprio crederci).

Passiamo al rituale: disegna su un foglio il sigillo del demone che intendi richiamare.

Questo è il sigillo di Sallos:

Chiudi gli occhi e visualizza il sigillo nella tua mente (puoi ricontrollarlo, non è un esame). Mentre lo visualizzerai, recita o canta ripetutamente il nome del demone scelto. Se vuoi fare qualcosa di classe e fare una bella figura, recita quest’invocazione (qui adattata per Sallos): “Satana, Mio Signore, concedimi, Ti prego, il potere di generare nella mia mente e di eseguire ciò che desidero, il cui fine conseguirò con il tuo aiuto, oh potente Satana, l’unico vero Dio che vive e regna sempre e per sempre. T’imploro di ispirare Sallos affinché si manifesti davanti a me e che possa darmi risposte veritiere e accurate, in modo che io possa ottenere il mio fine, premesso che sia appropriato alle sue funzioni. Chiedo questo umilmente e rispettosamente nel Tuo Nome, Satana Mio Signore, che tu possa giudicarmi degna, oh Padre”.

Mettici enfasi, mi raccomando.

Claudio

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