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Referendum: ragionare e votare NO

febbraio 11, 2026 in Approfondimenti, Attualità da Vincenzo Cottinelli

foto © Vincenzo Cottinelli, 2006

foto © Vincenzo Cottinelli, 2006

Quali sono i principali problemi della Giustizia?

1–LENTEZZA DEI PROCESSI sia civili sia penali: è da sempre la sacrosanta lamentela dei cittadini. Cause principali, ormai da tempo identificate: scarsità di magistrati e carico esorbitante di pratiche; lentezza della burocrazia ausiliaria per carenza di personale e arretratezza di metodi, strutture e servizi; norme procedurali farraginose.

I RIMEDI, da sempre segnalati, sono TUTTI di competenza del Ministero (cioè del Governo) per il personale, l’organizzazione, le strutture; o del Parlamento, per le leggi ordinarie necessarie alla modifica dei codici di procedura, civile o penale, o per ridefinire i reati, le pene, i casi di carcerazione, i tempi e le scadenze ecc. Non servono modifiche costituzionali per tutto questo. Leggi il resto di questa voce →

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Perché anche noi siamo l’Intelligenza Artificiale

febbraio 6, 2026 in Approfondimenti, Recensioni da Mateo Hernandez George

Vedere l’IA come pratica, anche di soggettivazione, e non solo come Macchina, a partire da Carlo Sini

sini copertTra le molte questioni aperte (o mai chiuse) che l’intelligenza artificiale sembra imporre al pensiero, una è sicuramente quella della sua velocità. O, meglio ancora, della sua costitutiva lentezza. Come spesso capita, sembra che il pensiero — qui inteso come pensiero critico, cioè allontanamento dalla cosa stessa per vederla meglio — sia arrivato e arrivi un po’ in ritardo. Un tema, questo, della velocità del pensiero, più che fondamentale nella società contemporanea.

Se da un lato il pensiero arriva per forza più tardi rispetto alla contingenza — poiché quando si pensa, si pensa sempre al di là del tempo, anche se “nel” e “del” tempo — la realtà contemporanea, invece, sembra aver avuto un’accelerazione senza precedenti e non sembra intenzionata a fermarsi, anzi. Nell’epoca in cui viviamo, quella dell’accelerazione scientifica, tecnica e comunicativa, il pensiero, costitutivamente lento, sembra sempre, e sempre di più, in ritardo.

Quel che manca, in fondo, è un certo potere predittivo che avevamo assegnato, nel Novecento e non solo, al ruolo dell’intellettuale: colui che indicava, al di là dei processi contingenti, una trama più fitta, ma nascosta, in cui idealmente si riconoscevano processi storici che avrebbero portato le loro conseguenze nel tempo a venire. La società “predittiva” è ora sostituita da una società dell’accelerazione: un’accelerazione che ci lascia senza strumenti linguistici, concettuali e predittivi — oltreché politici — e che genera un senso di angoscia e di perdita di orientamento.

Le pratiche (come l’intelligenza artificiale) hanno nella caratteristica della velocità una loro definizione interna. Come ogni pratica, l’intelligenza artificiale è un’operazione concreta — gestuale, tecnica, linguistica — che istituisce contemporaneamente l’oggetto di cui parla e il soggetto che la compie. Leggi il resto di questa voce →

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Un continente in una provincia

gennaio 29, 2026 in Scienze e ambiente da Paolo Vitale

La lecceta, vegetazione mediterranea sempreverde, sulle rupi del lago di Garda

La lecceta, vegetazione mediterranea sempreverde, sulle rupi del lago di Garda

L’ambiente in cui viviamo è piuttosto “normale” e senza nulla di particolare? In effetti, ciò che è più vicino a casa è percepito semplicemente come ordinario e privo di animali e di piante speciali. Ci si preoccupa molto della deforestazione del Brasile e delle barriere coralline tropicali, perché sembra proprio che il bello sia molto lontano. I documentari televisivi e gli articoli delle riviste propongono l’eccezionalità di ambienti esotici davvero straordinari, al punto che sempre più persone viaggiano per migliaia di chilometri per andare a vedere la natura “incontaminata”. Chi mai farebbe un documentario su montagne così “normali” come la Maddalena o il Guglielmo?

Ma, non si sa se per pigrizia, per amore del territorio o più semplicemente per mancanza di denaro, ci sono bresciani che non si muovono volentieri dalla provincia e spiegano il loro comportamento con un detto un po’ fuori moda: “‘nda a fa chi a ‘l’estero? Ghè töt ché” (traducibile in: perché andare all’estero quando qui c’è tutto?). Leggi il resto di questa voce →

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Il secolo dei genocidi (2)

gennaio 17, 2026 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

DIKIC-Metodo-Srebrenica copertinaFu tutta colpa di Ljubisa Beara, un colonnello serbo-bosniaco. A scuola era un bravo ragazzo, diligente, educato, attento, un ragazzo generoso. Da militare si era distinto nella guerra in Kosovo, era salito di grado ed era responsabile dei Servizi di sicurezza. Ma Storia e Politica sono un matrimonio in cui coabitano il successo e l’orrore, e fu questo a incontrare Beara. 

Come sempre, ogni Stato che attua un genocidio tende a ridurne l’ampiezza, la ferocia, il numero delle vittime, se possibile a negarlo del tutto o ad attribuirlo a una o poche persone insignificanti. Infatti a tutt’oggi il governo della Repubblica di Serbia nega che a Srebrenica sia stato perpetuato un genocidio. Trent’anni dopo, siamo ancora fermi ai nomi dei responsabili: dalle fosse comuni e dai corpi dissotterrati emergono frammenti, una Storia lontana dall’essere immaginata e definita. Leggi il resto di questa voce →

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Il giardino incantato e i giochi dell’infanzia – 1945-1952 (2)

dicembre 19, 2025 in Racconti e poesie da Angelo Zorzi

04-cucireCol tempo, alla nostra compagnia si aggregarono due altre ragazze: Adriana e Lisetta.

Adriana abitava in una “dependance” della villa e aveva qualche anno in più di Antonia; Lisetta era stata all’asilo con noi. Il padre di Adriana commerciava in tessuti e lei spesso portava a casa scampoli e pezze dai colori variegati; i genitori di Lisetta, invece, gestivano il bar “Centrale”, in piazza.

Si sa che le bambine amano giocare con le bambole, vestendole e cambiando loro continuamente d’abito. Leggi il resto di questa voce →

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Il giardino incantato e i giochi dell’infanzia – 1945-1952 (1)

dicembre 6, 2025 in Racconti e poesie da Angelo Zorzi

Giardino 3 okLa guerra era finita e la vita stava riprendendo ovunque, sia nel mio paese sia nella mia casa.

Mamma, perché non suona più la sirena?”

Perché non c’è più il pericolo della guerra!”

Ecco la frase che rassicurava tutti: “Non c’è più la guerra!”.

Avevo frequentato la scuola materna dal 25 aprile, giorno della Liberazione, e, ora che era estate ed ero in vacanza, trotterellavo da una stanza all’altra, tra la grande cucina, il negozio e il cortile, dove gironzolavo con la mia bicicletta rossa, giocavo con la palla e il tempo passava. Leggi il resto di questa voce →

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Agrumi e virtù

novembre 23, 2025 in Recensioni da Mario Baldoli

Agrumi copConosci tu il paese dove fioriscono i limoni?

Brillano tra le foglie cupe le arance d’oro,

Una brezza lieve dal cielo azzurro spira,

Il mirto è immobile, alto è l’alloro!

Lo conosci tu?

Laggiù! Laggiù!

O amato mio, con te vorrei andare!

Così Goethe nel Wilhelm Meister si abbandona al ricordo del viaggio in Italia con una poesia che nasce dalla rigogliosa natura, dai limoni e dagli aranci che dalle sponde del lago di Garda lo accompagnano fino in Sicilia. Leggi il resto di questa voce →

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Il secolo dei Genocidi (1)

novembre 12, 2025 in Approfondimenti da Mario Baldoli

De michele copertinaLa parola Genocidio fu coniata dal giurista polacco ebreo Raphael Lemkin nel 1944 per definire l’olocausto. Su di lui, leggi il recentissimo De Micheli, Il profeta inesistente, Neri Pozza 2025. Lemkin non si riferiva solo agli ebrei (sei milioni di vittime), aveva capito che la distruzione di un popolo o di una sua parte può essere perpetrata da ogni stato con lo scopo di cacciarlo o distruggerlo totalmente o in parte. 

Risultati in cui noi europei siamo i primi della classe avendo distrutto all’inizio dell’età moderna nelle Americhe nord e sud almeno 80 milioni di esseri umani, cancellato centinaia di villaggi, le strutture sociali tradizionali e, insieme con nuovi sistemi di sfruttamento e lo schiavismo, abbiamo esportato le nostre malattie: vaiolo, morbillo, influenza, sifilide. All’Africa nera abbiamo tolto, a partire dal 1850, il 20% della popolazione. Leggi il resto di questa voce →

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Fiume Chiese: Specchiarsi nel fluire della vita

ottobre 30, 2025 in Arte e mostre da Mario Baldoli

copertina chieseChiude domenica 2 novembre 2025 all’ex Centrale idroelettrica di Barghe la mostra fotografica più sincera e allegorica che io abbia mai visto. Il protagonista è il fiume Chiese. Dalla sorgente allo sbocco nell’Oglio. I due fotografi che l’hanno seguito con la curiosità dell’esploratore e uno sguardo a volte fanciullesco, a volte maturo, Pino Mongiello e Salvatore Attanasio hanno identificato, dopo un lavoro decennale, 40 quadri a colori e 20 in bianco e nero, nei quali l’obiettivo sale dal fiume all’umanità, all’acqua che riempie la vita. Lo cogliamo alla vedretta di monte Fumo, dove salì Emilio Poli (alla cui memoria è dedicato il catalogo, che di lui accoglie le prime tre immagini d’apertura): un rivolo lungo e stretto che tuttavia si è creato una valle come un fanciullo alla nascita e poi adolescente forte e gentile, infine maturo nel lago Eridio – il lago d’Idro – dove si distende e un poco riposa prima di riprendere il viaggio verso la pianura.  Sono 160 km, ma quelle fotografie sono il fluire della vita, la sfida a un tempo che è stato e che è ora il nostro essere nel mondo. Leggi il resto di questa voce →

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Verde finto

ottobre 24, 2025 in Scienze e ambiente da Paolo Vitale

verde fotoL’uso di erba sintetica, recinzioni e siepi in plastica è una delle forme più subdole e sottovalutate di inquinamento ambientale.

Questi materiali, apparentemente innocui e “comodi”, si degradano lentamente rilasciando microplastiche non biodegradabili che si diffondono nel suolo, nei corsi d’acqua e infine nei mari. Da frammenti invisibili nascono danni enormi: contaminano l’acqua, entrano nella catena alimentare, minacciano la fauna e la nostra stessa salute. Leggi il resto di questa voce →

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