Reinventare Charlie
gennaio 11, 2015 in Approfondimenti, Crisi da Damiano Cason
Quello che è successo alla redazione di Charlie Hebdo è scioccante, ma come fanno, all’improvviso, ad essere tutti Charlie, ricercati conoscitori e sostenitori della libertà d’espressione? Ad esempio, è Charlie anche l’Università di Bologna (la più antica università occidentale) che ha istituito un “codice etico” che prevede sanzioni verso chiunque – dipendente o studente – leda “l’immagine dell’Università”, anche soltanto con un post su Facebook? Sono per la libertà d’espressione quelli che da anni vogliono vietare l’apertura delle moschee nelle proprie città? Charlie Hebdo, rivista letta da pochissimi, si può leggere, ma il Corano no? Oppure sono Charlie i vari ministri del governo Renzi che non hanno mai perso l’occasione di affermare che contestare le nostre scelte lede l’immagine dell’Italia? Leggi il resto di questa voce →








Rischia di passare in sordina, tra un bollettino meteo e l’ennesima notizia su Laura Maggi, il flash mob che ha avuto luogo ieri a Brescia, in Piazza Loggia, contro i matrimoni omosessuali. Un gruppuscolo di persone ha inscenato una protesta silenziosa ma inquietante che, ispirandosi alle sentinelle veglianti nate in Francia recentemente, ha piegato la lettura a una protesta politica di bassa lega e pure poco informata. Il ddl contro l’omofobia non ha infatti nulla a che vedere con le nozze o le adozioni gay, nonostante i “guardiani” lo considerino l’anticamera. Se così fosse, sarebbe un barlume di luce per uscire da questo Medioevo dei diritti civili, ma manifestazioni come quella di ieri e il livello miserrimo del dibattito politico fanno capire quanto la strada sia impervia.
Caro Ivan Scalfarotto,
A pochi minuti dall’inizio della tanto annunciata arringa di Silvio Berlusconi contro i magistrati percorriamo in gran fretta Vicolo Beccaria, convinti di sbucare in una Piazza Duomo gremita di sostenitori e di doverci fare strada tra una calca urlante e inferocita. Quello che ci attende è, invece, uno scenario alquanto desolante, degno di un centro d’animazione per anziani alle prese con un poco partecipato torneo di bocce. Che al posto del Popolo della Libertà sia accorso il Popolo della Terza Età?! E, soprattutto, dove sono i bresciani?! Gli ottantenni venuti ad assistere alla sfilata dell’entourage del Cavaliere hanno l’aria spaurita e smarrita di chi è stato caricato a forza su un pullman e gettato in una piazza che non ha mai visto prima. D’altro canto il PDL ha una lunga tradizione di manifestazioni farlocche, dove casalinghe e pensionati vengono reclutati e addestrati per sventolare bandierine al grido di “Chi non salta comunista è”.
Non ho voluto assoggettarmi a facili stumentalizzazioni; non voglio che la campagna elettorale ruoti tutta intorno alla questione del Bigio ha dichiarato il sindaco bresciano Adriano Paroli, all’indomani della decisione di rinviare la collocazione della statua di Arturo Dazzi al periodo post elettorale. Decisione che, ahimè, non gli ha risparmiato un coro di fischi durante il saluto istituzionale a una Piazza Loggia affollata per festeggiare il 25 aprile.
Una nazione piombata in un drammatico “stato di bisogno” e schiacciata dal “rullo compressore” delle misure d’austerità volute dalla Troika. È questa la Grecia secondo Sonia Mitralias, femminista e fondatrice della Marcia Mondiale delle Donne, in “tour” in Italia per portare la testimonianza delle disumane condizioni dei suoi connazionali. Approdata a Brescia lo scorso fine settimana su invito della rete “Donne nella crisi”, l’attivista, affiancata da un’interprete, ha snocciolato dati che lasciano di stucco anche i più informati.