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A proposito di Davis, a proposito della differenza

febbraio 27, 2014 in Cinema da Damiano Cason

 DAVISQuesta vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere! (F. Nietzsche, La Gaia Scienza, aforisma 341)

Llewyn Davis (Oscar Isaac) è un bravo ma sgraziato musicista che canta una canzone folk prima che a salire sul palco sia Bob Dylan: la tragedia della sua esistenza viene mostrata subito al pubblico già nell’ultima scena del film firmato da Joel ed Ethan Coen. Certo Bob Dylan viene mostrato come uno dei tanti che si esibisce al Gaslight, diverrà punta di diamante solo dopo che un movimento reale esisterà attorno a lui. Attorno a Llewyn Davis che è Bob Dylan ma solo in potenza.  Leggi il resto di questa voce →

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I resistenti della Ghost Town a Brescia

febbraio 27, 2014 in Approfondimenti, Palestina da Beatrice Orini

Disponibile in traduzione inglese di Anna Zorzi Bandierina-Inglese

giardinetti di via Odorici

Gli attivisti di YAS con alcuni collaboratori della rivista Gruppo 2009 ai parchetti di via Odorici

“Attraversare Shuhada Street e conoscere la sconvolgente realtà di Hebron è stato scioccante: mi sono sentita davvero impotente. La gente palestinese che ho incontrato mi ha fatto notare che potevo, però, fare qualcosa di importante per loro: tornare a casa e raccontare quello che avevo visto nel mio viaggio”. Così Sonia Trovato, direttrice editoriale della rivista Gruppo 2009 e organizzatrice dell’evento, spiega com’è nata l’idea della serata informativa sull’apartheid di Hebron (Al Khalil in arabo) e la chiusura di Shuhada Street, tenutasi lunedì presso la Casa del Popolo di via Risorgimento, a Urago Mella.

L’iniziativa – promossa a livello nazionale da Assopace Palestina e a Brescia dall’Associazione Amicizia Italia-Palestina Brescia e Gruppo 2009, con la collaborazione di diverse realtà bresciane (Anpi Brescia, Arci, Cgil-Camera del lavoro, Circolo arci Colori e Sapori, Fondazione Guido Piccini) – ha visto come protagonisti Izzat Karaki e Jawad Abu Aisha, rappresentanti dell’organizzazione non violenta di Hebron Youth Against Settlements (YAS). Leggi il resto di questa voce →

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The Partisans of the Ghost Town in Brescia

febbraio 27, 2014 in Approfondimenti, Palestina, Traduzioni da Anna Zorzi

Written by Beatrice Orini, translated by Anna Zorzi Leggi il resto di questa voce →

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Il giornalista, un mestiere da evitare

febbraio 19, 2014 in Crisi da Mario Baldoli

Fra i tanti lavori che volgono alla fine c’è quello del giornalista, quello della carta stampata e, in prospettiva, anche quello del web.

Prima ancora dei numeri, la crisi dei giornali testimonia la disgregazione della democrazia come l’abbiamo concepita dal Settecento, con un pilastro radicato nella libera stampa. Oggi ci sono tante bandierine, per una democrazia senza democratici.

La strategia degli editori è evidente da tempo in tutta Europa e in tutti i settori economici, si chiama esternalizzazione.

I giornalisti professionisti, regolarmente assunti, sono oggi in Italia 6.000, i collaboratori (unendo co.co.co e freelance, come pomposamente si dice) sono 30.000.

Questi poveracci percepiscono da zero a 30 euro (in questo caso lordi) ad articolo. Non hanno nessuna tutela, non ferie pagate, riposi settimanali, copertura di malattie e sono a loro carico tutte le spese: tempo, viaggi, documentazione, rischi, ecc. Leggi il resto di questa voce →

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Lo schiaffo di Balata [7]

febbraio 19, 2014 in Palestina da Sonia Trovato

Disponibile in traduzione inglese di Anna Zorzi Bandierina-Inglese

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Nothing is changing. È questo il ritornello che si ripete incessante a Balata. Siete a Nablus, una delle più città più popolate della Cisgiordania, ma Balata è una città nella città, con la propria moschea, il proprio supermercato, la propria scuola. Balata è un campo profughi, il più grande della Palestina occupata. Venne fondato nel 1950 dall’UNRWA, agenzia delle Nazioni Unite nata per fronteggiare l’emergenza degli sfollati palestinesi, e fu battezzato Yafa, dato che il 75% dei profughi proveniva da Jaffa, antichissima città araba oggi ridotta a controcanto artistico della modernissima Tel Aviv. Leggi il resto di questa voce →

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The slap of Balata

febbraio 19, 2014 in Palestina, Traduzioni da Anna Zorzi

Written by Sonia Trovato, translated by Anna Zorzi Leggi il resto di questa voce →

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Kozeta, tra frutta e scrittura

febbraio 18, 2014 in Nuovi cittadini da Beatrice Orini

kozetaNome: Kozeta

Cognome: Nushi Alikaj

Età: 39 anni

Professione: commerciante, scrittrice e traduttrice

Paese d’origine: Albania

In Italia dal: 2003

Stato civile: coniugata

Sogno: pubblicare presto il mio primo libro in italiano

 

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Provincia

febbraio 17, 2014 in Racconti e poesie da Stefano Bottarelli

Qualche volta il fieno risponde al vento, si muove, imbizzarrito come il tempo che lo infradicia di pioggia o che lo essicca al sole di giugno.

Proprio il sole oggi riscalda questa regione di campagne confinate dalle case e dagli stabilimenti artigianali, che tolgono spazio alla natura. Il panorama cambia sempre più, diventa di ferro, di cemento, di asfalto, di strutture per la produzione. Ancora resiste qualche cascina isolata, magari con una tangenziale sulla quale transitano veicoli a pochi metri di distanza, addirittura sopra la cascina talvolta. E’ l ‘Italia degli anni novanta, fatta di cemento e di terra.

La mattina dall’alba in poi la strada statale si colma di viaggiatori assopiti che raggiungono i posti di lavoro: auto, camion, furgoni, camioncini, vespe, motorini, biciclette; colmano la strada in file che si infittiscono agli incroci laterali. Sirene di fabbriche e cinguettii di uccellini nei campi vicini vengono insieme coperti dal rumore della scia di mezzi che riempie l’aria di un ronzio sempre più insistente. Intanto un pastore nei tratturi delle prealpi subito prossime conta pecore e cani, invadendo i verdi spazi con animali dai velli più grigi che bianchi. Leggi il resto di questa voce →

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La “Gerusalemme occupata” [6]

febbraio 12, 2014 in Palestina da Sonia Trovato

Disponibile in traduzione inglese di Anna Zorzi Bandierina-Inglese

IMG_0170Prima di viaggiare in Palestina, Gerusalemme rappresentava per te soprattutto il titolo di un poema che non hai mai amato troppo, forse perché perennemente proposto in competizione con quell’altro nato dalla penna leggera e dissacrante di Ludovico Ariosto, penna ben più affine alla tua indole e alle tue inclinazioni letterarie. Dalle pagine nevrotiche e seriose di Tasso, la Città Santa ti è sempre sembrata un covo di fanatismo religioso, militarismo e furia bellica. Vedendola dal vivo – e quattrocento anni dopo la pubblicazione dell’opera in questione – l’impressione non si discosta molto, ma per tutt’altre ragioni. Leggi il resto di questa voce →

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Jerusalem Occupied

febbraio 12, 2014 in Palestina, Traduzioni da Anna Zorzi

Written by Sonia Trovato, translated by Anna Zorzi Leggi il resto di questa voce →

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