Chi ha suicidato il PD. E chi continuerà a farlo.
luglio 13, 2013 in Crisi da Sonia Trovato
Caro Ivan Scalfarotto,
la settimana scorsa ho avuto la sventura di assistere, a Roma, alla Sua performance oratoria, in occasione della presentazione del libro Chi ha suicidato il PD (Imprimatur, 2013), scritto dal giornalista Alessandro Gilioli. Parlo di sventura perché, prima di allora, pensavo che l’identikit del colpevole avesse i baffetti di D’Alema, gli occhialetti tondi di Veltroni, il viso affusolato di Fassino e la voce rauca della Finocchiaro, cariatidi di cui le (più) giovani leve non vedono l’ora di sbarazzarsi per tornare ad essere un partito di sinistra.
SentendoLa invece sproloquiare per più di un’ora di sinistra liberal, di modello anglosassone e dell’importanza di chiudere a doppia mandata in soffitta lo spettro del PCI, mi sono detta che se Tomasi di Lampedusa fosse ancora vivo assurgerebbe il logo del PD a stemma araldico dei gattopardi, quelli del tutto cambia affinché tutto rimanga com’è. Leggi il resto di questa voce →















Justine viene dal Benin, ha lunghe treccine nere e ama studiare storia per scoprire che cosa hanno fatto i “grandi uomini” per costruire questo nostro mondo. Tejinder, bravissima a scuola, si sente portata soprattutto per economia, che le piace perché dietro di essa c’è la realtà di tutti i giorni. A Ramandip, invece, economia aziendale proprio non entra in testa, però le piace scrivere e ha appena vinto un
Sono passati cinquantatré anni da quando la Roma corrotta e decadente di Fellini sfilò sul tappeto rosso della Croisette, conquistando la Palma d’oro e scandalizzando i benpensanti nostrani. All’ultimo festival di Cannes è stata vista (e apprezzata) una Roma altrettanto dissoluta e malinconica, trasfigurata dall’inconfondibile tocco virtuosistico e un po’ barocco della cinepresa di Paolo Sorrentino.
Sopra, grande e bella, la luna piena. Sotto, tra lampi, fuochi e botti, un oscuro delitto.
Sono lesbica? Io mantengo due ragazze che non lavorano per me, che sono in difficoltà, e tutti i mesi gli pago l’equivalente di uno stipendio. Che cosa sono? Sono giovani donne, vengono a mangiare a casa mia, le frequento la sera. Che cosa sono io? (Daniela S. – Santanchè D. – Dæviela Satanchè)
Baz Luhrmann torna sul grande schermo con un film ambizioso che segue la scia del suo maggior successo, Moulin rouge, per lasciarsi alle spalle il deludente Australia. Aiutato da Leonardo di Caprio, che aveva già lavorato con lui in Romeo+Giulietta, Luhrmann si confronta con uno dei romanzi più famosi della letteratura americana: Il grande Gatsby, scritto da Francis Scott Fitzgerald nel 1925, il ritratto più amaro e tragico dei ruggenti anni ’20 e del decadimento del sogno americano.