Coscienza e coraggio di Edith Wharton
luglio 16, 2023 in Recensioni da Gaetano Barbarisi
La raccolta di Edith Warthon, Febbre Romana. Cinque racconti, a cura di Paola Splendore, 2021, propone una selezione agile, ma gustosa, di racconti brevi che l’autrice pubblicò tra il 1899 e il 1934 – dunque in fasi diverse della sua carriera letteraria. Ognuno di essi contiene i caratteri distintivi della scrittura e del gusto narrativo presenti nell’estesa produzione della scrittrice americana, che va dal nutrito corpus delle short stories, più di ottantacinque, ai grandi romanzi, alle poesie, agli scritti sull’arte, l’architettura e il design. Il volume è edito dalle Edizioni dell’Asino, una piccola realtà editoriale romana che mi piace segnalare per le scelte operate sin dalla sua nascita. Diretta da Goffredo Fofi, pubblica la rivista Gli asini e dà voce a temi, analisi, saggi che affrontano i mutamenti della società italiana nel quadro del mondo attuale e della sua crisi, fornendo un utile strumento di analisi e approfondimento per le minoranze attive. Leggi il resto di questa voce →















La pubblicazione d’un nuovo manuale è sempre testimonianza d’uno studio giunto ad un punto di solidità tale da poter essere offerto a studenti e studiosi quale base di percorsi formativi e di nuove ricerche. Tuttavia, la pubblicazione di Introduzione alla criminologia di Isabella Merzagora, ed. Cortina, professoressa di Criminologia presso l’Università degli Studi di Milano [e già presente sulle pagine del Gruppo 2009: https://www.gruppo2009.it/razzismo-e-criminalita/], trae con sé ulteriori elementi d’interesse, tanto per la materia quanto per il modo di affrontarla e per lo stile impiegato.
“Nabokov ha colto in pieno che cosa significhi vivere in una società totalitaria, in un mondo fittizio e pieno di false promesse, dove si è completamente soli e non si è più in grado di distinguere tra salvatori e carnefici” (Azar Nafisi). Ogni giorno sui giornali, alla televisione, alla radio o attraverso i nostri smartphone veniamo a conoscenza di quello che sta succedendo in Iran. Ma quale maniera migliore di comprendere la situazione iraniana se non tramite le parole di chi l’ha vissuta sulla propria pelle? Così, l’invito della nostra insegnante a leggere “Reading Lolita in Teheran” di Azar Nafisi si presentò per noi come uno strumento efficace per ampliare i nostri orizzonti conoscitivi e prestare ancora più attenzione a scioperi, proteste, manifestazioni che si stanno organizzando contro un governo opprimente, contro un paese che limita i suoi cittadini imponendo leggi che vanno oltre il concetto di umanità e che fa del terrore la sua arma vincente. Prime fra tutti sono senza dubbio le donne ad essere nel mirino della violenza e della discriminazione. Come se essere state umiliate, picchiate e violentate non fosse abbastanza, sono anche numerose le donne che muoiono per avere protestato o più banalmente per non essere uscite di casa accompagnate da un uomo, vestite e pettinate in un certo modo. Di fronte a tutto questo, noi studentesse non abbiamo potuto fare a meno di chiederci: “E se fossimo noi al loro posto? Come ci sentiremmo?” 
Loving è un libro fotografico che mi interessa, proprio perché non appartiene all’ambito collezionistico che mi coinvolge più direttamente. Non si può certamente collezionare tutto, no?! Così mi sono trovato, quasi costretto, a scegliere. Come storico della fotografia raccolgo esemplari che mi consentono di studiare i processi fotografici originari. Non mi occupo di soggetti o di generi, ma di corpi, cioè di sostanza tattile che prende forma di fotografia fisica. Così quando trovo progetti che sviluppano una propria visione specifica fuori dalla mia area di competenza, mi appassiono nel vedere come ogni raccolta fotografica possa offrire alla collettività un contributo singolare di cultura ed una prospettiva spesso sorprendentemente inesplorata.



C’è un oggetto – diceva Umberto Eco – che non cambierà mai: il cucchiaio. Un altro non cambierà mai: la bicicletta; della metà Seicento il primo, della metà Settecento la seconda (non credete a chi la piazza mezzo secolo dopo).