Gaude, il marittimo sul tubo – Intervista ad Alessandro Del Gaudio

maggio 30, 2026 in Interviste da Andrea Zucchini

 

Alessandro Del Gaudio - Gaude

Alessandro Del Gaudio – Gaude

Alessandro del Gaudio, marittimo, narra la sua passione per il mare e suo il lavoro attraverso il suo canale YouTube. In questa sua prima intervista proviamo a conoscerlo meglio.

Chi è Alessandro Del Gaudio e come nasce la passione per il mare?

Alessandro Del Gaudio è un ragazzo di Viareggio che, a dire la verità, inizialmente non aveva una vera passione per il mare. Quando ho iniziato l’istituto nautico non ero particolarmente interessato allo studio, ma andando avanti ho iniziato ad appassionarmi sempre di più a questo mondo. Da lì è cambiato tutto: ho cominciato a studiare seriamente, ad ottenere buoni risultati e, soprattutto, a capire che quella poteva davvero essere la mia strada. Poi è arrivato il mio primo imbarco, ed è stato lì che è scoppiata definitivamente la passione per la vita di mare.

Come sei arrivato al tuo primo imbarco?

Il mio primo imbarco è arrivato quasi per coincidenza. È stata mia madre a indirizzarmi verso questa opportunità, perché conosceva un comandante qui a Viareggio. Quando si è presentata questa occasione non me la sono fatta sfuggire: ho accettato subito. E da quel momento è iniziato tutto il mio percorso nel mondo marittimo e mi sono ufficialmente innamorato.

Foto gaude 2Come mai hai deciso di aprire un canale YT?

In realtà il canale YouTube l’ho sempre avuto. Fin da piccolo ho sempre registrato qualsiasi cosa facessi: dalle morning routine ai gameplay dei videogiochi. Ho sempre avuto questo desiderio di raccontarmi e condividere con gli altri quello che vivevo. Col tempo ho capito che YouTube poteva diventare il modo giusto per comunicare la mia esperienza e la mia crescita personale.

Il tuo si può definire un “diario di bordo”?

Sì, si può definire un vero e proprio diario di bordo. Il canale è nato per raccontare il percorso di un ragazzo che si affaccia per la prima volta al mondo del mare e della vita da marinaio. L’obiettivo è documentare ogni passo di questa crescita, fino magari ad arrivare, un giorno, a pubblicare un video in cui ufficializzo il fatto di essere finalmente al comando di un’imbarcazione.

Quindi il mare, la vita, e il lavoro, sul mare meritano di essere raccontati?

Assolutamente sì, il mare e il lavoro marittimo meritano di essere raccontati. Oggi su internet vediamo spesso storie semplici raccontate in maniera straordinaria, e credo che il mondo marittimo abbia un potenziale enorme da questo punto di vista. È un ambiente fatto di sacrifici, esperienze uniche, responsabilità e avventura. Spero, nel mio piccolo, di poter diventare uno dei portavoce di questo mondo e farlo conoscere a più persone possibili.

Come è stato passare dalla vita di bordo di uno yacht a quella di un tank?

A dire la verità è stato un cambiamento molto drastico. Sullo yacht conoscevo tutti, non eravamo più semplicemente colleghi, ma amici, e ormai conoscevo perfettamente quell’ambiente dato che era già la mia terza stagione a bordo. Sulla tanker invece è stato completamente diverso: inizi come allievo ufficiale, che di fatto è il grado più basso a bordo, soprattutto su una nave da 200 metri dove sei letteralmente l’ultimo arrivato. Però dal punto di vista formativo è stata un’esperienza spettacolare. Mi ha insegnato tantissimo e riconosco che sia stata fondamentale per la mia crescita professionale e personale. Allo stesso tempo, però, credo di aver capito che il mondo delle petroliere probabilmente non è quello che sento più vicino a me.

Qual è l’aspetto più difficile del vivere a bordo e quale quello più facile e piacevole?

L’aspetto più difficile della vita a bordo è sicuramente la lontananza dalle persone a cui vuoi bene. Non parlo solo di amici o familiari, ma proprio della sensazione che il mondo continui ad andare avanti senza di te mentre sei via per mesi, magari cinque, sei o anche otto mesi consecutivi. Hai quasi paura che qualcuno possa dimenticarsi di te, mentre tu rimani legato ai ricordi della vita a terra. Almeno io l’ho sempre vissuta così.

La parte più bella invece è la consapevolezza che nessun giorno a bordo sia davvero sprecato, se sai che quella è la tua strada. Mi sveglio ogni mattina con il sorriso perché penso di aver passato un altro giorno facendo esperienza e imparando qualcosa di nuovo.

Dopo il tuo ultimo sbarco sei passato a raccontare il “dietro le quinte” della produzione industriale, come eliche ed ancore, dando un nuovo taglio al tuo canale. Pensi di continuare?

Assolutamente sì. Mi ha sempre affascinato raccontare l’industrializzazione italiana nel settore nautico e mostrare anche il lavoro che c’è dietro le quinte, come la produzione di eliche, ancore, cantieristica di questo mondo. Secondo me sono aspetti che meritano di essere raccontati tanto quanto la vita a bordo. Quindi sì, se avrò altre occasioni, continuerò molto volentieri su questa linea di contenuti, ma ovviamente serve un’azienda che voglia farsi vedere.Foto gaude 3

Infatti molti YT interagiscono con sponsor. Sei anche tu alla ricerca? Chi pensa male la vede come una perdita di “purezza” dei contenuti prodotti. Tu cosa ne pensi?

Anche la televisione ha sempre avuto sponsor, quindi non credo che il problema sia la presenza di uno sponsor in sé. La cosa importante è non lasciarsi “corrompere” e mantenere la propria autenticità. Gli sponsor sono fondamentali se si vuole crescere e aumentare la qualità dei contenuti: senza un supporto economico spesso si rimane a un livello puramente amatoriale e diventa difficile evolversi. Però bisogna anche stare attenti a non vendersi troppo, perché nel momento in cui perdi credibilità agli occhi del pubblico, perdi anche il vero valore dei tuoi contenuti.

Cosa aspettarsi dal futuro Alessandro e quando sarà il tuo prossimo imbarco?

A dirvi la verità, non lo so ancora nemmeno io. Mi sarebbe piaciuto reimbarcarmi su uno yacht quest’estate, ma probabilmente, per una questione di tempistiche e progetti vari, non riuscirò a farlo. Però voglio sfruttare questo periodo nel migliore dei modi, portando contenuti ancora più particolari, più curati e diversi dal solito. Sicuramente non ho intenzione di fermarmi. Poi l’obiettivo rimane comunque quello di continuare il mio percorso sulle navi mercantili e dare il massimo, con tutta la voglia e la determinazione che ho.

Vuoi anticiparci qualche novità che vedremo sul tuo canale?

In realtà sì, sto portando avanti un progetto a cui tengo molto: si chiama “The Maritime Club”, o semplicemente The_MC. L’idea è quella di raccontare il mondo marittimo a più persone possibili. Oggi esistono canali che parlano di aviazione, di crime, di motori, di qualsiasi argomento… ma raramente si vede un progetto editoriale fatto bene che racconti davvero la nautica e il mare. Eppure noi viviamo in una penisola, l’Italia ha una storia marittima enorme e un settore che merita tantissimo di essere valorizzato.

Io credo davvero che ci sia un grande potenziale in questo mondo. Per questo sto cercando di costruire il progetto nel modo più professionale possibile. Siamo già un piccolo team e, proprio per dedicarmi completamente a questa idea, probabilmente nel breve termine non m’imbarcherò. Voglio creare qualcosa che non sia solo un canale YouTube, ma un vero progetto editoriale dedicato al mare e a tutto ciò che lo circonda.

Buon vento Gaude!

https://youtube.com/@gaude_marine?si=z5fe-hDw4Onl858X

 

 

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