Dio è anche collera. Lutero e la guerra contro i contadini

aprile 21, 2026 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

 

la-guerra-dei-contadini-2680Ma cosa vogliono questi contadini?

Era 1522, Lutero era stato scomunicato da papa Leone X e Carlo V l’aveva bandito dal Sacro romano impero. Cinque anni prima aveva appeso alla porta della cattedrale di Wittenberg le 95 tesi che avrebbero diviso ancora una volta la cristianità.

Salvato dalla cattura da Federico il Saggio, principe di Sassonia, aveva tradotto la Bibbia in tedesco e godeva ormai del sostegno di molti principi e signori: la corruzione, il nepotismo, i soldi raccolti per le indulgenze col pretesto del Purgatorio facevano di Roma la nuova Babilonia.

Il XVI secolo cambiò il mondo: non fu Il Secolo breve, come Hobsbawm definì il XX; il XVI secolo fu lungo e denso, con svolte politiche e militari, economiche e culturali che giungono fino a noi con intatta potenza e problemi. Leggi il resto di questa voce →

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Homo homini lupus, tutti contro tutti

marzo 26, 2026 in Approfondimenti, Recensioni da Paolo Merini

Copertina HobbesFra la moltitudine di filosofi, uno sopra l’altro, che la scuola (con esiti modesti) mi ha imposto di studiare – da Talete agli esistenzialisti – pensavo e penso che tanti (non certo Socrate), occupandosi d’Etica, abbiano detto sciocchezze, a partire dal sommo Aristotele e da coloro che per secoli a lui si sono rifatti. Primo esempio: l’uomo è un animale sociale (pensava ad Alessandro che uccide Clito, il suo migliore amico?), socializzare come obbligo o opinabile esperienza a danno dei misantropi? 

Fatta la mia ovvia ignoranza, ero sempre contro Aristotele quando scrive: la virtù sta nel mezzo. È una medietà tra il cielo e la terra, tra il re e lo schiavo? 

E lo schiavo? Per Aristotele è un oggetto animato, uno strumento. Questa è un po’ grossa, anche arretrando di 2400 anni.

Invece l’uomo, mostra Hobbes, è homini lupus, tanto che solo un’autorità superiore può mantenere la pace sociale evitando una guerra di tutti contro tutti. Hobbes sa che la vita umana è una corsa, una competizione in cui il desiderio di potere e la ricerca della felicità si traducono in un incessante sforzo per superare gli altri e che l’emulazione ne è il motore.  Leggi il resto di questa voce →

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Cosa c’è di vero nelle teorie razziste?

marzo 15, 2026 in Approfondimenti da Paolo Vitale

Razzismo 800 fotoSi sente spesso parlare di razzismo, e definire razzista una persona o un comportamento è diventato molto comune. Eppure, alla fine, tutti negano di esserlo. Le discussioni sono frequenti e i pareri spesso inconciliabili. Ma cosa può dire la biologia a proposito del razzismo? I biologi possono aiutarci a fare chiarezza sul concetto di razza umana?

Gli scienziati che studiano la biologia umana hanno in effetti scoperto alcuni fatti fondamentali. Prima di tutto, la nostra specie, Homo sapiens, non è divisa in razze: le razze umane semplicemente non esistono. I biologi riconoscono l’esistenza di una razza solo quando un gruppo di animali presenta differenze significative — riscontrabili sopratutto nell’analisi del DNA — che lo distinguono chiaramente dagli altri individui della stessa specie. Le razze, peraltro, sono raramente presenti in natura: si formano quando un gruppo si isola per un lungo periodo dagli altri, a causa di fenomeni naturali o, come nel caso di cani, gatti e bovini, per effetto dell’intervento umano che impedisce gli accoppiamenti spontanei. Leggi il resto di questa voce →

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Quando il male diventa dovere: un minimo comune denominatore tra terrorismo, antivaccinismo, genocidi e proteste “green”

febbraio 20, 2026 in Approfondimenti, Recensioni da Marco Castelli

Merzagora copertinaIl volume di Isabella Merzagora, Il male per una buona causa. L’idealismo pervertito , edito da Raffaella Cortina Editore , è un’opera che difficilmente si può finire senza avvertire una sensazione di smarrimento. Tale disagio nasce dalla percezione della fragilità del confine tra “i cattivi”, che compiono il male, e coloro che invece agiscono nel rispetto dei dettami della convivenza civile. Una soglia che solitamente si immagina costitutiva – “noi non siamo così” – o riconducibile a processi psichiatrici – “cose da matti” – si rivela invece molto più sfumata, da valutarsi più nelle prassi che negli ideali. L’Autrice, già professoressa di criminologia presso l’Università degli Studi di Milano e presidentessa dell’Associazione Italiana dei Criminologi, apre il discorso mettendo in dubbio due diffusi preconcetti, «il primo consiste nel ritenere che commettere azioni malvagie sia facile e il secondo che chi commette tali azioni sappia di essere malvagio» (p. 9). Per quanto riguarda il primo “preconcetto”, la criminologia ha chiarito come per compiere il male sia necessario sospendere i freni sociali interiorizzati tramite l’educazione. Ciò può essere fatto grazie alle c.d. “tecniche di neutralizzazione” (Sykes e Matza), ossia giustificazioni che «consentono al soggetto di neutralizzare […] il conflitto con la morale almeno parzialmente accettata, di fronteggiare il senso di colpa o di vergogna, il rimorso che consegue alla violazione di un precetto interiorizzato» (p. 10). Tra le diverse strategie – dalle tecniche di negazione (della propria responsabilità o della vittima) alla “minimizzazione del danno provocato”, fino alla “condanna di chi condanna”, etc. – Merzagora in quest’opera ne perimetra una tra le più ambigue, quella dell’“idealismo pervertito”. È questa una forma di “disimpegno morale” (Bandura) che oltrepassa il consueto schema criminogeno, non consistendo «nel fare in modo che si possano compiere azioni malvagie bensì nel ritenere che tali azioni si debbano commettere perché il motivo per cui le si esegue è una buona causa» (p. 18). Leggi il resto di questa voce →

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Referendum: ragionare e votare NO

febbraio 11, 2026 in Approfondimenti, Attualità da Vincenzo Cottinelli

foto © Vincenzo Cottinelli, 2006

foto © Vincenzo Cottinelli, 2006

Quali sono i principali problemi della Giustizia?

1–LENTEZZA DEI PROCESSI sia civili sia penali: è da sempre la sacrosanta lamentela dei cittadini. Cause principali, ormai da tempo identificate: scarsità di magistrati e carico esorbitante di pratiche; lentezza della burocrazia ausiliaria per carenza di personale e arretratezza di metodi, strutture e servizi; norme procedurali farraginose.

I RIMEDI, da sempre segnalati, sono TUTTI di competenza del Ministero (cioè del Governo) per il personale, l’organizzazione, le strutture; o del Parlamento, per le leggi ordinarie necessarie alla modifica dei codici di procedura, civile o penale, o per ridefinire i reati, le pene, i casi di carcerazione, i tempi e le scadenze ecc. Non servono modifiche costituzionali per tutto questo. Leggi il resto di questa voce →

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Perché anche noi siamo l’Intelligenza Artificiale

febbraio 6, 2026 in Approfondimenti, Recensioni da Mateo Hernandez George

Vedere l’IA come pratica, anche di soggettivazione, e non solo come Macchina, a partire da Carlo Sini

sini copertTra le molte questioni aperte (o mai chiuse) che l’intelligenza artificiale sembra imporre al pensiero, una è sicuramente quella della sua velocità. O, meglio ancora, della sua costitutiva lentezza. Come spesso capita, sembra che il pensiero — qui inteso come pensiero critico, cioè allontanamento dalla cosa stessa per vederla meglio — sia arrivato e arrivi un po’ in ritardo. Un tema, questo, della velocità del pensiero, più che fondamentale nella società contemporanea.

Se da un lato il pensiero arriva per forza più tardi rispetto alla contingenza — poiché quando si pensa, si pensa sempre al di là del tempo, anche se “nel” e “del” tempo — la realtà contemporanea, invece, sembra aver avuto un’accelerazione senza precedenti e non sembra intenzionata a fermarsi, anzi. Nell’epoca in cui viviamo, quella dell’accelerazione scientifica, tecnica e comunicativa, il pensiero, costitutivamente lento, sembra sempre, e sempre di più, in ritardo.

Quel che manca, in fondo, è un certo potere predittivo che avevamo assegnato, nel Novecento e non solo, al ruolo dell’intellettuale: colui che indicava, al di là dei processi contingenti, una trama più fitta, ma nascosta, in cui idealmente si riconoscevano processi storici che avrebbero portato le loro conseguenze nel tempo a venire. La società “predittiva” è ora sostituita da una società dell’accelerazione: un’accelerazione che ci lascia senza strumenti linguistici, concettuali e predittivi — oltreché politici — e che genera un senso di angoscia e di perdita di orientamento.

Le pratiche (come l’intelligenza artificiale) hanno nella caratteristica della velocità una loro definizione interna. Come ogni pratica, l’intelligenza artificiale è un’operazione concreta — gestuale, tecnica, linguistica — che istituisce contemporaneamente l’oggetto di cui parla e il soggetto che la compie. Leggi il resto di questa voce →

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Il secolo dei genocidi (2)

gennaio 17, 2026 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

DIKIC-Metodo-Srebrenica copertinaFu tutta colpa di Ljubisa Beara, un colonnello serbo-bosniaco. A scuola era un bravo ragazzo, diligente, educato, attento, un ragazzo generoso. Da militare si era distinto nella guerra in Kosovo, era salito di grado ed era responsabile dei Servizi di sicurezza. Ma Storia e Politica sono un matrimonio in cui coabitano il successo e l’orrore, e fu questo a incontrare Beara. 

Come sempre, ogni Stato che attua un genocidio tende a ridurne l’ampiezza, la ferocia, il numero delle vittime, se possibile a negarlo del tutto o ad attribuirlo a una o poche persone insignificanti. Infatti a tutt’oggi il governo della Repubblica di Serbia nega che a Srebrenica sia stato perpetuato un genocidio. Trent’anni dopo, siamo ancora fermi ai nomi dei responsabili: dalle fosse comuni e dai corpi dissotterrati emergono frammenti, una Storia lontana dall’essere immaginata e definita. Leggi il resto di questa voce →

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Il secolo dei Genocidi (1)

novembre 12, 2025 in Approfondimenti da Mario Baldoli

De michele copertinaLa parola Genocidio fu coniata dal giurista polacco ebreo Raphael Lemkin nel 1944 per definire l’olocausto. Su di lui, leggi il recentissimo De Micheli, Il profeta inesistente, Neri Pozza 2025. Lemkin non si riferiva solo agli ebrei (sei milioni di vittime), aveva capito che la distruzione di un popolo o di una sua parte può essere perpetrata da ogni stato con lo scopo di cacciarlo o distruggerlo totalmente o in parte. 

Risultati in cui noi europei siamo i primi della classe avendo distrutto all’inizio dell’età moderna nelle Americhe nord e sud almeno 80 milioni di esseri umani, cancellato centinaia di villaggi, le strutture sociali tradizionali e, insieme con nuovi sistemi di sfruttamento e lo schiavismo, abbiamo esportato le nostre malattie: vaiolo, morbillo, influenza, sifilide. All’Africa nera abbiamo tolto, a partire dal 1850, il 20% della popolazione. Leggi il resto di questa voce →

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Donna vela libertà (2)

agosto 26, 2025 in Approfondimenti da Viola Allegri

Questa seconda e ultima puntata prosegue con le tempeste di “Sola intorno al mondo” di Isabelle Autissier, le esperienze di Catherine Chabaud, ed altro

 

Isabelle Autissier

Isabelle Autissier

Continuo col libro di Isabelle Autissier: il 7 gennaio 1977 si trova a 50° di latitudine S e a 131 ° W di longitudine, a pari distanza tra Nuova Zelanda e Capo Horn: Barometro in caduta libera, ho rotto di nuovo la drizza (la corda con cui si alzano fiocco e randa) nonostante l’avessi controllata ieri. Drizze, siete delle vere baldracche… con quello che mi siete costate, vi rompete ogni momento, siete spudorate. Quindi sale a 25m di altezza sull’albero per una drizza di emergenza (immagina quanto vola sul mare dei 50 urlanti), ma il bozzello in cui la drizza passa è rotto, quindi la barca resta sbilanciata. Un po’ per gioco, un po’ per sentire la mia voce, parlo alle nuvole, agli uccelli, alla barca: passerà, non preoccuparti.  Leggi il resto di questa voce →

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Donna vela libertà (1)

agosto 13, 2025 in Approfondimenti da Viola Allegri

Susanne Beyer

Susanne Beyer

Mordo il culo agli avversari e sogno Baja (di San Salvador).

La tedesca Susanne Beyer rappresenta bene il senso della regata in altura e in solitario: seconda tra le donne nella Minitrans (Mini Transatlantic), da La Rochelle (la Francia è la patria della vela) a San Salvador, 4.200 miglia (1 miglio nautico corrisponde a km 1,852), unico scalo a Madera. Leggi il resto di questa voce →

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