La natura tornerà o tutto è perduto?
ottobre 6, 2026 in Scienze e ambiente da Paolo Vitale

Veduta del Castello di Brescia – 1880 circa
Una fotografia del castello di Brescia del 1880, 130 anni fa. Che cosa è cambiato dal XIX secolo? Solitamente, quando si guardano fotografie di tanto tempo fa, prevale un senso di nostalgia: si pensa ai bei tempi andati. A pensarci bene però, quel passato non sembra un granché, se consideriamo la qualità della vita: basti pensare a povertà e malattie e alla durata media della vita che era la metà rispetto ad oggi. Guardiamo allora più attentamente ciò che la foto mostra: cosa è cambiato davvero? È la natura sul colle Cidneo che è cambiata. E decisamente in meglio: da uno squallida pietraia al verde rigoglioso di oggi. Gli edifici invece sono simili, anche se oggi paiono in uno stato migliore, restaurati e in parte ricostruiti. E tutto il parco che si vede oggi, come si è formato? Tutto cominciò nel periodo in Una fotografia del castello di Brescia del 1880, 130 anni fa. Che cosa è cambiato dal XIX secolo? Leggi il resto di questa voce →
















Cecilia Carreri, vicentina, giudice penale, cammina sulla spiaggia ocra di Dunkerque, la mente in conflitto. L’odore dell’oceano, il fascino della sua immensità, le onde spazzate dal vento, l’emozione che l’attraversa sono la bellezza e la forza di quell’istinto che l’ha portata a scelte estreme: l’alpinismo estremo fino all’Himalaya e alle cime dell’Africa, il Circolo polare artico, l’attraversamento del deserto del Tibesti, il lago Ciad, avventure spesso affrontate da sola. Dall’altra parte del cervello c’è la razionalità di una giudice, il dubbio che l’impresa sia più grande di lei, un disegno che è pura follia a cominciare dai costi di una barca a vela, l’Imoca 60, lunghezza circa 18 m, per una regata tra le più difficili, in Brasile: la
Comunque la si voglia mettere, nel nostro Paese, 
C’ è un libro che in Italia tutti dovrebbero conoscere a partire dalle scuole secondarie, scritto da Luca Mercalli, Breve storia del clima in Italia, dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale, pref. di Christian Rohr (Einaudi). Rivela una verità semplice e terribile: è il clima che fa l’uomo, non viceversa. L’uomo ne dipende e ne è condizionato. Dall’inizio del secolo siamo entrati in un clima sconosciuto. L’Italia, una penisola stretta da tre mari, dominata a nord dalle Alpi e attraversata dall’Appennino, è stata particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici, studiati già da Galileo ed Evangelista Torricelli. Ma i dati che abbiamo sono stati per secoli oscurati, frammentari e dispersi, di qui la necessità di una sintesi generale che il libro di Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, fondatore e direttore della rivista “Nimbus” raccoglie in sintesi per la prima volta, dalla preistoria ai giorni nostri. Quella in cui siamo entrati è una fase sconosciuta del clima. Conosciamo il passato indirettamente, con gli studi sulle carote di ghiaccio e su antichi alberi caduti, condotti da specialisti di diverse discipline: il paleoclimatologo, lo storico, il paleografo, il dendrocronologo mostrano che i ghiacciai hanno coperto il pianeta almeno da 110.000 fino a 11.700 anni fa, con un livello del mare di circa 125 metri più basso di oggi, immobilizzato nelle calotte glaciali. 

Se credi di non volere e potere altro al mondo che scrivere, se ti senti così profondamente
Ma cosa vogliono questi contadini?