Il condominio felice
settembre 16, 2026 in Racconti e poesie, Testimonianze da Anna Seniga

A Fiumicello i condomìni sono tanti, quasi tutti alti e vecchi allo stesso modo; solo uno nuovo svetta sopra agli altri all’ingresso di Via Milano, che è la via più famosa di questo quartiere: sembra una sentinella posta a custodia di un mondo tutto speciale.
In ognuno, tante famiglie vivono vicine, divise solo da muri più o meno spessi: alcune sono al primo piano, altre sono in alto, all’ultimo, ma tutte escono dalla stessa porta o portone.
C’è chi ha un piccolo abitante non umano, come un cane o un gatto, oppure un canarino. Molti hanno i balconi: alcuni grandi, altri sembrano piccoli fazzoletti.
C’è però un condominio, qui a Fiumicello, che è particolarmente felice: al primo piano ci sono ben due gatti bianchi e neri, che escono a loro piacimento nel piccolo giardino; più che un giardino è un’aiola lungo il bordo anteriore del caseggiato, in cui i gatti corrono felici. Li vedi sul muretto che saltano da un garage all’altro, perché loro non hanno confini, viaggiano nel quartiere seguendo i loro percorsi olfattivi e disdegnano i molti cani che vedono frequentare il giardino comunale; i gatti la loro libertà non la mettono in gioco.
E ultimamente è arrivato anche un canarino, nel condominio felice, che con il suo saluto mattutino allieta il giorno degli abitanti di questa isola. Isola, sì, perché ogni condominio è un’isola a sé. Leggi il resto di questa voce →















Cecilia Carreri, vicentina, giudice penale, cammina sulla spiaggia ocra di Dunkerque, la mente in conflitto. L’odore dell’oceano, il fascino della sua immensità, le onde spazzate dal vento, l’emozione che l’attraversa sono la bellezza e la forza di quell’istinto che l’ha portata a scelte estreme: l’alpinismo estremo fino all’Himalaya e alle cime dell’Africa, il Circolo polare artico, l’attraversamento del deserto del Tibesti, il lago Ciad, avventure spesso affrontate da sola. Dall’altra parte del cervello c’è la razionalità di una giudice, il dubbio che l’impresa sia più grande di lei, un disegno che è pura follia a cominciare dai costi di una barca a vela, l’Imoca 60, lunghezza circa 18 m, per una regata tra le più difficili, in Brasile: la
Comunque la si voglia mettere, nel nostro Paese, 
C’ è un libro che in Italia tutti dovrebbero conoscere a partire dalle scuole secondarie, scritto da Luca Mercalli, Breve storia del clima in Italia, dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale, pref. di Christian Rohr (Einaudi). Rivela una verità semplice e terribile: è il clima che fa l’uomo, non viceversa. L’uomo ne dipende e ne è condizionato. Dall’inizio del secolo siamo entrati in un clima sconosciuto. L’Italia, una penisola stretta da tre mari, dominata a nord dalle Alpi e attraversata dall’Appennino, è stata particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici, studiati già da Galileo ed Evangelista Torricelli. Ma i dati che abbiamo sono stati per secoli oscurati, frammentari e dispersi, di qui la necessità di una sintesi generale che il libro di Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, fondatore e direttore della rivista “Nimbus” raccoglie in sintesi per la prima volta, dalla preistoria ai giorni nostri. Quella in cui siamo entrati è una fase sconosciuta del clima. Conosciamo il passato indirettamente, con gli studi sulle carote di ghiaccio e su antichi alberi caduti, condotti da specialisti di diverse discipline: il paleoclimatologo, lo storico, il paleografo, il dendrocronologo mostrano che i ghiacciai hanno coperto il pianeta almeno da 110.000 fino a 11.700 anni fa, con un livello del mare di circa 125 metri più basso di oggi, immobilizzato nelle calotte glaciali. 

Se credi di non volere e potere altro al mondo che scrivere, se ti senti così profondamente
Ma cosa vogliono questi contadini?
Fra la moltitudine di filosofi, uno sopra l’altro, che la scuola (con esiti modesti) mi ha imposto di studiare – da Talete agli esistenzialisti – pensavo e penso che tanti (non certo Socrate), occupandosi d’Etica, abbiano detto sciocchezze, a partire dal sommo