Edifici multipiano – Il Crystal Palace (1)
gennaio 22, 2013 in Architettura e urbanistica da Graziano Magro
Il Crystal Palace è la costruzione simbolo della city.
Una fotografia del castello di Brescia del 1880, 130 anni fa. Che cosa è cambiato dal XIX secolo? Solitamente, quando si guardano fotografie di tanto tempo fa, prevale un senso di nostalgia: si pensa ai bei tempi andati. A pensarci bene però, quel passato non sembra un granché, se consideriamo la qualità della vita: basti
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A Fiumicello i condomìni sono tanti, quasi tutti alti e vecchi allo stesso modo; solo uno nuovo svetta sopra agli altri all’ingresso di Via Milano, che è la via più famosa di questo quartiere: sembra una sentinella posta a custodia di un mondo tutto speciale. In ognuno, tante famiglie vivono vicine, divise solo da muri
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Cecilia Carreri, vicentina, giudice penale, cammina sulla spiaggia ocra di Dunkerque, la mente in conflitto. L’odore dell’oceano, il fascino della sua immensità, le onde spazzate dal vento, l’emozione che l’attraversa sono la bellezza e la forza di quell’istinto che l’ha portata a scelte estreme: l’alpinismo estremo fino all’Himalaya e alle cime dell’Africa, il Circolo polare
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Parlare di disuguaglianze, affinché il tema sia compreso come l’emergenza che è, anche in Italia, è quanto mai necessario, per non mettere la testa sotto la sabbia e sapersi districare in un quadro politico-economico sempre più complesso. Ma la complessità non ci esime dallo sforzarci di comprendere, per poter valutare l’operato dei Governi con cognizione
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gennaio 22, 2013 in Architettura e urbanistica da Graziano Magro
Il Crystal Palace è la costruzione simbolo della city. gennaio 22, 2013 in Approfondimenti da admin
Brescia vanta il vigneto urbano più grande d’Europa, lo sapevate? Il riconoscimento ai monumenti del centro ricevuto dall’UNESCO va salvaguardato lasciando intatto il territorio, non squarciandolo per accogliere le auto dei visitatori di Santa Giulia. I bresciani abituati a parcheggiare sotto casa (ad esempio il parcheggio di piazza Duomo) si invogliano a prendere i mezzi pubblici. Non è necessario parcheggiare in centro. Dal parcheggio di Fossa Bagni esiste la possibilità di arrivare in centro non pagando il pedaggio per una sola fermata con l’autobus. Si scende a due passi da piazza della Loggia.
Se dovessi avere in tasca 22 milioni di euro e proprio fossi costretto a spenderli in un opera che aiuti la mobilità cittadina, guarderei al passato. Le grandi opere, ai tempi della crisi, è necessario che siano utili, non solo grandi.
La nostra stazione dei treni ai primi anni dell’800 era coperta, come la stazione Centrale di Milano. Perché non pensare a coprirla nuovamente? Rimanendo fedeli al disegno originale o (perché no?) lanciare un concorso di idee per una nuova contemporanea struttura metallica? Creerebbe occupazione, ed anche attrazione. Invece la stazione è diventata un piccolo triste centro commerciale, privo anche di un ingresso unico. Caratterizzarla come un tempo sarebbe un recupero filologico.
Mi piacerebbe riavere anche la vecchia funivia, che porta in Maddalena.

Se ne è parlato nell’agosto del 2009. I bollenti spiriti che colpiscono i bresciani sotto la canicola agostana troverebbero un sicuro refrigerio. La vecchia funivia inaugurata nel 1955, costruita da Ceretti & Tanfani con cabine da 35 posti percorreva un dislivello di 650 metri a 7,5 m/s. L’ultima corsa fu nel settembre del 1969 e fino al 1973 funzionò come impianto scuola-guida per i macchinisti. Questo blog spiega bene com’era e com’è allo stato attuale: http://www.funiforum.org/funiforum/showthread.php?t=271 Si può vedere anche il video dell’inaugurazione http://www.youtube.com/watch?v=aBLd6DrFWLE. E’ un altro modo di riportare la montagna vicina ai bresciani. L’unico grande scoglio, oltre quello economico, sarebbe la delocalizzazione del ristorante Funivia (appunto) che da anni occupa i locali della stazione di partenza.
Mi piacerebbe anche il ripristino della ferrovia Brescia Salò. Come è coperta la tratta che porta in val Camonica e che lambisce il Sebino, sarebbe altrettanto bella (anzi, utile) una ferrovia che portasse sul Benaco occidentale. Desenzano è già raggiunto dalla ferrovia. Sarebbe di sicuro vantaggio per i pendolari, aiuterebbe a decongestionare la strada. La nuova tangenziale è utilissima, certo, ma perché non guardare oltre? Togliere il trasporto su gomma in favore di quello su ferro avrebbe certamente l’appoggio della Comunità Europea per un’opera che verrebbe certamente usata.
gennaio 22, 2013 in Recensioni da admin
Duri frantumi, fragori, strappi feroci. Malesseri e gioie, ansie e paure… E’ una multiforme danza – verbale e grafica – quella che si muove tra le poesie e le illustrazioni di Tommaso Calarco (Messina 1960, residente a Brescia) raccolte nell’antologia A te… che non sei forma (Albatros pp. 79 € 11.50)
Poetici segni – e disegni – densi di un’energia tesa, aspra, enigmatica.
Intreccio spaventi,/ speranze, sogni,/ illusioni, poche/ certezze. Quella, per esempio, che la vita è ricerca nel fondo del più fondo dei misteri. E tanti sono i buchi neri, pesanti… spenti a ingombrare lo sguardo di un io lirico che fruga nel cosmo composito… vorticoso deposito là fuori e attorno; ma forse soprattutto dentro, nei luoghi segreti dell’animo.
Oscuri, tortuosi meandri di un cuore sfatto, colmo di vuoto; mentre molto troneggia sul niente e – tra aporia, confusione e follia – il mondo è bordello e pesante fardello.
E grido tempesta dentro l’odiata/ quiete… La vita è perpetuo movimento, dissonante, sfuggente; anche l’amore – tra il visibile e l’invisibile – rimane negli interstizi.
E il cammino è riconoscibile (forse) per metà; il resto è solo roccia scistosa/ che non ha forma/ né consistenza… Frane. Frammenti. Incroci e dolorosi incanti, ombre scure e delicatissimi fiori, cocci di vetro e sorrisi; e poi l’impercettibile palpito (erotico?) dei rami di un gentile ciliegio in fiore che vorrebbe amare e volare.
Anche Icaro vola, ma qui il suo volo non si scioglie. Sale in alto. Come un Sogno. In alto, sopra il bisogno che sta giù, dentro una magmatica realtà che – con rabbia e disperata speranza – Tommaso Calarco canta. Per dirci dell’amara bellezza dell’esistere.
gennaio 22, 2013 in Satira da Sonia Trovato

A chi non è capitato, passando da Piazza della Vittoria e guardando in direzione dell’edificio delle Poste o di insegne roboanti come “Caffè Impero”, di aspettarsi di vedere uscire e sfilare Mussolini, Ciano e tutto l’entourage fascista al completo?
Nonostante i frequenti lavori di riqualificazione, Piazza della Vittoria era e rimane un capolavoro del cattivo gusto: costruita dal 1927 al 1932, dopo una parziale demolizione del quartiere medievale delle Pescherie e sotto la direzione dell’architetto Marcello Piacentini, è l’unica zona di Brescia in cui il Regime abbia lasciato un segno così vistoso. E l’amministrazione, dotata, evidentemente, di un gran senso estetico e ansiosa di ribadire alla cittadinanza, prima della fine del mandato, a quali valori si ispira, ha pensato di iniziare un restyling che riporti definitivamente la piazza ai tempi del Ventennio. Il primo passo è la riesumazione, dopo oltre sessant’anni di polvere in un magazzino, del Bigio, il colosso di marmo che porta la firma di Arturo Dazzi e che fu definito dal Duce l’Era fascista per antonomasia.

Mentre in città si sta formando un comitato spontaneo per un ripensamento della toponomastica bresciana che tenga maggiormente in considerazione le figure femminili, il Comune va in leggera controtendenza e, rifacendosi a un “celodurismo” al quale nemmeno Bossi inneggia più, è disposto a spendere 150 mila euro per dotare la piazza di addominali scolpiti, sguardo fiero e glutei granitici.
A guastargli la festa l’Anpi e le Fiamme verdi, che hanno promosso una raccolta firme, giudicando evidentemente fuori luogo che, a pochi passi dalla piazza che nel ’74 vide morire otto manifestanti per mano fascista, venga eretta una simile celebrazione del Regime.
Ci appelliamo alla Giunta: perché limitarsi a Piazza Vittoria e al restauro di questo David cameratesco? Perché non ribattezzare il Nuovo Eden Istituto Luce, promuovere la camicia nera come divisa d’ordinanza, allestire delle letture pubbliche del Mein Kampf e organizzare una bella marcia sulla città? Siamo convinti che Forza Nuova, che ha recentemente appeso le proprie croci celtiche e manifesti razzisti in una sede nuova di zecca vicino alla Loggia e alla moschea, vi darebbe volentieri una mano. Non siate timidi, sappiamo che potete (e volete) fare di meglio!
gennaio 22, 2013 in Racconti e poesie da admin
di Azzurra Chesab
Ho qualche fotografia del mio bisnonno paterno che lo mostra impettito, nella sua corporatura asciutta e nella statura poco imponente. Ti chiedo di raccontami di lui e della sua famiglia.
Mio suocero era molto buono e affettuoso con me. Era molto alto, come tuo padre.
Sarà stato alto forse un metro e settanta, mi dice mio padre ed io sorrido al pensiero che tu, piccolina, lo definivi molto alto. Mio padre però raggiunge i 185 centimetri!
Era un carabiniere, ma in seguito alla frattura di una gamba dovette passare alla guardia forestale. Era nato nel 1880, a pessina cremonese. Leggi il resto di questa voce →
gennaio 22, 2013 in Approfondimenti da admin
Facciamo due conti: A2a, nell'altra vita Asm, riconoscerà agli azionisti nel prossimo triennio, secondo calcoli degli addetti ai lavori, 100 milioni di euro. La stessa cifra che in un anno solo, il 2008, venne distribuita sotto forma di dividendo. Una bella differenza, non c'è che dire. Milione più milione meno, che non sono bruscolini, significa che il Comune di Brescia con il suo 27 per cento di azioni beneficerà di 27 milioni nel triennio, ovvero appena 9 milioni l'anno. Se si guarda agli anni scorsi c'è di che rabbrividire.
Lasciamo perdere ora le diatribe sulle strategie societarie, e proviamo a riflettere sulle conseguenze che il calo degli utili comporterà per il bilancio comunale e la spesa corrente in particolare.
Meno soldi significherà automaticamente per chiunque governerà la città un faticoso lavoro per la definizione degli standard da garantire ugualmente e una ulteriore selezione della spesa e dei criteri ai quali assoggettare i cittadini perché godano dei servizi.
Se aggiungiamo che l'economia vive ormai da un lungo periodo una situazione di profonda crisi, che ha drasticamente ridotto occupazione, salari e potere di acquisto, si rischia di attivare una tenaglia dagli effetti micidiali per i cittadini. Meno soldi pubblici, meno servizi, e dall'altra parte meno capacità di spesa per fronteggiare le diverse situazioni quotidiane.
Quando la situazione economica migliorerà (è una dichiarazione di ottimismo), difficilmente si tornerà a godere del livello delle prestazione passate. E’ opportuno quindi sin da ora chiedersi che cosa fare, soprattutto l'ente pubblico che cosa può fare. Mi permetto allora un suggerimento: si avvii un confronto con il mondo del volontariato e dell'associazionismo per trovare forme di collaborazione che mettano in rete e a disposizione della comunità servizi e professioni.
Brescia ha messo in mostra una innumerevole quantità di soggetti impegnati nel mondo del volontariato con le caratteristiche dell'impresa sociale. Ritengo che in generoso contenitore ci siano risorse alle quali il Comune può proporre una forma di collaborazione, di partecipazione a una serie di compiti.
Perchè non pensare ad una sorta di 118 dei servizi, sulla falsariga di quanto è accaduto in tempi ormai lontani con il servizio di emergenza e pronto soccorso?
Dalle ambulanze in partenza dai singoli ospedali si è passati ad una rete vasta, ben articolata delle associazioni di volontariato che oggi espletano un servizio fondamentale. Perchè non riflettere su una analoga organizzazione di un'ampia serie di servizi che prevedano l'affidamento a strutture del volontariato? Si tratta di creare un luogo in cui le risorse del pubblico e le risorse professionali del volontariato si incontrino e insieme riflettano su come continuare a garantire le prestazioni sociali, le risorse disponibili ed a quali altre fonti attingere (l’Europa?).
gennaio 2, 2013 in Interviste da admin
Giugno 2010
Lei crede che l’attuale governo sia una repubblica democratica, una repubblica presidenziale, un sultanato o una dittatura? Perché?
Ancora non è un sultanato, però ci si sta avviando pericolosamente. Leggi il resto di questa voce →
gennaio 2, 2013 in Satira da Mario Baldoli
La festa era al suo culmine. Il colosso dell’Era fascista, così chiamato da Mussolini quando venne ad inaugurare Piazza Vittoria a Brescia nel 1932, dominava gli sguardi dai suoi 9 metri di altezza, scolpito nel virgineo candore del marmo di Carrara. Leggi il resto di questa voce →
marzo 18, 2010 in Interviste da Andrea Zucchini
Chi è Alberto Schiariti?
Sono un ragazzo di quasi 24 anni, perito informatico e da pochi mesi senza fissa… mansione. Ho lavorato per quasi 4 anni (da quando ne avevo 20) in un’azienda di consulenza & formazione, ma con il tempo mi sono mancati gli stimoli e gli sforzi che facevo per recarmi in ufficio sono diventati troppo pesanti, quindi ho mollato tutto e ho deciso di cambiare vita. Mossa difficile per il periodo in cui siamo, ma non avevo certo voglia di invecchiare in posti sbagliati perché “c’è crisi”, scusa che ormai serve per giustificare qualsiasi cosa. Non nego però che l’Alberto lettore deve indirettamente molto al lavoro che svolgevo, dato che a causa di esso viaggiavo più di 3 ore al giorno su treni e autobus, arrivando quindi a leggere in media più di 50 libri ogni anno. Leggi il resto di questa voce →
Chi vive in campagna, col passar del tempo rimbecillisce, crede per un certo periodo che la sua sia una vita originale che fa bene alla salute, e invece la vita di campagna non è affatto originale, anzi [...] fa solo male alla salute. La gente che si trasferisce in campagna, se davvero si addentra nella campagna, conduce un'esistenza a dir poco grottesca.
Thomas Bernhard, "Il soccombente", 1983
