Referendum: ragionare e votare NO
febbraio 11, 2026 in Approfondimenti, Attualità da Vincenzo Cottinelli

foto © Vincenzo Cottinelli, 2006
Quali sono i principali problemi della Giustizia?
1–LENTEZZA DEI PROCESSI sia civili sia penali: è da sempre la sacrosanta lamentela dei cittadini. Cause principali, ormai da tempo identificate: scarsità di magistrati e carico esorbitante di pratiche; lentezza della burocrazia ausiliaria per carenza di personale e arretratezza di metodi, strutture e servizi; norme procedurali farraginose.
I RIMEDI, da sempre segnalati, sono TUTTI di competenza del Ministero (cioè del Governo) per il personale, l’organizzazione, le strutture; o del Parlamento, per le leggi ordinarie necessarie alla modifica dei codici di procedura, civile o penale, o per ridefinire i reati, le pene, i casi di carcerazione, i tempi e le scadenze ecc. Non servono modifiche costituzionali per tutto questo. Leggi il resto di questa voce →






Dalla fine della II guerra mondiale, il colonialismo e il neocolonialismo occidentali hanno provocato
“Nabokov ha colto in pieno che cosa significhi vivere in una società totalitaria, in un mondo fittizio e pieno di false promesse, dove si è completamente soli e non si è più in grado di distinguere tra salvatori e carnefici” (Azar Nafisi). Ogni giorno sui giornali, alla televisione, alla radio o attraverso i nostri smartphone veniamo a conoscenza di quello che sta succedendo in Iran. Ma quale maniera migliore di comprendere la situazione iraniana se non tramite le parole di chi l’ha vissuta sulla propria pelle? Così, l’invito della nostra insegnante a leggere “Reading Lolita in Teheran” di Azar Nafisi si presentò per noi come uno strumento efficace per ampliare i nostri orizzonti conoscitivi e prestare ancora più attenzione a scioperi, proteste, manifestazioni che si stanno organizzando contro un governo opprimente, contro un paese che limita i suoi cittadini imponendo leggi che vanno oltre il concetto di umanità e che fa del terrore la sua arma vincente. Prime fra tutti sono senza dubbio le donne ad essere nel mirino della violenza e della discriminazione. Come se essere state umiliate, picchiate e violentate non fosse abbastanza, sono anche numerose le donne che muoiono per avere protestato o più banalmente per non essere uscite di casa accompagnate da un uomo, vestite e pettinate in un certo modo. Di fronte a tutto questo, noi studentesse non abbiamo potuto fare a meno di chiederci: “E se fossimo noi al loro posto? Come ci sentiremmo?” 
Se il benessere nei paesi evoluti è decisamente aumentato nell’ultimo secolo, e soprattutto nel secondo dopoguerra, ancora oggi appaiono deboli e inadeguati gli strumenti delle democrazie occidentali per combattere la povertà, nonostante essa si stia manifestando a livello globale come una priorità assoluta da affrontare, mentre la ricchezza nelle mani dei più ricchi aumenta di 2,5 miliardi al giorno (Oxfam). Riuscire a mettere fine alla povertà nel mondo è individuato come il primo obiettivo dell’ “Agenda ONU 2030”.