A proposito di disuguaglianze
agosto 20, 2026 in Approfondimenti
Parlare di disuguaglianze, affinché il tema sia compreso come l’emergenza che è, anche in Italia, è quanto mai necessario, per non mettere la testa sotto la sabbia e sapersi districare in un quadro politico-economico sempre più complesso. Ma la complessità non ci esime dallo sforzarci di comprendere, per poter valutare l’operato dei Governi con cognizione di causa.
Comunque la si voglia mettere, nel nostro Paese, in linea con una tendenza che possiamo, semplificando, definire globale, le disuguaglianze stanno crescendo: nello specifico l’1% più ricco della popolazione si appropria del 12% del reddito nazionale e detiene il 22% circa della ricchezza complessiva.(https://fondazionefeltrinelli.it/pubblico/patrimoniale-verde-diseguaglianze/ ).
Inoltre emerge un ulteriore dato allarmante: considerando l’insieme delle imposte e delle tasse, il principio di progressività, che sarebbe sancito dall’articolo 53 della Costituzione italiana, è oggi pesantemente violato. Il sistema fiscale italiano, infatti, è solo debolmente progressivo e diventa addirittura regressivo per il 7% più ricco dei contribuenti.
Il risultato è che in Italia le 50.000 persone più ricche (lo 0,1% della popolazione) versano in media il 32% del loro reddito in imposte, contro circa il 45% pagato dal resto della popolazione. Un divario dovuto in parte alla maggiore tassazione del lavoro e, fattore non secondario, all’esclusione dei redditi da capitale dall’IRPEF. E comunque l’Italia non è un’eccezione: la progressività è assente anche in Stati Uniti, Francia, Paesi Bassi, Norvegia e Brasile. Leggi il resto di questa voce →







La bandiera palestinese, in alto, ha un angolo bruciacchiato: una palla di fuoco l’ha colpita.



Se il benessere nei paesi evoluti è decisamente aumentato nell’ultimo secolo, e soprattutto nel secondo dopoguerra, ancora oggi appaiono deboli e inadeguati gli strumenti delle democrazie occidentali per combattere la povertà, nonostante essa si stia manifestando a livello globale come una priorità assoluta da affrontare, mentre la ricchezza nelle mani dei più ricchi aumenta di 2,5 miliardi al giorno (Oxfam). Riuscire a mettere fine alla povertà nel mondo è individuato come il primo obiettivo dell’ “Agenda ONU 2030”.
L’aveva ben capito Susan Sontag, quando scriveva:
La storia comincia da lontano, per esempio da Ada King, contessa di Lovelace, che, educata dall’intelligente madre Annabella, e non dal padre Lord Byron (che non la volle neppure conoscere), crebbe a pane e matematica, intuendo, nel XIX secolo, le potenzialità della prima “macchina analitica” ideata da Charles Babbage, e spingendola a esprimersi attraverso modelli algebrici, e quindi simboli, in cui tutto poteva essere elaborato. Fu ascoltata, e anche ammirata, ma forse solo perché ricca e di buona famiglia.