Il tuo verde, Serle

novembre 3, 2016 in Racconti e poesie

Spegni la televisione, vieni su, con noi, nella valle che il sole riscalda la mattina e fino a sera rimane alla luce.

Giù la nebbia, il rumore, qui ossigeno e raggi che illuminano le case. Qualche frazione, una chiesa, un municipio, un campo di calcio, tanto bosco; e animali, foglie, pozze stagnanti, riserve di gioia per tutti i turisti.

Qualche nonno seduto sui muretti prepara forse un presepe nei canti più verdi.

Ragazzi che cantano in coro tornano dal doposcuola e si sentono ancora grida di passeri. Leggi il resto di questa voce →

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Autunno

ottobre 3, 2016 in Racconti e poesie

Son cadute tutte le foglie

biondine nel liceo di Desenzano.

Un cappello stinto giace

nella pioggia bigia sulla ghiaia,

la preside chiama al telefono

il tempo, lui risponde che non

ha tempo.

foglie biondine

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Sul manicomio

settembre 3, 2016 in Racconti e poesie

Sul manicomio è

una luce pazza di settembre,

tu esci dalla sala

a fumare, io so di te

quello che tu sai di me,

Mario Tobino sonnecchia nella

guardiola, il cuore di ogni

aiola che ci fa atroci

splende di voci

viola.

voci viola

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L’onda si lascia sulla spiaggia

agosto 3, 2016 in Racconti e poesie

L’onda si lascia sulla spiaggia

e lo sciacquio trasale.

Traccia fila d’aria il gabbiano

sopra noi: pensiamo

al mondo delle nostalgie

umane e a lui che vola,

senza tornare.

a lui che vola

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Risveglio

giugno 16, 2016 in Racconti e poesie

Tocchi di sveglia

sui cuori in apnea,

livrea alata di angeli

sopra le cinque all’alba

tenera d’un tocco di piede

al mio, viene il sole, si apre

il canto dei volatili

all’albero fermo: mi ricordo

di dormirti accanto.

il canto dei volatili

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Speranza

gennaio 25, 2016 in Racconti e poesie

Sono felice

quando mia figlia esce

coi suoi amici nella sera perlata,

mia moglie ride al capezzale della

televisione, allora dal comodino leggo

“Il sesto angelo” di Padre Turoldo e affondo

i sensi nella tremenda notte di

grandi verità.

notte stellata

 

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Un’idea di Pasolini

novembre 2, 2015 in Approfondimenti

Pasolini1Quando Pier Paolo Pasolini è morto, il 2 novembre 1975, io avevo quindic’anni ed ero un qualsiasi studente ginnasiale che dalla provincia italiana raggiungeva la scuola nella città di Brescia. Bisognerà che qualcuno scriva ancora di questa storia, avevo pensato. Mi sono anche risposto: molti ne hanno già scritto. Eppure ritengo che ancora la verità non emerge, che ancora bisogna dire e scrivere di Pasolini, il poeta più vivo del secolo: peccatore che espia con una fine violenta; egocentrico e comunista, lirico e prosastico, nazionale ed europeo, popolare e borghese, seduttore e sedotto. Leggi il resto di questa voce →

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La felicità

giugno 7, 2015 in Racconti e poesie

Un toscano spesso spento

due chiacchiere col barbiere

una gatta che mi segue

il fruscio del vento al porto

questa poesia

il sole di primavera

la mattina in pensione

a sessant’anni: che

occasione!

una gatta che mi segue



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“La corrente”, ultimo capitolo

aprile 8, 2015 in Racconti e poesie

raduraSi adagiarono abbracciati in una radura nascosta. Ella s’accorse subito che Rodolfo le teneva forte i polsi in mano, forse tremava un poco. Si baciarono ancora con la forza che avevano tutta distribuita fra le braccia e il cuore come due abituali amanti ma con la giovane speranza di chi ama per la prima volta., si guardarono l’uno negli occhi dell’altro, cercarono nell’altro l’antico guerriero di anni prima, ne trovarono solo la pelle nei ricordi confrontati con le fattezze ora presenti e rosate. Si carezzarono reciprocamente, appoggiarono la schiena a terra sull’erba muschiata, respirarono profondamente. Gigliola era la più tenera e profumata, valchiria della Versilia cocente anche se ancora tiepida. Leggi il resto di questa voce →

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“La corrente”, capitolo 8

marzo 29, 2015 in Racconti e poesie

spiaggia a primaveraMarta ricomparve alla memoria dei due come ci si ricorda di non aver spento il gas appena partiti per le vacanze estive. Fu quando Marta disse : ”Di che confabulate, voi due ? Perché mi lasciate sola con i pesci e i gabbiani?”. La scopersero come al solito invadente, comicamente invadente, come una scena che da tragica si fa comica nel teatro della loro vita, il più importante; Marta ne era l’unico spettatore fattosi ora molto esigente, attento e arguto quanto onnipresente, tanto da sedere da solo su tutte le poltrone di prima fila, talvolta appoggiando i gomiti anche sul palcoscenico, più lunghi della buca dell’orchestra. Leggi il resto di questa voce →

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