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Connessione è donna: ma si può andare oltre

giugno 12, 2021 in Approfondimenti, Recensioni da Laura Giuffredi

evans_copertina 2La storia comincia da lontano, per esempio da Ada King, contessa di Lovelace, che, educata dall’intelligente madre Annabella, e non dal padre Lord Byron (che non la volle neppure conoscere), crebbe a pane e matematica, intuendo, nel XIX secolo, le potenzialità della prima “macchina analitica” ideata da Charles Babbage, e spingendola a esprimersi attraverso modelli algebrici, e quindi simboli, in cui tutto poteva essere elaborato. Fu ascoltata, e anche ammirata, ma forse solo perché ricca e di buona famiglia.

Sulla sua bara (morì di cancro all’utero a soli 36 anni) il motto “Labor ipse voluptas”, “La fatica stessa è la ricompensa”: e la fatica sarebbe a lungo rimasta l’unica ricompensa per quelle dopo di lei. Per le cosiddette “Kilo-girls”, le “calcolatrici umane” che, ad esempio ad Harvard, catalogarono decine di migliaia di stelle; o che al National Advisory Comittee for Aeronautics (predecessore della NASA), calcolarono le traiettorie dei primi voli interstellari. Da mere esecutrici di calcoli, molte di loro divennero “programmatrici” delle funzioni delle nuove macchine, sempre più evolute. Una storia avvincente che ci racconta CLAIRE L. EVANS in Connessione. Storia femminile di Internet, Luiss 2020. Leggi il resto di questa voce →

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Donne italiane nel Fascismo e contro il Fascismo

giugno 7, 2021 in Approfondimenti da Claudia Speziali

Ausiliarie della Repubblica Sociale Italiana

Ausiliarie della Repubblica Sociale Italiana

Il fascismo è parte integrante della storia d’Italia e d’Europa, risulta, pertanto, difficile e non indolore – benché necessario –fare i conti con il regime. È un fenomeno storicamente ancora recente e sono presenti nell’Italia di oggi elementi di continuità ─ nell’ordinamento legislativo, nella scuola e nella mentalità, nelle strutture profonde che determinano atteggiamenti e comportamenti individuali e sociali ─ e, quindi parlare di ieri, o dell’altro ieri, è, per certi aspetti e in qualche modo, parlare anche del presente, in particolare degli strati più profondi, sommersi, in qualche maniera inconsapevoli di un certo senso comune collettivo: del fascismo che è in noi, nostro malgrado. La lettura di Enzo Collotti del fascismo come omologazione delle coscienze e dei comportamenti si attaglia ─ in parte ─ alla nostra società fortemente omologata e conformista e, dunque, risulta sgradevole e irritante confrontarsi seriamente con il fascismo, perché si corre il rischio di ritrovare in azione meccanismi analoghi a quelli che garantirono ad un regime, a posteriori esecrato, un consenso molto ampio. Tocca insomma riconoscere un dato di fatto scomodo – il consenso – e ragionare sull’importanza della responsabilità individuale, ieri come oggi. La tendenza, quindi, è a rimuovere, allontanare da sé lo scomodo passato che non passa, vivere in una sorta di presente permanente. Leggi il resto di questa voce →

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Gli spettri rubano i miei baci. Per la prima volta in italiano le lettere di Kafka a Milena Jesenskà

maggio 25, 2021 in Recensioni da Mario Baldoli

Kafka copertina 1Nel 1947, due uomini Ernst Pollak e Willy Haas si incontrano a Londra. Sono testimoni e naufraghi di quella stagione che ha distrutto il loro mondo ebraico, e stravolto il volto dell’Europa.

Hanno in mano un lascito luminoso e drammatico, le lettere che Franz Kafka ha scritto a Milena Jesenskà dal marzo al dicembre 1920, con qualche ripresa successiva prima della morte nel 1924.

Sono 135 lettere di Kafka che Milena aveva lasciato ad Haas nel 1939 e che, fortunosamente sfuggite ai controlli nazisti, arrivarono a Londra per corriere diplomatico cecoslovacco, inviate forse da un’amica di Milena.

Haas, rimasto solo, le pubblicò nel 1952, ma fu costretto dall’editore a togliere alcune parti riguardanti l’ebraismo e persone ancora viventi. Furono ripubblicate per intero nel 2013 e ora sono presentate per la prima volta in italiano, con traduzione di Isabella Bellingacci: Lettere a Milena, a cura di Guido Massimo e Claudia Sonino, ed. Giuntina. Leggi il resto di questa voce →

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Il Vangelo secondo Alda Merini

maggio 9, 2021 in Approfondimenti, Recensioni da Pino Mongiello

Copertina_il-vangelo-secondo-alda-merini-2118Probabilmente il Gesù che vediamo rappresentato celebrato nelle basiliche ridondanti di mosaici, marmi e capolavori d’arte, risultava freddo alla poetessa Alda Merini. Certamente, però, di Gesù ha subito il fascino anche se nei suoi versi lo si incontra terribilmente umano, totalmente altro rispetto a qualsiasi cliché, con una sua propria forza comunicativa, capace di immedesimarsi nell’ultimo dei dannati. E lei si sentiva tra questi: umiliata, marginalizzata, straziata nel corpo e nella mente, considerata pazza, segregata, ultima.

È nello scoprirsi ultima che Alda Merini ha trovato la sintonia con quelli che Gesù amava, anzi con Gesù stesso, che i suoi parenti avrebbero voluto allontanare dal paese e dal contesto sociale dicendo “L’è matt!”, è fuori di sé.

La sofferenza estrema patita sul proprio corpo, che arrivava a minare la sua dignità di persona e di donna, ha tanta somiglianza con quella del Cristo. Per questo la poesia della Merini è un naturale e necessario rivolgersi a lui con tanta confidenza. La poetessa si identifica senza fatica nella figura della Maddalena, vittima di un sistema patriarcale. Gesù – dice il Vangelo di Giovanni –annunciò a lei, prima che ad altri, la propria resurrezione: una vera provocazione.

Alda Merini ha scritto il suo vangelo dentro la sua poesia, senza discostarsi dal senso profondo delle Scritture. Lo dice Marco Campedelli, prete, comunicatore, che della poetessa dei Navigli ha raccolto, da amico, confidenze, lamenti e sogni. Il libro pubblicato da Claudiana,Torino 2019, per la collana “Nostro tempo” è un distillato prezioso della sua parola religiosa e poetica: una parola che prende e coinvolge anche chi si dice non credente perché tutti vi si possono riconoscere. Il Gesù della Merini, infatti, non è una figura stereotipata, non è un santino da devozione: è un Gesù di carne, fisico, che provoca e trasmette sentimenti ed emozioni, e sa parlare rivolto al cielo mostrando le proprie fragilità ma anche la propria determinata coerenza. Leggi il resto di questa voce →

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Le Viaggiatrici del Grand Tour. Nostra intervista all’autrice Simonetta Neri

aprile 28, 2021 in Interviste da Viola Allegri

Copertina simonetta neriEra il 3 settembre del 1784 e fu scandalo a Londra: vedova da solo un anno, Hester Thrale, già moglie di un ricco industriale e con quattro figlie, Lady nel cui salotto si incontravano intellettuali come Samuel Johnson, si era sposata con il cantante italiano Gabriele Piozzi. Lei scrive nel suo Diario: “Domani parto per il più bel paese del mondo in compagnia del miglior uomo che vi sia nato”.

La tradizione maschile inglese era offesa: Lui le spenderà tutto, sdilinqua le signore col bel canto, e così via. Fu una splendida luna di miele: la carrozza era attrezzata per contenere sotto il sedile il clavicembalo di Gabriele. Lei scrive nel suo Giornale di viaggio, di aver comprato un cappello a Napoli, la camicetta a Venezia, le scarpe a Padova, le calze a Brescia, la sottana a Milano, trine e merletti a Genova e il resto a Roma. E’ felice.

Abbiamo intervistato l’autrice del libro, scritto con Attilio Brilli, Le viaggiatrici del Grand Tour. Storie, amori, avventure, il Mulino 2020.
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Amazon, l’Amazzone più ricca del mondo

marzo 23, 2021 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

Amazon - copertinaData per morta, dopo 2500 anni l’Amazzone è tornata, ambiziosa e ubriaca di preda. E’ la più ricca del mondo, 200 miliardi di dollari prima della pandemia. La cavalca Jeff Bezos, fondatore e finora amministratore delegato, ora ritiratosi al ruolo di presidente, dopo il divorzio più tranquillo e costoso del mondo: azioni per 36 miliardi alla ex moglie MacKenzie, diventata la terza donna più ricca al mondo, una donna impegnata da sempre nella filantropia. Che non fa rima con ironia.

Torniamo ad Amazon, Entrarvi è come entrare in un convento di clausura dove al primo sgarro l’abate ti butta fuori.

Il miglior libro su Amazon l’ha scritto l’italiano Martin Angioni, Amazon dietro le quinte, Raffaello Cortina 2020. Angioni ha lavorato in Amazon per quattro anni come country manager a un livello appena sotto quel top, costituito da Jeff Bezos e da un ristretto numero di manager.

Angioni, prima a J.P. Morgan, poi alla direzione di Electa Mondadori, poi ad Amazon, fondatore di Amazon Italia ha vissuto quattro anni in quell’eremo e lo racconta senza astio e senza la presunzione di quanti hanno scritto conoscendo l’Amazzone solo dall’esterno. Leggi il resto di questa voce →

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Il coltello della baby gang. Nostra intervista al professor Franco Prina

marzo 12, 2021 in Approfondimenti, Interviste da Mario Baldoli

Prina_copertinaA Napoli alcuni giovani vedono un ragazzo solo e lo uccidono con un coltello colpendolo 12 volte in 12 punti diversi del corpo. Secondo la sentenza del tribunale che li condanna, non hanno un movente, l’hanno ucciso solo perché “normale” con una famiglia normale, la casa, lo studio.

Li ha mossi il disprezzo o l’invidia?

Il lancio di sassi da un cavalcavia sull’autostrada tra il 1986-2002 ha ucciso sei persone. Protagoniste la rabbia, la distruttività gratuita, il piacere immediato e irresponsabile.

A Gallarate, in provincia di Varese, l’8 gennaio, circa cento giovani tra i 14-18 anni, alcuni provenienti anche da Milano, si scontrano con catene e mazze da baseball, un ferito, la polizia li disperde, il Comune indice un’assemblea sul disagio giovanile: “Senza regole o troppi confini?”

Episodi in dimensione minore avvengono tutti i giorni in ogni parte d’Italia. Leggi il resto di questa voce →

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Poeti dal mondo-3. Anna Akhmatova

marzo 10, 2021 in Letteratura da Laura Giuffredi

Continua la collaborazione tra la nostra rivista, Gruppo2009, e l’Associazione “Casa della Poesia” (http://www.casadellapoesia.org/), per la promozione di progetti culturali di respiro internazionale. La “Casa della Poesia” è, di fatto, organizzata come biblioteca e mediateca, nonché come centro di promozione della poesia di autori tra i più autorevoli ed interessanti del panorama internazionale ( con particolare attenzione a coloro che operano nelle aree “difficili” del mondo), organizzando una proficua rete di relazioni e collaborazioni.

Anna_Akhmatova_foto

ANNA AKHMATOVA,  

figlia di Andrej Antonovič Gorenko, funzionario pubblico, e di Inna Erazmovna Stogova, entrambi di nobile famiglia, fu moglie di Nikolaj Gumilëv, dal quale ebbe il figlio,Lev. Compose la prima opera, La sera, nel 1912, alla quale seguì Il rosario nel 1914, caratterizzate entrambe da un’intima delicatezza. Lo stormo bianco (1917), Piantaggine (1921), Anno Domini MCMXXI (1922) sono raccolte di versi ispirate dal nostalgico ricordo dell’esperienza biografica, che spesso assumono quasi la cadenza di una preghiera.

 

Dopo la fucilazione del primo marito, Nikolaj, nel 1921, seguì una lunga pausa indotta dalla censura, che la poetessa ruppe nel 1940 con l salice e Da sei libri, raccolte dalle quali emerge un dolore derivato dalla costante ricerca della bontà degli uomini. Il figlio Lev fu imprigionato fra il 1935e il 1940 nel periodo delle grandi purghe staliniane. Leggi il resto di questa voce →

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Città invisibili, isole artificiali, cimiteri viventi, il mondo senza mappe

febbraio 13, 2021 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

Copertina mappeSiccome siete ricche o ricchi sfondati, amate il mare e fuggite la folla, la soluzione adatta a voi è una nave, The world, transatlantico vecchio stile (non un condomino galleggiante, fetente, rumoroso e “non luogo” direbbe Augé), una bella nave che solca i mari dal 2002, ospita appartamenti per 130 famiglie ed è fornita di tutto: piattaforma per elicotteri, ristoranti, campi da tennis. Il costo dell’appartamento varia da 2 a 7 milioni di dollari più un 6% di manutenzione: “un’isola galleggiante, un’enclave di opulenza, un modo di viaggiare per il mondo senza uscire di casa”, la definisce Alastair Bonnett, Fuori dalle mappe, Blakie edizioni 2020 (p.350), trad. Lorenzo Vetta.

Siccome siete ricchi ma vi piace avere a portata una costa, per voi il governo della Maldive ha costruito isole galleggianti dove trovate anche il campo da golf (e forse Trump). Leggi il resto di questa voce →

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Iran: la libertà clandestina, “per cogliere la mela da un albero bisogna lasciarla maturare”

gennaio 26, 2021 in Approfondimenti, Recensioni da Nahid Salan

Masih copertina“Con i pantaloni neri, la camicia bianca abbottonata fino al collo, la barba ben curata, era troppo leccato per abitare a Gromikola”. Infatti è un Guardiano della rivoluzione venuto ad arrestare suo marito.

Ghomikola è un villaggio di 600 persone a nord dell’Iran, si apre a nord sul mar Caspio, a sud su monti sempre innevati. Il giorno dopo arrestano lei, Masih, la ragazza orgogliosa che a scuola non portava il chador provocando ire nei “presidi” e problemi nei genitori.

In Iran la guerra contro le donne calpesta ogni diritto civile, a cominciare dal vestito: un chador nero e pesante, insopportabile d’estate, che nasconde il corpo e la testa: prima copriti i capelli, non deve uscirne una ciocca.

La lotta delle donne per i diritti civili è raccontata nella splendida autobiografia di Masih Alinejad con Kambiz Foroohar, Il vento fra i capelli, ed. Nessun Dogma, libri per menti libere, Roma 2020, una sorta di continuazione delle tre autobiografie, tutte su temi diversi, di Azar Nafisi, pubblicate da Adelphi.

Tra le due donne passa una generazione e le distingue la classe sociale. Nafisi nasce nel 1948 dal sindaco di Teheran e dalla prima donna eletta nel parlamento iraniano. Si è laureata negli Stati Uniti, ha conosciuto i tempi dello shah Palhavi, fin che ha potuto è stata docente universitaria a Teheran. Ha proseguito la lettura e la critica letteraria di autori occidentali, soprattutto Nabokov, clandestinamente con alcune studenti prima di abbandonare l’Iran. Leggi il resto di questa voce →

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