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Ariosto sul palcoscenico: meraviglia, farraginosità, autorità

novembre 29, 2017 in Approfondimenti, Letteratura, Recensioni da Marco Castelli

copertina-ariosto«Quell’io che tra più dotti e più canoriCigni del Po famoso il volo alzai,

E in accenti dolcissimi cantai

Le donne, i cavalier, l’arme e gl’amori»

 

Siamo nel 1623, ad Ancona, ed è Ariosto che ha fatto la sua comparsa sul palcoscenico: «Fu dunque fin da principio […] conosciuto costui essere l’Ariosto, il quale parve all’autore d’introdur per prologo della sua tragedia, sia perch’ella da quello ha i suoi primi fondamenti». Così, con l’intervento di questa “dramatis persona”, si apre Il Medoro incoronato di Prospero Bonarelli della Rovere, uno dei molti autori che s’impegnarono raccogliere idealmente il “miglior plettro” lasciato dal poeta ferrarese ai posteri per lo sviluppo delle sue storie.  Leggi il resto di questa voce →

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Danubio. Il Delta

novembre 20, 2017 in Album fotografici da Pino Mongiello

il deltaIl delta, nel quale il battello si addentra e si perde come un tronco alla deriva, è un grande dissolvimento, rami, bracci e rivoli che si disperdono per conto proprio, come gli organi di un corpo che sta cedendo, i quali si disinteressano progressivamente gli uni degli altri; il delta è tuttavia anche una rete perfetta di canali, un’accurata geometria… È una grande morte tenuta sotto controllo, una morte che è incessante rigenerazione, rigoglio di piante e di animali, giunchi ed aironi, storioni cinghiali e cormorani, frassini e canneti, centodieci specie di pesci e trecento di uccelli, un laboratorio della vita e delle sue forme. Leggi il resto di questa voce →

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“Oltre il confine” di Gary Paulsen

novembre 20, 2017 in Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, narrativa ragazzi da Roberta Basche

oltre-il-confineManny Bustos si svegliò quando il sole arroventò il cartone. (…) Sgusciò fuori e cominciò a progettare i suoi spostamenti. Un altro giorno a Juarez. Ma quel giorno sarebbe stato diverso, avrebbe segnato la fine di tutto. Quel giorno, lui, Manny, sarebbe partito. Avrebbe attraversato il confine settentrionale, verso gli Stati Uniti…

Manny Bustos è un ragazzino orfano di quattordici anni  che vive tra i vicoli di Juarez, al confine tra il  Messico e gli Stati Uniti d’America.

La vita a Juarez per Manny si ripete uguale ogni giorno, nella povertà e nella paura. Leggi il resto di questa voce →

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La merce del tempo, la vita all’ombra del lavoro

novembre 3, 2017 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

lavoro-ombraScriveva Dino Campana nei Canti Orfici,

Ondulava sul passo verginale

Ondulava la chioma musicale (…)

Eran tre vergini e una grazia sola

E sei piedini in marcia militare.

Oggi vediamo comunemente tre ragazze camminare vicine senza guardarsi, ognuna concentrata sul suo cellulare. Un secolo divide quelle ragazze, ma sono bastati gli ultimi trent’anni a trasformare queste ultime in corpi senza volto, dipendenti da un oggetto che le tiene perennemente “connesse”, senza scambiare fra loro gesti, sorrisi o pianti, tono della voce, atteggiamenti. Le osserva il giornalista americano Craig Lambert in Il lavoro ombra (trad. di Elena Vozzi, ed. Baldini Castoldi). Leggi il resto di questa voce →

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“La luna in gabbia”, il nuovo romanzo di Maria Sardella

settembre 28, 2017 in Recensioni da Piera Maculotti

la-luna-in-gabbiaScende dal treno. Sale a piedi al paese, in alto. Il viaggiatore solitario ha il sorriso negli occhi e in mano una gabbietta, vuota… Questo è l’avvio. Il congedo invece è un volo: un punto nero sulla scia bianca d’una mongolfiera, alta nel cielo. In mezzo, un saliscendi di voci, volti, storie (di donne soprattutto). Un sottosopra di emozioni, sogni e segreti, di ieri e di oggi.

Non sempre le cose stanno come sembrano. C’è altro; e c’è un oltre, difficile da imprigionare. Si può solo avvicinare, per cogliere, forse, nell’attimo. Succede a chi riesce a mettere La luna in gabbia. Titola così il nuovo, terzo, romanzo di Maria Sardella (Pubgold pp. 224 € 12 con disegni di Bianca Simoni).

È un quadro preciso e luminoso quello che esce dalla sapiente penna dell’autrice, dalla sua prosa salda, elegante e svelta nell’intrecciare storie o evocare atmosfere. Leggi il resto di questa voce →

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Mediatori culturali e divagazioni sulla democrazia

settembre 26, 2017 in Approfondimenti, Recensioni da Marco Castelli

1La settimana scorsa c’è stata una strana apparizione sulla mia scrivania. È un libretto piccolo, d’un centinaio di pagine, dalla copertina rossa che fa risaltare il titolo sul dorso, scritto a lettere eleganti: “Language & the pursuit of truth”. I cinquant’anni dell’edizione trovano conferma nel colore delle pagine e nell’inconfondibile odore di biblioteca. Non riesco a capire se sia stato prima in possesso della “Teesside University Library” o del “Nottingham College of Education Library”, ma i due timbri rossi “withdrawn from stock” sono la mia garanzia contro le accuse per furto del famoso sceriffo della cittadina inglese. Il libro è interessante, forse un po’ datato nelle sue teorie e sicuramente pervaso di quella filosofia del “Common sense” che insieme all’ideale del “comfort” rappresenta l’anima anglosassone. La lettura è stata tuttavia pian piano schiacciata da un dubbio che, a tutt’ora, non ha trovato soluzione: perché, un giorno d’agosto, ho lanciato l’ordine per questo volume? Leggi il resto di questa voce →

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“Il treno di Ignazio” di Giuseppe Raspanti

settembre 23, 2017 in Recensioni da Piera Maculotti

Il treno di IgnazioUn viaggio sulle tracce di remoti respiri. Intricati e vivi; filanti su binari che scendono giù, verso l’infanzia nel sole del Sud, tra le onde del mare e gli scogli del crescere. Nomi, volti, ricordi d’altri tempi; dentro altri luoghi, cangianti spazi dell’anima

Corre, sosta, traballa; poi risale Il treno di Ignazio (La Quadra, 94 pagine), raffinato gioco narrativo e linguistico uscito dalla penna esperta di Giuseppe Raspanti.

Ignazio, in fuga dal frastuono dei pensieri, dall’urto di un vuoto che pesa, ama il rito lento del gioco delle carte, nell’antica casa, col vecchio zio dalla serafica pazienza vincente. Leggi il resto di questa voce →

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“Oh Boy!” di Marie Aude Murail

settembre 15, 2017 in Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, narrativa ragazzi da Roberta Basche

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“Oh Boy!” di Marie Aude Murail (Giunti Editore)

Al numero 12 di rue de Mercouer a Parigi da due anni abitava la famiglia Morlevent. Tre bambini e due adulti, il primo anno. Tre bambini e un adulto, il secondo anno. E, quel mattino, solo tre bambini: Siméon, Morgane e Venise, quattordici, otto e cinque anni.

I tre Morlevent sono rimasti soli: in attesa di trovare una famiglia adottiva vengono portati all’orfanatrofio Folie-Méricourt di Parigi. La signora giudice tutelare Laurence Deschamps, “una graziosa donna energica e un po’ cicciottella che carburava con il cioccolato fondente”, e l’assistente sociale Bénédicte devono cercare una famiglia per i tre ragazzini. Leggi il resto di questa voce →

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“Residenza Arcadia” di Daniel Cuello

agosto 28, 2017 in Graphic novel da Beatrice Orini

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“Residenza Arcadia” di Daniel Cuello (Bao Publishing)

” – Ester, ma lei cosa vuole ottenere esattamente?
– Voglio che casa mia sia come è sempre stata. Che Residenza Arcadia sia come l’ho sempre amata.
– Lei vorrebbe che fossimo solo noi vecchi inquilini.
– Anche meno.”

Un palazzo popolato da vecchi inquilini immersi in un quotidiano fatto di lamentele e battibecchi, in una normalità che diverte e nello stesso tempo inquieta, condizionata com’è dai tentacoli del Partito.
Un piccolo buffo mondo che, con l’arrivo di un giovane ospite e una famiglia di affittuari dall’odore diverso, mostra antiche crepe e dolori taciuti, meschinità e tragedia.

“Residenza Arcadia” è una storia soprendente che si svela pagina dopo pagina, con abilità e ironia.

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Un mondo senza muri, un’unica cittadinanza

agosto 15, 2017 in Approfondimenti da Mario Baldoli

Il documento approvato in Bolivia dalla Conferenza mondiale dei popoli

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«Sorelle e fratelli, i muri tra i popoli sono un attentato contro l’umanità. I muri tra i popoli non proteggono, portano allo scontro. I muri tra i popoli non danno sicurezza, dividono. I muri tra i popoli non rispettano, aggrediscono. I muri tra i popoli non liberano, soffocano. I muri tra i popoli non rendono uguali, discriminano. I muri fanno crescere la paura, promuovono lo scontro e il razzismo.
Sorelle e fratelli, i muri fra i popoli vanno contro la storia dell’umanità. I muri mutilano la scienza e la conoscenza. I muri imprigionano l’anima, accendono l’odio verso il diverso, soffocano la libertà. Nessun paese del mondo ha trionfato alzando muri, ha solo attestato e prolungato la propria decadenza. Nessuna società progredisce isolata, nessuna nazione è grande se si chiude.
L’essere umano, la conoscenza scientifica, l’arte, l’etica, i valori fondamentali di qualunque società sono sempre cresciuti alimentati dalla libera circolazione planetaria di idee e di persone. In fondo, l’essere umano per sua natura è un essere migrante. Le società e le nazioni sono state costruite grazie alla mescolanza creativa dei migranti.
Così come non ci sono muri per il bene, così come non esistono muri per la pioggia, così come non ci sono muri per le parole, non possono esserci muri neppure per le persone e le famiglie nel mondo.
E non importa quanto alti e quanto grossi e quanto duri siano questi muri, quanto in alto e in profondità si espandono… dalle loro più piccole fessure, o abbattendoli, il vento, la pioggia, le persone attraverseranno una e mille volte ogni muro che si opponga alla libertà e al movimento perché la circolazione planetaria, la migrazione è la fonte dell’autodeterminazione che è la garanzia per la vita».
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