Mazzarò è il re dei pusher e Dante un galeotto

marzo 14, 2020 in Recensioni

Copertina SoniaCome si sa ma non si dice, Verga Giovanni né fu naturalista, verista, realista o altro, era – cercando sigle come fossero tartufi – soprattutto un simbolista.

I romanzi, i racconti – pensa alla Lupa o a Rosso Malpelo – sono simboli potenti.

E quel simbolo davanti al naso è evidente, forte, ma necessita di gente pratica, così come il grimaldello infilato sotto una serratura è in proporzione inversa al sonno del critico sopra una pagina.

Per venire al concreto: Verga fa arricchire ferocemente Mazzarò perché quando uno è fatto così, vuol dire che è fatto per la roba.

La classe – siamo in un carcere – ha capito e romba. Poi quando legge che anche la roba pareva fatta per lui, il rombo cresce e conferma la certezza: Mazzarò è il re dei pusher. E ci andava forte anche Kafka, se è vero che in una notte scrive La metamorfosi. Leggi il resto di questa voce →

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L’autorità deve dimostrare di essere legittima, altrimenti va abbattuta. Ritorna con Chomsky l’intellettuale impegnato

marzo 5, 2020 in Approfondimenti

Chomsky copertinaCos’è un intellettuale? Lo vedo in un libro, ingobbito e contratto, solo nello spazio e nel tempo tra superbia, narcisismo, presunzione.

Ha scritto Adorno: Comunque agisce l’intellettuale sbaglia. Definizione insignificante.

Julien Benda diede il titolo a un suo libro, Il tradimento degli intellettuali.

Borges fu vile: Il vero intellettuale rifugge dai dibattiti contemporanei: la realtà è sempre anacronistica.

Camus ne demistifica il narcisismo: Un intellettuale è un uomo la cui mente osserva se stessa.

Cos’è un intellettuale? Si chiede Noam Chomsky in un piccolo, denso libro, La responsabilità degli intellettuali, Ponte alle Grazie 2019. E’ chi è capace di vedere ciò che si trova sotto il proprio naso. Leggi il resto di questa voce →

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Solgenitsin anticapitalista e antiamericano

gennaio 23, 2020 in Approfondimenti

Solgenitsin nel1994

Solgenitsin nel1994

Dopo vent’anni di esilio Solgenitsin torna in Russia, è l’estate del 1994.

Dall’Alaska sbarca nel selvaggio est della Russia. Da lì, con la transiberiana, fermandosi a volte per giorni in paesi che vuole rivedere, raggiunge lentamente Mosca.

Da giovane aveva amato i bolscevichi, aveva partecipato alla II guerra mondiale, promosso capitano d’artiglieria ed era stato decorato due volte.

Fu arrestato per una lettera privata in cui criticava Stalin e condannato a otto anni di campo di lavoro (gulag), poi cacciato in esilio. Dalla metà degli anni Cinquanta aveva abbandonato il marxismo ed era diventato profondamente religioso. Dall’esperienza del gulag nacquero i suoi due più famosi romanzi Una giornata di Ivan Denisovic e Arcipelago Gulag, oltre a racconti e poesie per cui vinse il Premio Nobel nel 1974. Non andò a Stoccolma a ritirarlo, temendo di non poter più tornare in Urss, né la Svezia ebbe il coraggio di andarglielo a consegnare come era previsto. Leggi il resto di questa voce →

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Utopia, un amore necessario e inaffidabile

dicembre 12, 2019 in Approfondimenti

Thomas More (1527), Hans Holbein il giovane

Thomas More (1527), Hans Holbein il giovane

Utopia è una parola magica, universale, profondamente umana, ovunque diffusa.

Chi di noi non ha un’utopia? Chi non vorrebbe un mondo diverso?

Il nome Utopia fu coniato dal filosofo e uomo politico Thomas More, e mantiene quel fondo di ambiguità che ogni utopia si porta addosso fin da suo etimo: è greco? è latino?

I vari significati forse si possono mettere in sintesi: luogo felice (che non è) in alcun luogo.

Thomas More pubblicò il suo libro Utopia a Lovanio nel 1516. Enrico VIII gli tagliò la testa nella torre di Londra nel 1535 perché non appoggiava il suo arrogante divorzio da Caterina d’Aragona e di conseguenza il distacco dell’Inghilterra dalla chiesa cattolica.

Tuttavia molto di nuovo – rispetto alla bella edizione curata da Luigi Firpo nel 1979 – scaturisce dagli Atti di un congresso ora pubblicati a cura di Francesco Ghia e Fabrizio Meroi, Thomas More e la sua Utopia. Studi e prospettive, ed. Olschki, congresso tenuto a Trento a 500 anni dalla pubblicazione di quell’Utopia considerata con il Principe di Machiavelli l’opera che apre il tempo moderno. Leggi il resto di questa voce →

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Le cento lettere di Paolina Leopardi

ottobre 19, 2019 in Approfondimenti, Recensioni

paolina_copertinaQuando finalmente la contessa Adelaide Antici morì, la figlia Paolina aveva ormai 57 anni, magra, bassa di statura, precocente invecchiata, una malattia ai polmoni.

Giacomo l’aveva definita “erudita Signorina”, ma nella sua vita Paolina si era limitata a traduzioni dal francese, qualche scritto sulle riviste reazionarie del padre e libri ormai scomparsi. Una sua traduzione fu, non a caso, l’ Expedition nocturne autour de ma chambre di De Maistre, pubblicata nel 1832 e ripubblicata da Elisabetta Benucci, Paolina Leopardi. Viaggio notturno intorno alla mia camera, Osanna 2000.

Paolina fu una donna profondamente infelice. Nata all’incirca settimina, commentava: mi affrettai tosto di uscire per godere di questo bel mondo, di cui ora mi affretterei di uscire se potessi.

In altra occasione ricorda come la tristezza e il disseccarsi in me le sorgenti dell’allegrezza e della vivacità siano imputabili al borgo selvaggio e all’autoritarismo della madre. Leggi il resto di questa voce →

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Dalla banalità alla normalità del male

giugno 7, 2019 in Approfondimenti, Recensioni

merzagorala-normalita-del-maleTorneranno quei tempi? I tempi dello sterminio dei diversi, dell’antisemitismo, della Shoah?

La domanda incalza chi ha umanità e coraggio, non i molti inchinati al dogmatismo del pregiudizio.

Sulla violenza di massa, che di nuovo si ripete, indaga il saggio di Isabella Merzagora, docente di criminologia all’Università di Milano e presidente della società italiana di criminologia nel saggio appena pubblicato La normalità del male. La criminologia dei pochi, la criminalità dei molti, ed Raffaello Cortina.

Un libro che si pone come la continuazione de La banalità del male, di Hanna Arendt. Leggi il resto di questa voce →

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L’adolescenza triste: Narciso contro Pasolini

aprile 18, 2019 in Approfondimenti, Recensioni

il-ritiro-sociale-negli-adolescenti-la-solitudine-329160“Avevo vent’anni, non permetterò a nessuno di dire che questa è l’età più bella della vita”, così Paul Nizan (1905-1940) scrittore e filosofo francese, per lungo tempo amico di Sartre, raccontava in Aden Arabia (1931) il trauma della crescita, del passato che svanisce, del futuro incerto segnato da sgomento e delusioni, in fondo al quale si intravvede la morte.

Dai vent’anni, torniamo indietro all’adolescenza, quando ritroviamo quel dramma oggi diffuso a livello di massa (naturalmente nel mondo dei ricchi, non tra chi ha fame) amplificato dall’uso di internet.

Cerchiamo di capirlo in un saggio collettaneo (p.340, venti autori per quindici capitoli), curato da Matteo Lancini, docente di psicologia all’Università di Milano Bicocca, Il ritiro sociale negli adolescenti. La solitudine di una generazione iperconnessa, Raffaello Cortina 2019.

Il titolo già mostra che si parla di ragazze/i nati con Internet e del loro atteggiamento davanti alla crescita. Un giogo di problemi che può andare sotto una parola: disagio, declinata in molti modi e a varie profondità, accompagnato dalla vergogna e dal dolore. Leggi il resto di questa voce →

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Un sogno medioevale

febbraio 28, 2019 in Approfondimenti

H.ROUSSEAU,  Il sogno

H.ROUSSEAU, Il sogno

Nel Purgatorio (c. IX) Dante sogna un’aquila che lo rapisce suso infino al foco. E’ la notte della domenica di Pasqua ed è l’aurora, il momento in cui i sogni sono premonitori. Infatti Santa Lucia l’ha portato, mentre dormiva, dall’Antipurgatorio al Purgatorio.

Dante segue, la conoscesse o no, l’Oneirocritica, l’interpretazione del sogno di Artemidoro di Daldi (II secolo d.C.) secondo cui i sogni si interpretano come accostamento di simili. L’opera di Artemidoro fu per secoli il testo più autorevole sull’interpretazione dei sogni. Leggi il resto di questa voce →

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L’epica della supplente Viola

febbraio 16, 2019 in Recensioni

avventure-tragicomiche-supplenteOgni epoca ha la sua epica. L’epica del nostro tempo inizia con l’Ulisse di Joyce, un individuo mediocre che gira Dublino, piccoli affari e pensieri sconnessi, mentre a casa la moglie, nuova penelope, si perde in una frotta di ricordi erotici.

Epico (cioè il racconto di imprese leggendarie) è il libro di Beatrice Viola, Avventure tragicomiche di una supplente, Illustrazioni di Biro, ed. HarperCollins, ed è l’epica del presente. Nello specifico, quella della scuola.

La protagonista è una giovane donna laureata con un curriculum esagerato: laurea alla Sorbona, insegnamento agli stranieri in Francia, iscritta all’Ordine dei giornalisti, titoli e studi inutili per lei e per la nostra scuola.

In Italia la sua vita si snoda guidata dalla locuzione fino ad avente diritto. Leggi il resto di questa voce →

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Chi recita si fa attraversare da tante vite, e la morte si dilegua

novembre 12, 2018 in Recensioni

copertina-carmignaniDice Anna Proclemer: “Ogni sera sulla scena cerco la felicità. Faccio questo mestiere perché penso così di essere meno infelice”.

E’ la prima intervista di Paola Carmignani, per la prima volta nel camerino di un’attrice. La sua timidezza estrema e il sogno che si avvera: lavorare per o vicino al teatro, una magia che risale all’infanzia, a una famiglia che parlava di teatro anche a tavola.

L’intervista è uscita su “La voce del popolo” nel 1984.

Poi lei è diventata critico teatrale del “Giornale di Brescia” e ora in un libro prezioso e unico nel genere La passione teatrale, LaQuadra editore, riporta fra brevi brani delle sue interviste a decine di attori, la perla preziosa della loro intima testimonianza, la loro misura indelebile e umana. Una misura spesso vulnerabile come quella Mariangela Melato: “Ci sono momenti in cui un personaggio ti tocca, saltano fuori paure, solitudini. Quando ho fatto Un tram che si chiama desiderio ho sofferto, alla fine ero molto provata. Mi sembrava che coincidesse con un passaggio, mi sembrava che svanisse la possibilità di quel candore, di quella giovinezza”. Leggi il resto di questa voce →

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