Berlino-Mediterraneo: un gioco di specchi

maggio 7, 2020 in Architettura e urbanistica, Recensioni da Laura Giuffredi

Bredekamp_copertina

Il paradosso si rivela già nel titolo “Berlino città mediterranea. Il richiamo del Sud” (2019, Raffaello Cortina Editore) e l’autore Horst Bredekamp ci conduce a scoprire una vocazione antica, presente per molti secoli nella storia tedesca, a proiettarsi con nostalgia verso sud, verso il Mediterraneo, verso la culla della civiltà greco-latina.

Una civiltà fatta anche di architettura, naturalmente, per cui di forme, di spazi, di volumi, di vuoti e di pieni, di funzioni ed ornamenti.

Il dipinto allegorico di Friedrich Overbeck dal titolo “Italia e Germania” (1811-1828) potrebbe ben sintetizzare, dalla Neue Pinakothek di Monaco, questa Weltanschauung di lungo corso.

Come bene chiarisce l’autore “ Berlino non è scaturita dal nulla, bensì dai riflessi di specchi collocati al di là delle Alpi”. Leggi il resto di questa voce →

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Crociera di San Luca: memoria di mali che toccarono tutto il popolo

aprile 16, 2020 in Architettura e urbanistica da Gloria Berardi

Gloria_Crociera di SAN LUCA 1 (1)Nel corso della storia si sono verificate numerose pandemie e questi eventi si sono manifestati con una certa ricorrenza nel corso dei secoli.

La prima grande pandemia mai riferita dalle fonti, risale alla storia greca nel 430 a. C. Si sono poi manifestate in epoca romana il vaiolo e la prima pestilenza: quest’ultimo flagello fece ciclicamente la sua ricomparsa fino al XX secolo, quando prevalsero e si svilupparono le pandemie influenzali.

Nel secolo XIII una grossa spinta alla realizzazione di hospitales, ospizi, ricoveri, fu la diffusione della lebbra, arrivata attraverso il Mediterraneo dall’Asia e dall’Egitto. Le comunità ospedaliere sorsero come luoghi di accoglienza e di cura per pellegrini, viaggiatori, malati, orfani, vecchi, vedove e per i poveri, ovvero tutti gli individui bisognosi di aiuto e di protezione, senza distinzione alcuna di ceto sociale. Nascono, nei monasteri e nei piccoli centri abitati, molteplici minuscole realtà assistenziali, una esigenza capillare per dedicare spazi deputati alla cura sopratutto durante le ondate epidemiche. Leggi il resto di questa voce →

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Il generale che amava Hegel

marzo 27, 2019 in Architettura e urbanistica, Recensioni da Paolo Merini

immagine-marselliNiccola Marselli, allievo di Francesco de Sanctis, alfiere nell’esercito borbonico, poi cresciuto fino a diventare generale in quello italiano, infine senatore del Regno, fu uomo singolare come mostra lo stesso titolo di un suo libro giovanile ora ripubblicato L’architettura in relazione alla storia del mondo (a cura di Damiano Iacobone), Olschki editore.

Marselli, uomo di grande cultura, viveva una contraddizione insanabile: soldato concreto, tanto da insegnare anche alla scuola militare di Torino, era attirato soprattutto dalla filosofia e dai problemi culturali del suo tempo, il tempo della crisi dell’idealismo, arrivata tardi in Italia, mentre altrove già si affermava il positivismo.

Scrisse opere di successo: La scienza della storia e La guerra e la sua storia; è citato da Giovanni Gentile in Le origini della filosofia contemporanea, dove lo definisce: uno degli spiriti più concentrati nella riflessione speculativa che ci fossero in Italia al tempo suo. Leggi il resto di questa voce →

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MUSIL a Brescia: un progetto culturale per rilanciare la città

giugno 29, 2017 in Approfondimenti, Architettura e urbanistica da Laura Giuffredi

musil1Dunque sembra sia giunta l’ora, dopo anni d’attesa: finalmente il Museo bresciano dell’Industria e del Lavoro (MUSIL) vedrà la luce, col concorso di Regione Lombardia, Provincia, A2A, Università degli Studi di Brescia e grazie al fondamentale contributo finanziario della società Basileus. L’inizio lavori è previsto per l’autunno di quest’anno per i primi due lotti del progetto, presentato lo scorso 10 giugno nel salone Vanvitelliano del palazzo Loggia, a Brescia.

Se “apologia del lavoro” e della sua dignità deve essere, così sia, come è giusto in una città come Brescia che si è costruita, tra Ottocento e Novecento, come città industriale ed ha sedimentato, soprattutto nel suo settore ovest, la massima concentrazione di fabbriche, opifici, case operaie. Leggi il resto di questa voce →

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Non_super_iper luoghi costruiti

gennaio 7, 2015 in Architettura e urbanistica da Gloria Berardi

Non_super_iper luoghi costruiti1Un’architettura si può vedere, ammirare, vivere, consumare o usare.

I non_super_iper luoghi (ipermercati, outlet, autogrill, stazioni di servizio, aeroporti, stazioni ferroviarie, grandi magazzini e centri commerciali) sono le eclettiche architetture del consumo, del transito e del divertimento.

“Cattedrali”, che sorgono nelle periferie extraurbane o in aperta campagna, come accattivanti sirene attirano le masse con richiami colorati e luminosi. Leggi il resto di questa voce →

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Un luogo: il Castello di Padernello

ottobre 19, 2014 in Architettura e urbanistica da Gloria Berardi

  6966492199_dfd2ebf5e2_zLuogo: in senso generale, parte dello spazio che è oc­cupato o si può occupare materialmente o idealmente;parte della superficie terrestre; edificio o parte di esso; parte di un oggetto; punto, passo di uno scritto[in senso figurato]; momento opportuno.

Il luogo, per l’architettura, ha un significato più esteso e vago, impreciso ed equivocabile. L’anima del luogo è l’unisono tra il contesto fisico e il contesto storico- culturale. Le trasformazioni storiche, morfologiche e ambientali rendono ogni luogo unico, come il D.N.A. che ognuno di noi possiede. Work in progress degli anni che passano, il luogo si adatta agli eventi e diventa, per l’uomo, memoria dei valori, che possono essere ricordati o analizzati. La vista di un vecchio maniero, che si erge stanco in area padana, dà subito la sensazione di essere seguiti dai fantasmi di coloro che hanno combattuto guerre di fazione, di coloro che hanno lavorato con fatica le terre circostanti e di nobili che imponevano la loro volontà. Fantasmi buoni, anche se nelle loro vite terrene sono stati violenti e malefici, che aleggiano eternamente in­torno ai vivi contemporanei per non far dimenticare che in quel luogo dismesso c’è sempre vita.  Leggi il resto di questa voce →

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Participative landscape: progettualità con la comunità

maggio 11, 2014 in Architettura e urbanistica da Chiara Zonta

Participative landscape

Esempio di paesaggio rurale culturale da valorizzare: Nove, terra della ceramica in stretto rapporto con l’ambiente fluviale del medio Brenta.
Foto: Chiara Zonta

Il paesaggio è, in ultima analisi, il rapporto spazializzato tra natura di un luogo e la cultura di chi lo abita o, come dichiara la Convenzione europea: Paesaggio designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni.

Nei processi di identificazione, analisi e gestione dei paesaggi è dunque indispensabile coinvolgere la popolazione locale, che conosce il territorio nella propria quotidianità ed è custode dei saperi e delle pratiche locali, cioè di un patrimonio socio-culturale, storico-artistico-architettonico e produttivo (abilità e competenze rurali, artigianali, industriali) sviluppatosi in stretta relazione con il proprio ambiente di vita, come parte della propria identità. E se la qualità di un paesaggio si misura sulla qualità dell’abitare e del produrre vissute in prima istanza dalla popolazione, i cittadini si qualificano come esperti e si rivelano una risorsa strategica e di supporto al tecnico, all’amministratore ed allo studioso nella conoscenza, conservazione e gestione del territorio. Leggi il resto di questa voce →

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La nuova dimensione abitativa: la meta-città.

settembre 28, 2013 in Architettura e urbanistica da Gloria Berardi

im 2La diffusa metamorfosi del paesaggio naturale in quello artificiale ha trasformato il territorio italiano in un’unica città dilatata.

Una trasformazione repente, poco controllata e scoordinata, che velocemente erode ogni spazio vitale di un corpo che langue a partire già dal secondo dopoguerra.

L’inarrestabile processo d’occupazione del territorio è come un cancro invasivo che cresce rapidamente, mettendo a repentaglio la sopravvivenza degli uomini, degli animali e della vegetazione. Leggi il resto di questa voce →

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Come sta l’architettura? Sopravvivere in tempo di crisi (1)

settembre 3, 2013 in Architettura e urbanistica da Franco Garbari

Tutti sanno che la situazione dell’architettura e di chi lavora nell’architettura, è oggi critica. Ma era difficile già 30-40 anni fa, senza i così gravi problemi economici di oggi.

Era la stagione delle grandi spartizioni e lottizzazioni degli incarichi. All’epoca c’era la Democrazia cristiana che distribuiva la sua fetta di potere, il Partito socialista che faceva la parte del leone e infine il Partito comunista, che figurarsi se si accontentava delle briciole. Tutto passava per i canali partitici: o eri del sistema, o eri fuori, tranne quei pochi che si erano già fatti prima, negli anni ’50 e ’60, una carriera di prestigio. Questo nell’edilizia pubblica. Ma nel privato non era molto diverso: gruppi di potere, lobby, l’amico dell’amico, ecc. Leggi il resto di questa voce →

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L’architettura come scienza della storia

gennaio 23, 2013 in Architettura e urbanistica da Mario Baldoli

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Niccolò Marselli (1832-1899) è un raro esempio di militare che impiegò la vita nello studio dell’arte e dell’architettura, pur facendo un’importante carriera che lo portò a diventare comandante di Reggimento, segretario del ministero della Guerra e senatore del Regno.
Con un’ampia edizione critica curata da Damiano Iacobone, l’editore Olschki ha ripubblicato un testo L’architettura nella storia del mondo che mantiene a distanza di tempo un suo fascino singolare e idee che furono poi richiamate dalla celebre Storia sociale dell’arte di Arnold Hauser.
Allievo di Francesco De Sanctis, Marselli apprese da lui la passione per la filosofia dialettica hegeliana e la usò come metodo per costruire una storia generale. Un esempio è la storia militare, inizialmente indifferenziata rispetto alla storia generale, poi separata da essa per la specializzazione delle discipline, mentre nella terza fase (la sintesi) acquista un carattere scientifico.

Ora bisogna applicare il metodo hegeliano all’architettura fino a darne una storia scientifica che avverrà quando sarà in grado di legarsi alla storia generale.

In realtà corrispondenza e coerenza con la situazione storica si è avuta a partire dall’Oriente, in Grecia e a Roma e durante tutto il Medioevo quando il linguaggio e le forme dell’architettura derivavano dalla società coeva. Lo stile gotico fu il suo punto di eccellenza.

Ma dal Cinquecento l’architettura “adottando lo stile antico non creò l’opera del rinascimento, come si dice, ma della decadenza”; si allontanò dalla società e non fece che ripetere se stessa, mentre col barocco si smarrì addirittura il gusto.

La sintesi da raggiungere sarà la corrispondenza tra storia generale e storia dell’architettura. Il periodo scientifico non è ancora cominciato, benché ne abbiano gettato le basi Winckelmann, Schiller, Hegel.

Il metodo scientifico applicato alle arti è arrivato a definire i legami delle arti tra loro. Se anche la storia dell’architettura accettasse questo metodo avremmo quella storia scientifica dell’architettura che avrebbe il suo compimento nella storia generale e ad essa porterebbe il suo contributo.

L’architettura dell’Ottocento, secondo Marselli, ha come scopo l’utile, non la bellezza, è una conseguenza dell’età scientifica, un passo verso l’emancipazione dello spirito, un superamento della specializzazione, in attesa di quella scienza dell’architettura auspicata. E qui si nota come l’hegeliano Marselli si trovi, nel clima ormai positivista di fine secolo, a parlare di scienza come ideale da raggiungere. Aveva scritto il filosofo Nicola Abbagnano “Il positivismo è l’idealismo della scienza”. Marselli è forse già pronto al tradimento delle sua tesi iniziali.

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