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Un superlodato pessimo film

gennaio 13, 2018 in Cinema, Recensioni da Mario Baldoli

stalin-2Si proietta in questi giorni in città un pessimo film che gode di ottima stampa. È Morto Stalin, se ne fa un altro di Armando Iannucci. Il titolo è così tradotto dall’inglese The Death of Stalin.

Il film racconta le ultime ore del dittatore e la lotta politica per la successione. Inevitabilmente richiama un grande film del 2004 La caduta. Gli ultimi giortni di Hitler.del tedesco Oliver Hirschbiegel. Il suicidio di Hitler nel bunker ha in sé la potenza di un dramma, mentre il film su Stalin è semplicemente un’opera buffa.  Leggi il resto di questa voce →

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La mostra della Domanda

gennaio 8, 2018 in Arte e mostre da Mario Baldoli

"Il contesto" di Graziano Magro

“Il contesto” di Graziano Magro

Chiude il 15 gennaio la mostra d’arte “La domanda”, opere di Laura Giuffredi e Graziano Magro esposte al Bookstop, via Leonardo da Vinci 5, apertura 7.30-21.30; venerdì e sabato fino alle 22.30.

Laura, docente al liceo Gambara, fa parte del comitato di redazione di G9, l’architetto Graziano ha pubblicato con G9 e L’Obliquo I luoghi addomesticati, 2010, testo fondamentale per capire la filosofia della casa, stanza per stanza, suo uso, significato e traccia del tempo.

Il titolo della mostra ”La domanda” lascia la strada a varie interpretazioni.  Leggi il resto di questa voce →

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“Muoio dalla voglia di conoscerti” di Aidan Chambers

dicembre 22, 2017 in Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, narrativa ragazzi da Roberta Basche

muoio-dalla-voglia-di-conoscertiHo appena terminato Muoio dalla voglia di conoscerti di Aidan Chambers (285 pagine, nella traduzione di Beatrice Masini)  e  vorrei poter riavvolgere il tempo e ritornare tra le pagine del libro, per continuare  a camminare per i sentieri della storia.

Il libro narra l’incontro tra uno scrittore settantacinquenne, di cui non conosciamo il nome, e Karl , un diciottenne innamorato che non vuole deludere la fidanzata. Fiorella, questo è il nome della ragazza, ama la letteratura  e ammira le opere dello scrittore protagonista.

Karl è introverso e  non ama né scrivere né parlare dei suoi sentimenti, perciò Fiorella, che crede nella scrittura come strumento di conoscenza dell’altro, ha preparato una lunga lista di domande alle quali Karl dovrà rispondere. Leggi il resto di questa voce →

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“Panni Stesi”: opere di Forgioli e Mongiello a Salò

dicembre 19, 2017 in Arte e mostre da Laura Giuffredi

Lungolago Zanardelli, fino al 4 febbraio 2018

panni stesiLi intravedi sventolare oltre la pagina, evocano terra e cielo, dove il pastello si fa corposo, o velatura, sbaffo sfrangiato che guizza di vita propria. Azzurro e celeste, indaco ed ocra, si intrecciano col bianco, con le terre, col giallo inaspettato: bozzoli di vita appesi ad un filo, i pastelli ad olio di Attilio Forgioli. Sono annunciati, nella “Loggia della magnifica Patria” del Palazzo Comunale di Salò, da panni veri, appesi a fili da bucato, bianchi, neri, grigi, e il lago a far da sfondo. L’installazione, dello stesso Forgioli con Giovanni Cigognetti, attrae ed invita ad addentrarsi, come in un labirinto che nasconde, in parte, e disvela,  invita alla ricerca, ma anche alla fuga. Dall’ovvio, dallo scontato, che sicuramente Forgioli evita, andando a scavare, nel dettaglio, il microcosmo che si fa gesto pittorico. Leggi il resto di questa voce →

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Ariosto sul palcoscenico: meraviglia, farraginosità, autorità

novembre 29, 2017 in Approfondimenti, Letteratura, Recensioni da Marco Castelli

copertina-ariosto«Quell’io che tra più dotti e più canoriCigni del Po famoso il volo alzai,

E in accenti dolcissimi cantai

Le donne, i cavalier, l’arme e gl’amori»

 

Siamo nel 1623, ad Ancona, ed è Ariosto che ha fatto la sua comparsa sul palcoscenico: «Fu dunque fin da principio […] conosciuto costui essere l’Ariosto, il quale parve all’autore d’introdur per prologo della sua tragedia, sia perch’ella da quello ha i suoi primi fondamenti». Così, con l’intervento di questa “dramatis persona”, si apre Il Medoro incoronato di Prospero Bonarelli della Rovere, uno dei molti autori che s’impegnarono raccogliere idealmente il “miglior plettro” lasciato dal poeta ferrarese ai posteri per lo sviluppo delle sue storie.  Leggi il resto di questa voce →

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Danubio. Il Delta

novembre 20, 2017 in Album fotografici da Pino Mongiello

il deltaIl delta, nel quale il battello si addentra e si perde come un tronco alla deriva, è un grande dissolvimento, rami, bracci e rivoli che si disperdono per conto proprio, come gli organi di un corpo che sta cedendo, i quali si disinteressano progressivamente gli uni degli altri; il delta è tuttavia anche una rete perfetta di canali, un’accurata geometria… È una grande morte tenuta sotto controllo, una morte che è incessante rigenerazione, rigoglio di piante e di animali, giunchi ed aironi, storioni cinghiali e cormorani, frassini e canneti, centodieci specie di pesci e trecento di uccelli, un laboratorio della vita e delle sue forme. Leggi il resto di questa voce →

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“Oltre il confine” di Gary Paulsen

novembre 20, 2017 in Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, narrativa ragazzi da Roberta Basche

oltre-il-confineManny Bustos si svegliò quando il sole arroventò il cartone. (…) Sgusciò fuori e cominciò a progettare i suoi spostamenti. Un altro giorno a Juarez. Ma quel giorno sarebbe stato diverso, avrebbe segnato la fine di tutto. Quel giorno, lui, Manny, sarebbe partito. Avrebbe attraversato il confine settentrionale, verso gli Stati Uniti…

Manny Bustos è un ragazzino orfano di quattordici anni  che vive tra i vicoli di Juarez, al confine tra il  Messico e gli Stati Uniti d’America.

La vita a Juarez per Manny si ripete uguale ogni giorno, nella povertà e nella paura. Leggi il resto di questa voce →

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La merce del tempo, la vita all’ombra del lavoro

novembre 3, 2017 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

lavoro-ombraScriveva Dino Campana nei Canti Orfici,

Ondulava sul passo verginale

Ondulava la chioma musicale (…)

Eran tre vergini e una grazia sola

E sei piedini in marcia militare.

Oggi vediamo comunemente tre ragazze camminare vicine senza guardarsi, ognuna concentrata sul suo cellulare. Un secolo divide quelle ragazze, ma sono bastati gli ultimi trent’anni a trasformare queste ultime in corpi senza volto, dipendenti da un oggetto che le tiene perennemente “connesse”, senza scambiare fra loro gesti, sorrisi o pianti, tono della voce, atteggiamenti. Le osserva il giornalista americano Craig Lambert in Il lavoro ombra (trad. di Elena Vozzi, ed. Baldini Castoldi). Leggi il resto di questa voce →

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“La luna in gabbia”, il nuovo romanzo di Maria Sardella

settembre 28, 2017 in Recensioni da Piera Maculotti

la-luna-in-gabbiaScende dal treno. Sale a piedi al paese, in alto. Il viaggiatore solitario ha il sorriso negli occhi e in mano una gabbietta, vuota… Questo è l’avvio. Il congedo invece è un volo: un punto nero sulla scia bianca d’una mongolfiera, alta nel cielo. In mezzo, un saliscendi di voci, volti, storie (di donne soprattutto). Un sottosopra di emozioni, sogni e segreti, di ieri e di oggi.

Non sempre le cose stanno come sembrano. C’è altro; e c’è un oltre, difficile da imprigionare. Si può solo avvicinare, per cogliere, forse, nell’attimo. Succede a chi riesce a mettere La luna in gabbia. Titola così il nuovo, terzo, romanzo di Maria Sardella (Pubgold pp. 224 € 12 con disegni di Bianca Simoni).

È un quadro preciso e luminoso quello che esce dalla sapiente penna dell’autrice, dalla sua prosa salda, elegante e svelta nell’intrecciare storie o evocare atmosfere. Leggi il resto di questa voce →

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Mediatori culturali e divagazioni sulla democrazia

settembre 26, 2017 in Approfondimenti, Recensioni da Marco Castelli

1La settimana scorsa c’è stata una strana apparizione sulla mia scrivania. È un libretto piccolo, d’un centinaio di pagine, dalla copertina rossa che fa risaltare il titolo sul dorso, scritto a lettere eleganti: “Language & the pursuit of truth”. I cinquant’anni dell’edizione trovano conferma nel colore delle pagine e nell’inconfondibile odore di biblioteca. Non riesco a capire se sia stato prima in possesso della “Teesside University Library” o del “Nottingham College of Education Library”, ma i due timbri rossi “withdrawn from stock” sono la mia garanzia contro le accuse per furto del famoso sceriffo della cittadina inglese. Il libro è interessante, forse un po’ datato nelle sue teorie e sicuramente pervaso di quella filosofia del “Common sense” che insieme all’ideale del “comfort” rappresenta l’anima anglosassone. La lettura è stata tuttavia pian piano schiacciata da un dubbio che, a tutt’ora, non ha trovato soluzione: perché, un giorno d’agosto, ho lanciato l’ordine per questo volume? Leggi il resto di questa voce →

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