Medici e filosofi, l’infinito delle parallele

maggio 21, 2018 in Recensioni, Salute

le-parole-della-curaLe parole della cura, scritto dal filosofo Umberto Curi e pubblicato dall’editore Raffaello Cortina, è una riflessione, attraverso il mito e la storia, su alcuni termini legati al concetto di cura: medicina, terapia, farmaco, chirurgia.

L’assunto da cui muove l’autore è poco rassicurante: la ricerca scientifica è in molti casi errata e molti dei risultati a cui perviene sono incerti. Se la medicina si basa su tali ricerche quali possibilità vi sono per i pazienti di ricevere cure adeguate? Possiamo fidarci della medicina odierna?

La medicina non è una scienza, ma un’arte che si appoggia alle scienze di base per costruire la propria pratica.

La medicina conserva una fondamentale ambivalenza nella tensione fra una base rigorosa, sostanzialmente coincidente con i risultati resi disponibili dal progresso delle conoscenze propriamente scientifiche in campi come la fisica, la chimica e la biologia e lo sviluppo di un’attività irrimediabilmente condizionata da una pluralità di variabili soggettive. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Donne dell’anima

marzo 20, 2018 in Approfondimenti, Recensioni

donne-dellanimaIl libro di Isabelle Mons, Donne dell’anima. Le pioniere della psicoanalisi, Viella 2017 (traduzione di Monica Miniati), delinea il ritratto di quattordici donne che, in vario modo, sono appartenute al mondo della psicoanalisi.

Margarethe Hilferding fu la prima laureata della Facoltà di Medicina di Vienna e la prima donna eletta all’interno della Società psicoanalitica della stessa città. Il suo percorso di studi è tortuoso perché a quell’epoca la medicina era preclusa alle donne. Margarethe diventa maestra e nel tempo libero scrive poesie e romanzi, ma non le basta.

All’università, come libera auditrice, segue i corsi di matematica e scienze naturali, di anatomia e di chimica che potrà convalidare al momento dell’ammissione delle donne alla facoltà di medicina. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il diritto di correggere le donne

marzo 7, 2018 in Approfondimenti, Recensioni

violenza-donne-storiaLa violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), pubblicato dall’editrice Viella a cura di Simona Feci e Laura Schettini, fa parte della collana di “Storia delle donne e di genere” che nasce dalla collaborazione tra la Società italiana delle storiche e la casa editrice.

Nell’introduzione le curatrici fanno il punto su alcuni tra i temi affrontati nei tredici saggi: il linguaggio utilizzato per descrivere il fenomeno della violenza, il contesto per lo più privato (mogli ma anche figlie e sorelle, costrette a matrimoni e monacazioni forzate, minacciate e punite, maltrattate nei diritti dotali o patrimoniali), la tolleranza delle violenze nel passato supportata dallo ius corrigendi, il diritto di correzione del capofamiglia nei confronti di moglie, figli e delle figure a lui subordinate.  Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

“Graffi sul tavolo” di Guus Kuijer

febbraio 19, 2018 in Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, narrativa ragazzi

"Graffi sul tavolo" di Guus Kuijer (Salani Editore)

“Graffi sul tavolo” di Guus Kuijer (Salani Editore)

La nonna è morta, ma Madelief non si sente di piangere. Quando era ancora viva, la nonna abitava molto lontano. Madelief l’ha vista poche volte. E ora, ecco che è morta. Che altro c’è da dire?”

C’è qualcosa di strano nei sentimenti manifestati dai parenti alla morte della nonna Marie. La mamma non piange. Non è “una con le lacrime in tasca”.  Il nonno è di poche parole. Lo zio Wim non è presente al funerale.

Madelief, il cui nome in olandese significa pratolina, domanda della nonna, di cui conosce pochissimo.

Perché lei e la mamma non la andavano a trovare? Perché al funerale ci sono poche persone? Perché il nonno dice che non era una persona carina ma la definisce sempre “una brava persona”?

Chi era la nonna? Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

“Muoio dalla voglia di conoscerti” di Aidan Chambers

dicembre 22, 2017 in Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, narrativa ragazzi

muoio-dalla-voglia-di-conoscertiHo appena terminato Muoio dalla voglia di conoscerti di Aidan Chambers (285 pagine, nella traduzione di Beatrice Masini)  e  vorrei poter riavvolgere il tempo e ritornare tra le pagine del libro, per continuare  a camminare per i sentieri della storia.

Il libro narra l’incontro tra uno scrittore settantacinquenne, di cui non conosciamo il nome, e Karl , un diciottenne innamorato che non vuole deludere la fidanzata. Fiorella, questo è il nome della ragazza, ama la letteratura  e ammira le opere dello scrittore protagonista.

Karl è introverso e  non ama né scrivere né parlare dei suoi sentimenti, perciò Fiorella, che crede nella scrittura come strumento di conoscenza dell’altro, ha preparato una lunga lista di domande alle quali Karl dovrà rispondere. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

“Oltre il confine” di Gary Paulsen

novembre 20, 2017 in Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, narrativa ragazzi

oltre-il-confineManny Bustos si svegliò quando il sole arroventò il cartone. (…) Sgusciò fuori e cominciò a progettare i suoi spostamenti. Un altro giorno a Juarez. Ma quel giorno sarebbe stato diverso, avrebbe segnato la fine di tutto. Quel giorno, lui, Manny, sarebbe partito. Avrebbe attraversato il confine settentrionale, verso gli Stati Uniti…

Manny Bustos è un ragazzino orfano di quattordici anni  che vive tra i vicoli di Juarez, al confine tra il  Messico e gli Stati Uniti d’America.

La vita a Juarez per Manny si ripete uguale ogni giorno, nella povertà e nella paura. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

“Oh Boy!” di Marie Aude Murail

settembre 15, 2017 in Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, narrativa ragazzi

oh-boy

“Oh Boy!” di Marie Aude Murail (Giunti Editore)

Al numero 12 di rue de Mercouer a Parigi da due anni abitava la famiglia Morlevent. Tre bambini e due adulti, il primo anno. Tre bambini e un adulto, il secondo anno. E, quel mattino, solo tre bambini: Siméon, Morgane e Venise, quattordici, otto e cinque anni.

I tre Morlevent sono rimasti soli: in attesa di trovare una famiglia adottiva vengono portati all’orfanatrofio Folie-Méricourt di Parigi. La signora giudice tutelare Laurence Deschamps, “una graziosa donna energica e un po’ cicciottella che carburava con il cioccolato fondente”, e l’assistente sociale Bénédicte devono cercare una famiglia per i tre ragazzini. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

“Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando

agosto 15, 2017 in Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, narrativa ragazzi

per-questo-mi-chiamo-giovanniMio padre si sedette sul mio letto e prese in braccio Bum, lo scimpanzé di peluche. Aveva un faccia strana (papà, non lo scimpanzé) come quando ha qualcosa da dirmi e non sa da dove cominciare. Bum è strano per un altro motivo: ha i piedi bruciati. È stato uno dei primi regali che ho ricevuto in vita mia (…). Ma Bum, nonostante i piedi neri, resterà per sempre il numero uno. Credo sia anche il preferito del papà. A volte vedo che entra nella mia stanza, anche se non ci sono io, e lo accarezza. Ho sempre pensato che quei due mi nascondessero un segreto”.

Giovanni è nato il 23 maggio 1992. Quando sta per compiere dieci anni, il papà trascorre insieme a lui una giornata tra Palermo e Mondello e, mentre si tuffano nel mare e gustano un pranzo a base di “insalata di piovra e patate e un mega cheeseburger con patatine fritte”, racconta al figlio due storie di coraggio legate tra loro.

I genitori hanno scelto per lui quel nome in onore di Giovanni Falcone. Ma chi è quest’uomo? E che cosa ha fatto di così importante? Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

“Uno studio tutto per sé” di Federica Iacobelli

luglio 24, 2017 in narrativa ragazzi

uno-studio-tutto-per-se

Uno studio tutto per sé di Federica Iacobelli (p. 96), Motta junior editore

“Le opere non sono reliquie. Sono pensieri mai perduti. Sono sguardi che, rimasti impressi, permettono al mondo di conoscersi più a fondo e a noi di incontrarci anche oltre i confini del tempo e dello spazio.”

Tre amiche, Bella, Clara e Dora, dopo aver frequentato insieme un corso di disegno del nonno di Bella, si scrivono e-mail durante le vacanze estive.

Bella si trova in un paesino di montagna tra capre e pastori.  Clara è rimasta a Parigi, la città dove vivono tutte e tre. Dora sta girando il mondo e scrive da Firenze, Roma, Napoli, Madrid e Stati Uniti dove entra ed esce dai Musei.

Tema delle loro chiacchierate è l’arte delle donne: pittrici e scultrici vissute dal 1500 al 1900. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Biblioclastia: uccidere i libri (e le persone)

luglio 18, 2017 in Approfondimenti, Recensioni

storia-universale-della-distruzione-dei-libri-dalle-tavolette-sumere-alla-guerra-in-iraqSi scrive spesso della nascita del libro, molto meno della morte di milioni di libri. Della violenza su chi non ha difesa, chi non è una persona ma nemmeno una merce, solo spazio e tempo di una memoria, il patrimonio di idee di una cultura.

Fernando Baez in Storia universale della distruzione dei libri. Dalle tavolette sumere alla guerra in Iraq, Viella editore, ha impiegato dodici anni di lavoro per documentare l’immane tragedia che accompagna l’umanità.

Leggendo queste parole, per associazione di idee, penso alla paura del diverso, della cultura che non ci appartiene che, invece di voler scoprire, l’essere umano vuole annullare. Il libro diventa uno straniero da respingere, nel fuoco. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest