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Montaigne, Goethe, Austen, Churchill, Brecht: elogio del dimenticare

febbraio 19, 2020 in Approfondimenti da Viola Allegri

Foto_dimenticare_1I vecchi dimenticano, gli studenti si impasticcano per ricordare, i poco-memoria sono ritenuti dei deboli destinati alla sconfitta. Gli anziani cercano di ritardare la caduta della memoria allenandola: le parole crociate, una lingua straniera, poesie studiate a scuola, ma sanno che il processo è inarrestabile, anche perchè gli tornano in mente le parole con un’ora o un giorno di ritardo.

Gli antichi Greci che già sapevano tutto, a capo delle nove Muse avevano messo Mnemosine, la titanide della memoria, ma alla morte l’umanità finiva nel Lete, il fiume dell’oblio. Tuttavia la tragedia greca esprimeva pietà ed orrore finchè alla fine arrivava la catarsi, la purificazione anche dai fatti più tragici.

Nel Medioevo si inventò la mnemotecnica, un modo di ricordare attraverso numeri e figure retoriche; e anche ora c’è qualcuno che prova questo metodo. Leggi il resto di questa voce →

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Il senso dell’infinito nel magico Altai

febbraio 11, 2020 in Album fotografici da Luigi Errante

Magico Altai«Il piumaggio bianchissimo del rapace era screziato da una pioggia di macchie grigio scuro. Non avevo mai visto un simile animale e chiesi al falconiere di che uccello si trattasse. – Dicono che sua madre venga dalle lande ghiacciate ai confini del mondo – rispose – e suo padre dai deserti dell’Asia centrale, la culla della nostra gente. Due razze diverse, ma abbastanza simili da potersi accoppiare, per poi deporre le uova sulle pendici degli Altai, i Monti d’Oro, che dànno il nome a questa stirpe meticcia».

(Wu Ming, Altai, Einaudi 2009, p. 186)

Leggevo queste righe una decina di anni orsono, gustando l’epilogo delle vicende che avevano avuto inizio con la pubblicazione di Q a firma Luther Blisset.

Già m’era venuta voglia di questi Monti d’oro.

Finalmente quest’anno si presentano occasione e possibilità. Leggi il resto di questa voce →

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Il mio amico è un robot

gennaio 31, 2020 in Approfondimenti, Recensioni da Paolo Merini

vivere-con-i-robotC’è una parola chiave per capire il significato del saggio di Paul Dumouchel e Luisa Damiano, Vivere con i robot. Saggio sull’empatia artificiale, ed. Raffaello Cortina: Empatia, la nascita di una comunione affettiva con un altro individuo in seguito a un processo di identificazione.

Per arrivare al robot empatico è bene cominciare con un test che sveli se siete apocalittici o ottimisti.     Volete che i robot sostituiscano il lavoro umano ma che restino dipendenti dall’uomo? Volete che siano completamente autonomi?

Come dicevano i filosofi medioevali seguendo Aristotele: tertium non datur, perché la tecnologia non si ferma. Ma i contrari si possono superare in una sintesi, come ha insegnato Hegel.

E’ il risultato di questo libro breve e intelligente che fonde la paura e l’entusiasmo, pur lasciando un dubbio finale.

I dati di fatto: i robot sono sempre più numerosi, ogni anno al mondo ne nascono migliaia, diventeranno il sostituto dell’uomo. Fanno di tutto: c’è quello che assembla parti meccaniche ed elettroniche, ma anche l’impiegato, il fattorino, il magazziniere, l’autista, il giornalista, il radiologo, il contadino, il pompiere. Nascerà anche l’addetto ai piaceri erotici, previsto nel Dormiglione di Woody Allen, forse. Leggi il resto di questa voce →

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Solgenitsin anticapitalista e antiamericano

gennaio 23, 2020 in Approfondimenti da Mario Baldoli

Solgenitsin nel1994

Solgenitsin nel1994

Dopo vent’anni di esilio Solgenitsin torna in Russia, è l’estate del 1994.

Dall’Alaska sbarca nel selvaggio est della Russia. Da lì, con la transiberiana, fermandosi a volte per giorni in paesi che vuole rivedere, raggiunge lentamente Mosca.

Da giovane aveva amato i bolscevichi, aveva partecipato alla II guerra mondiale, promosso capitano d’artiglieria ed era stato decorato due volte.

Fu arrestato per una lettera privata in cui criticava Stalin e condannato a otto anni di campo di lavoro (gulag), poi cacciato in esilio. Dalla metà degli anni Cinquanta aveva abbandonato il marxismo ed era diventato profondamente religioso. Dall’esperienza del gulag nacquero i suoi due più famosi romanzi Una giornata di Ivan Denisovic e Arcipelago Gulag, oltre a racconti e poesie per cui vinse il Premio Nobel nel 1974. Non andò a Stoccolma a ritirarlo, temendo di non poter più tornare in Urss, né la Svezia ebbe il coraggio di andarglielo a consegnare come era previsto. Leggi il resto di questa voce →

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Vivere sulla lama: odiarsi per poter odiare

gennaio 8, 2020 in Approfondimenti, Recensioni da Viola Allegri

Bobby Fisher

Bobby Fisher

Come ebreo a chi e a che cosa appartengo?

Ai miei vecchi che fuggirono da Hitler, cambiarono più paesi che scarpe – come scrisse Brecht – che mi educarono secondo la tradizione askenazita? Oppure al Paese in cui sono nato e vivo dove la religione dominante è diversa e rapidamente si estingue?

Due grandi ebrei configurarono il mondo di oggi: Einstein e Freud. Ma da sempre siamo ritenuti pericolosi da tutti i popoli della terra che ci hanno usati come responsabili di ogni problema, divisi, marchiati, accusati in modo indecente: endogamia e incesto, fragilità nervosa, brama di lucro e potere, deicidi, sodomia e tutte le abiezioni possibili che ci accompagnano da secoli: ghetti, insegne distintive sui vestiti, leggi speciali, pogrom, disprezzo, fino alla Shoà.

E ancora ci accompagneranno, secondo le statistiche sull’intolleranza nei Paesi europei: primi antisemiti gli ungheresi, secondi gli italiani che poi balzano in testa ai Paesi europei per altre intolleranze. Leggi il resto di questa voce →

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Da turista in Marocco: fogli di diario

dicembre 23, 2019 in Album fotografici da Pino Mongiello

IMG_9977Nella grande piazza di Marrakesh, dove tutto sembra mutare all’improvviso e suoni diversi si uniscono per dare risalto all’incantesimo delle fiabe antiche, e persone e animali si confondono suscitando in chi li osserva timore e stupore, è inevitabile chiedersi se quello che si vede è reale o finto: se davvero le cose accadono per svolgimento naturale o non, invece, per soddisfare, o ingannare, il turista. Non importa se non trovo una risposta.

Penso al percorso fatto lungo la catena dell’alto Atlante per giungere a Marrakesh, tra tornanti che costituiscono un unico cantiere stradale, davvero un’opera gigantesca, e rivedo con la memoria le alte vette, le dorsali montuose tinte di rosso e di giallo, secondo la presenza di minerali che predominano, e riascolto le raffiche di vento che scendono dalle vallate, mi pare di aver attraversato un mondo fatato. Leggi il resto di questa voce →

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Utopia, un amore necessario e inaffidabile

dicembre 12, 2019 in Approfondimenti da Mario Baldoli

Thomas More (1527), Hans Holbein il giovane

Thomas More (1527), Hans Holbein il giovane

Utopia è una parola magica, universale, profondamente umana, ovunque diffusa.

Chi di noi non ha un’utopia? Chi non vorrebbe un mondo diverso?

Il nome Utopia fu coniato dal filosofo e uomo politico Thomas More, e mantiene quel fondo di ambiguità che ogni utopia si porta addosso fin da suo etimo: è greco? è latino?

I vari significati forse si possono mettere in sintesi: luogo felice (che non è) in alcun luogo.

Thomas More pubblicò il suo libro Utopia a Lovanio nel 1516. Enrico VIII gli tagliò la testa nella torre di Londra nel 1535 perché non appoggiava il suo arrogante divorzio da Caterina d’Aragona e di conseguenza il distacco dell’Inghilterra dalla chiesa cattolica.

Tuttavia molto di nuovo – rispetto alla bella edizione curata da Luigi Firpo nel 1979 – scaturisce dagli Atti di un congresso ora pubblicati a cura di Francesco Ghia e Fabrizio Meroi, Thomas More e la sua Utopia. Studi e prospettive, ed. Olschki, congresso tenuto a Trento a 500 anni dalla pubblicazione di quell’Utopia considerata con il Principe di Machiavelli l’opera che apre il tempo moderno. Leggi il resto di questa voce →

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Razzismo e criminalità

novembre 17, 2019 in Approfondimenti da Isabella Merzagora

copertina-criminologaAlcuni soci della Società Italiana di Criminologia, fra cui io come Presidente, hanno fondato circa un anno fa il gruppo Human Criminology inteso ad impegnarsi nella difesa dei diritti umani, tema che è già stato oggetto di recenti pubblicazioni scientifiche.

A dimostrazione dell’interesse nostro e di altri nostri colleghi, l’ultimo convegno nazionale della Società svoltosi una settimana orsono si è aperto con una sessione intitolata Diritti Umani a rischio.

Riferendoci alla costituzione della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, lo stesso gruppo ha inviato una lettera alla Senatrice Segre per manifestare la propria disponibilità a fornire ogni genere di contributo, essenzialmente di tipo scientifico, per il contrasto degli hate speeches e di ogni forma di discriminazione.

Non so se il ruolo dell’intellettuale abbia ancora un ruolo importante –sempre che lo abbia mai avuto-, anche se è certo che l’attuale discredito nei confronti degli “esperti” ha la stessa matrice di altre forme di colpevole irrazionalità. Leggi il resto di questa voce →

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Le cento lettere di Paolina Leopardi

ottobre 19, 2019 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

paolina_copertinaQuando finalmente la contessa Adelaide Antici morì, la figlia Paolina aveva ormai 57 anni, magra, bassa di statura, precocente invecchiata, una malattia ai polmoni.

Giacomo l’aveva definita “erudita Signorina”, ma nella sua vita Paolina si era limitata a traduzioni dal francese, qualche scritto sulle riviste reazionarie del padre e libri ormai scomparsi. Una sua traduzione fu, non a caso, l’ Expedition nocturne autour de ma chambre di De Maistre, pubblicata nel 1832 e ripubblicata da Elisabetta Benucci, Paolina Leopardi. Viaggio notturno intorno alla mia camera, Osanna 2000.

Paolina fu una donna profondamente infelice. Nata all’incirca settimina, commentava: mi affrettai tosto di uscire per godere di questo bel mondo, di cui ora mi affretterei di uscire se potessi.

In altra occasione ricorda come la tristezza e il disseccarsi in me le sorgenti dell’allegrezza e della vivacità siano imputabili al borgo selvaggio e all’autoritarismo della madre. Leggi il resto di questa voce →

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Iran: nuove immagini (e poesia)

ottobre 4, 2019 in Album fotografici da Giuseppe Origgi

Persepoli

Persepoli

Iran, un paese di oltre un milione e mezzo di chilometri quadrati, cinque volte l’Italia, dagli alti monti, dai caldi deserti, dai mari corallini.

Un paese di quasi 82 milioni di abitanti, culla di una millenaria civiltà, la cui storia, antica e recente, merita attenzione.

Un paese che da quarant’anni a questa parte si fregia del titolo di Repubblica Islamica. Leggi il resto di questa voce →

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