I giornali di carta: una lunga agonia

ottobre 13, 2014 in Approfondimenti, Grammatica studentesca della fantasia da Marco Taviani

TIPOLOGIA ARGOMENTATIVA
Il giornalismo online soppianterà quello cartaceo? La carta stampata può sopravvivere all’era digitale?

Repubblica_festeggiamenti_1946Domande sicuramente non facili. Il giornalismo online, diffusosi negli ultimi anni, sembra seriamente poter soppiantare il plurisecolare e più blasonato fratello, ma è davvero così? Il giornalismo su carta stampata ha scritto pagine memorabili della nostra storia, la prima pagina del “Corriere” che annuncia la nascita della Repubblica su tutte. A partire dagli anni Sessanta del Novecento, l’acquisto del quotidiano è divenuto quasi un rito sacro nel nostro Paese, alla stregua del caffè mattutino, e nulla lasciava presagire che la carta potesse attraversare una crisi simile. Infatti Internet è riuscito laddove hanno fallito due guerre mondiali, il giornalismo di parte, la censura, la sospensione della libertà di stampa, i problemi economici, assestando forse il colpo di grazia alla carta stampata. 

I vantaggi del giornalismo online sono molteplici e il vecchio quotidiano appare, soprattutto agli occhi dei più giovani, come un mezzo antiquato, prerogativa degli anziani al bar che lo commentano per ore ad alta voce. Una perdita di tempo, insomma, e, nell’era della globalizzazione e della velocità, non è più tollerata l’eccessiva lentezza del vecchio giornale.

Oggi la notizia è rapida, in costante evoluzione e cambiamento di ora in ora, non è più la notizia dai tratti marmorei e perentori dei decenni passati; quando arriva sa già di vecchio, necessita di aggiornamenti come l’assetato necessita di acqua. La velocità non è prerogativa della notizia e si trasferisce per osmosi nel lettore, nel modo in cui egli segue un certo fatto. Per aggiornarsi oggi basta premere un tasto. Con il giornale, invece, bisogna per forza attendere il giorno successivo, guardando una prima pagina che dà una notizia che, magari, è rimbalzata su tutti i social network ventiquattro ore prima. Troppo tardi, dunque. Il giornale nasce già vecchio e sicuramente non si sbaglierebbe di molto se si affermasse che al giorno d’oggi i maggiori compratori dei quotidiani sono proprio loro, gli anziani.

Si potrebbe fare del facile sentimentalismo sul piacere di aprire il giornale sul tavolo e sfogliarlo, ma la verità è che questo mezzo si presenta in modo troppo dispersivo, ben lontano dalla necessità di brevitas dell’uomo contemporaneo. Un clic, una lettura veloce e via, verso altre notizie. Il destino della carta stampata è, si teme, scontato e porterà alla sua pressoché totale sparizione.

Se ne sono accorte anche le principali testate, che non a caso ultimamente stanno puntando insistentemente sulla versione online del giornale, che ha costi infinitamente più bassi e potrebbe risollevare il dissesto economico dei principali gruppi editoriali. Ma quello che è il peggior difetto della carta stampata oggi – la sovrabbondanza di informazioni già vecchie – potrebbe rivelarsi l’ancora di salvezza nelle riviste specialistiche o di settore, dove la mutabilità dell’informazione è ridotta al minimo.

La carta stampata agonizzerà probabilmente ancora per molto sugli scaffali, ma pur sempre di agonia si parla.

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