Un continente in una provincia
gennaio 29, 2026 in Scienze e ambiente da Paolo Vitale

La lecceta, vegetazione mediterranea sempreverde, sulle rupi del lago di Garda
L’ambiente in cui viviamo è piuttosto “normale” e senza nulla di particolare? In effetti, ciò che è più vicino a casa è percepito semplicemente come ordinario e privo di animali e di piante speciali. Ci si preoccupa molto della deforestazione del Brasile e delle barriere coralline tropicali, perché sembra proprio che il bello sia molto lontano. I documentari televisivi e gli articoli delle riviste propongono l’eccezionalità di ambienti esotici davvero straordinari, al punto che sempre più persone viaggiano per migliaia di chilometri per andare a vedere la natura “incontaminata”. Chi mai farebbe un documentario su montagne così “normali” come la Maddalena o il Guglielmo?
Ma, non si sa se per pigrizia, per amore del territorio o più semplicemente per mancanza di denaro, ci sono bresciani che non si muovono volentieri dalla provincia e spiegano il loro comportamento con un detto un po’ fuori moda: “‘nda a fa chi a ‘l’estero? Ghè töt ché” (traducibile in: perché andare all’estero quando qui c’è tutto?).

Lo scotano (Cotinus coggygria) nel bosco termofilo di un macereto carsico del monte Mascheda, a Brescia
È strano, ma in questa massima c’è qualcosa di vero.
Ovviamente non è vero che nel bresciano si può trovare tutto quanto si trova fuori d’Italia, ma…
La provincia di Brescia occupa un territorio caratterizzato da una diversità climatica e botanica eccezionale per un’area di dimensioni abbastanza modeste.
Questa ricchezza ambientale crea una sorprendente peculiarità: tutti i principali tipi di vegetazione, o biomi, d’Europa sono presenti nella nostra provincia.
L’Europa è un continente dai molti climi: dal mite clima mediterraneo della Sicilia al freddo artico della Lapponia. A una così ampia varietà climatica corrispondono diversi paesaggi naturali, ognuno con piante e animali caratteristici, in poche parole tanti climi, molta biodiversità.
Attraversando il nostro continente da Sud a Nord, si possono incontrare ambienti naturali come la macchia mediterranea, i boschi a foglie caduche dell’Europa centrale, la taiga scandinava formata da abeti, betulle e pini, e infine la tundra artica con piante erbacee, ma senza alberi.

La tundra vista dal passo di Presena, in lontananza il ghiacciaio dell’Adamello
Per immaginare d’incontrare i principali ambienti naturali d’Europa è sufficiente viaggiare con la fantasia dalla Sicilia a Capo Nord, in Norvegia. Si parte dalle coste del Mediterraneo, dove alberi come ulivi, cipressi, lecci, pini marittimi formano boschi sempreverdi, per passare alla vegetazione delle colline con alberi che perdono le foglie pur amando ancora il caldo, come carpini neri, roverelle e ornielli che formano i boschi termofili. Più a nord, al centro dell’Europa, s’incontrano boschi di frassini, faggi e querce di varie specie. Ovunque si trovano invece pianure completamente deforestate da tempi remoti con piante coltivate, come mais, grano o soia. Sulle coste del mar di Norvegia s’incontrano poi boschi di pini, abeti e betulle e si arriva infine nel nord della Scandinavia dove gli alberi lasciano il posto ad arbusti, erbe, muschi e licheni tipici della tundra.
Anche i paesaggi agricoli mutano col variare delle condizioni climatiche. Persino le abitudini alimentari rispecchiano il clima: in Liguria si cucinano la pasta al pesto, la focaccia all’olio di oliva e si beve il vino, mentre in Svezia si condiscono le patate con la marmellata di mirtilli accompagnati da una buona birra.
Ma viaggiare migliaia di chilometri è difficile oltre che costoso.

La pianta carnivora Pinguicola alpina cattura una formica, nei pressi del passo Maniva
L’ideale sarebbe osservare questi ambienti, in poco tempo e pure spendendo poco. Ebbene, la provincia di Brescia offre quest’opportunità: un piccolo territorio riassume in sé tanti ambienti naturali e tanti climi. La più grande provincia della Lombardia è talmente varia e diversificata da rappresentare una sintesi dei climi europei e dei relativi ambienti naturali e agricoli.
Un’escursione dal lago di Garda con la sua vegetazione mediterranea, alle vette più alte della valle Camonica con la tundra alpina e i ghiacciai, permette d’incontrare tutti gli ambienti naturali che s’incontrano dalla Sicilia a capo Nord.
Queste affermazioni sull’eccezionalità degli ambienti naturali bresciani possono essere addirittura provati scientificamente. I numeri della biodiversità confermano ciò che i nostri occhi possono vedere. Il territorio della provincia di Brescia misura circa 4.700 chilometri quadrati e l’Europa circa 10 milioni, il nostro territorio copre soltanto lo 0.05% del territorio europeo. Nel vecchio continente sono state finora scoperte circa 12.500 piante, di queste ben 6.750 crescono in Italia e circa 3.300 nel bresciano.
Ecco la dimostrazione scientifica: un territorio che copre lo 0,05% del territorio europeo ospita quasi il 30% delle specie di piante del continente!
Un dato eccezionale. E un ambiente da tutelare e da modificare con cautela perché è davvero insolito, anchese i documentari televisivi lo trascurano.

Abeti e betulle nella taiga in Val Trompia
E gli animali?
La diversità del mondo animale riflette quella del mondo vegetale. E come se non bastasse ci sono specie vegetali e animali che vivono solo nella nostra provincia e in nessun’altra parte del mondo. Un esempio tra tutti: negli ambienti sotterranei del colle Cidneo vive un coleottero unicamente presente lì, la Boldoria ghidinii.
Non è solo campanilismo è un dato di fatto: non viviamo in un ambiente “normale”.
Non serve andare dall’altra parte del mondo per meravigliarsi: la provincia di Brescia offre a pochi passi da casa un mosaico di ambienti, storie e specie che attendono solo di essere scoperti.





