I giornali di carta: una lunga agonia

ottobre 13, 2014 in Approfondimenti, Grammatica studentesca della fantasia da Marco Taviani

TIPOLOGIA ARGOMENTATIVA
Il giornalismo online soppianterà quello cartaceo? La carta stampata può sopravvivere all’era digitale?

Repubblica_festeggiamenti_1946Domande sicuramente non facili. Il giornalismo online, diffusosi negli ultimi anni, sembra seriamente poter soppiantare il plurisecolare e più blasonato fratello, ma è davvero così? Il giornalismo su carta stampata ha scritto pagine memorabili della nostra storia, la prima pagina del “Corriere” che annuncia la nascita della Repubblica su tutte. A partire dagli anni Sessanta del Novecento, l’acquisto del quotidiano è divenuto quasi un rito sacro nel nostro Paese, alla stregua del caffè mattutino, e nulla lasciava presagire che la carta potesse attraversare una crisi simile. Infatti Internet è riuscito laddove hanno fallito due guerre mondiali, il giornalismo di parte, la censura, la sospensione della libertà di stampa, i problemi economici, assestando forse il colpo di grazia alla carta stampata.  Leggi il resto di questa voce →

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Renzo, Lucia e la piazza degli incontri

ottobre 6, 2014 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Andrea Rigo

TIPOLOGIA NARRATIVA
Nel mezzo dei tumulti milanesi per la carestia del pane, Renzo scorge, tra la folla, la donna più bella che abbia mai visto. È Angelica, principessa del Catai, scappata dall’Oriente dopo un fulmineo e fallimentare matrimonio con il fante Medoro. Il giovane ne rimane folgorato, ma i doveri verso la promessa sposa Lucia lo tormentano.

350px-I_promessi_sposi_(1840)_047Tormentato dai doveri verso la promessa sposa, Renzo non riesce a non rimuginare sulla propria situazione: Lucia è lontana da lui da molto tempo e le possibilità di un riavvicinamento sono scarse. Avrebbe senso continuare ad attendere un giorno che potrebbe non arrivare mai? Non sarebbe meglio vivere il presente e non sciupare la propria giovinezza? Dopotutto, che speranze di vittoria hanno due poveri filatori di seta contro un uomo potente, arrogante e impunito come Don Rodrigo? Proprio in quel momento Angelica, la bella principessa venuta dall’Oriente e causa dello stordimento di molti paladini cristiani e saraceni, viene sollevata dalla mano di un gigante: è Morgante, desideroso di poter ammirare da vicino la celeberrima avvenenza della donna e di mostrarla al compagno Margutte. Stordito dalle urla della giovane, Margutte si allontana di corsa e viene inseguito dal gigante che scaraventa a terra la figlia di Galafrone, in una piazza Duomo deserta e abbandonata dai cittadini intimoriti dalla monumentale figura.  Leggi il resto di questa voce →

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Il sole del Paradiso

settembre 29, 2014 in Grammatica studentesca della fantasia da Emma Donatoni

TIPOLOGIA GIORNALISTICA

 

Firenze-Statua_di_Dante_AlighieriUn affermato scrittore trentacinquenne è stato rinvenuto questa mattina in stato confusionale nella sua abitazione fiorentina. L’uomo sostiene di aver subito un ingiusto esilio e di aver compiuto un viaggio nell’Aldilà.

Erano circa le 11 quando le sirene dell’autoambulanza, in prossimità di via Roma, hanno invaso le finestre degli abitanti del centro storico. A dare l’allarme una certa Beatrice Portinari, tanto gentile e onesta (così, almeno, pare) governante del signor Alighieri. L’uomo, fresco di Premio Strega e di altri prestigiosi riconoscimenti internazionali, è stato immediatamente trasportato nel reparto psichiatrico del “Santa Maria Nuova” di Firenze, in trattamento sanitario obbligatorio.

«Virgilio mi ha aiutato, Virgilio mi ha salvato» sono le parole che il talentuoso scrittore ripete ai dottori, che hanno attribuito l’origine di questo improvviso impazzimento a una probabile insolazione. Alighieri è noto in città per l’ossessione per l’abbronzatura, ossessione che, stando alla confessione della governante, gli arreca spesso cali di zucchero, svenimenti, ustioni alla pelle.  Leggi il resto di questa voce →

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Quali colombe dal disio chiamate

settembre 22, 2014 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Chiara Gaspari

TIPOLOGIA NARRATIVA
Cosa succederebbe se Beatrice, anziché condurre Dante attraverso i cieli del Paradiso, si innamorasse perdutamente di Virgilio e scappasse con lui nel profondo Inferno?
Rossetti, Dante Gabriel 1828-1882 Beata Beatrix 1864-70

Dante Gabriel Rossetti, “Beata Beatrix” (1872)

Caronte, dagli occhi infuocati, scoppia in una fragorosa e diabolica risata. Non può credere ai propri occhi. Sulla sponda davanti a lui, in attesa del mesto traghetto, stanno, abbracciati e tremanti, due impensabili peccatori. La donna ha lunghi capelli biondi ma scarmigliati, un viso dolce ma provato, occhi tristi eppure fieri. Al suo fianco un uomo più attempato la sostiene e la guida, sospirando tra sé. Caronte si avvicina e rudemente li fa salire. Li conosce e, curioso di trovarli in quel luogo, risparmia loro qualche percossa. Li interroga, chiede loro chi siano e gli sventurati rispondono: «Siamo chi pensi tu. Siamo Virgilio e Beatrice. Abbiamo violato la fiducia del nostro protetto, l’abbiamo tradito e abbandonato nel Paradiso terrestre, ma la punizione divina non si è fatta attendere. Un vortice tempestoso ci ha trascinati qui e ha inciso sulle nostre mani la condanna che ci spetta. Essendo rei di lussuria e di tradimento di un amico, le nostre anime saranno divise e le due metà saranno poste in due diversi gironi». Leggi il resto di questa voce →

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Grammatica studentesca della fantasia – Introduzione

settembre 14, 2014 in Grammatica studentesca della fantasia da Sonia Trovato

Un rumore di pioggia scrosciante, le ginocchia tremanti e un centinaio di occhi incuriositi puntati addosso. È questo il ricordo, nitido e indelebile, del mio primo giorno da “insegnante” all’Università di Verona.

matilde_copertinaLunedì 28 aprile 2014, alle ore 17.20, ho infatti varcato la soglia di un’aula universitaria andandomi, per la prima volta, a sedere dall’altra parte, dietro un banchetto sgangherato adibito a cattedra. Nei pochi secondi in cui le mie gambe terrorizzate mi hanno condotta dal corridoio alla stanza che avrebbe sancito il mio definitivo abbandono del titolo di “studente”, credo di aver pensato che la frase “ma chi me l’ha fatto fare?!” non potesse, in precedenza, essere stata invocata così ossessivamente da un essere umano. Già, chi me l’aveva fatto fare? Leggi il resto di questa voce →

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