Agrumi e virtù
novembre 23, 2025 in Recensioni da Mario Baldoli
Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Brillano tra le foglie cupe le arance d’oro,
Una brezza lieve dal cielo azzurro spira,
Il mirto è immobile, alto è l’alloro!
Lo conosci tu?
Laggiù! Laggiù!
O amato mio, con te vorrei andare!
Così Goethe nel Wilhelm Meister si abbandona al ricordo del viaggio in Italia con una poesia che nasce dalla rigogliosa natura, dai limoni e dagli aranci che dalle sponde del lago di Garda lo accompagnano fino in Sicilia.
Ovunque vede le “mele d’oro”, le melarance della fiaba, e ancor più resta ammirato quando scende in barca da Torbole lungo la riviera occidentale. Lì c’è un borgo che si chiama, non a caso, Limone, poi Maderno, dove fiorisce la Madernina – buccia sottile e intensamente profumata – poi Salò dove
cresce il cedro, oggi trasformato nel liquore Cedrata.

Varietà Madernina
Un altro viaggio, contemporaneo, si legge in un libro splendido nella rilegatura, grafica, incisioni, quadri, fotografie: Il viaggio degli agrumi in Italia. Percorsi e curiosità di cultivar regionali di Paola Fanucci e Alberto Tintori, con appendice di Emilio Resta sulle malattie e la loro cura, pubblicato da Leo Olschki, 300 pagine e 320 fotografie, molte a pagina intera, due pagine per ogni tipo di citrus, la spinta che ci voleva per risentire l’intenso profumo delle zagare, il brillare dei colori, il piacere della mano e un gusto affine ma diverso, la dolcezza che crea sorriso e circonda l’amore.
Un viaggio che scende senza fretta dal Garda (le piantagioni più a nord) fino alla Sicilia e alla Sardegna incontrando almeno un centinaio di tipi: arancia, limone, chinotto, bergamotto, tipi derivati da incroci perlopiù voluti dalla natura del terreno, dal clima, dalla posizione, infine dal lavoro umano. I doni che le ninfe Esperidi portarono ai mortali.
Gli autori scrivono degli agrumi che crescono in terra e mostrano come l’uomo ha scelto o costruito per loro un luogo riparato dai venti, ai piedi di una collina o di muri di pietra, delle serre. Il libro scende dalla Lombardia, regione per regione, alla Sicilia e Sardegna. I tipi di agrume così tanti e così diversi da non poterli numerare, forse un centinaio.

Arrivano i limoni !
Ascoltiamo per primo il calabrese Bergamotto: di media grandezza, di forme tondeggiante, di colore giallo dorato, spesso con sfumature verdi. La buccia sottile è ricchissima di oli essenziali con un caratteristico aroma. La polpa è suddivisa in 12-15 spicchi di colore giallo molto intenso, di sapore acidulo e di aroma gradevole. Il succo acido astringente è amarissimo al punto che i contadini calabresi ne bevevano piccoli sorsi per alleviare i morsi della fame. È un albero delicato, richiede terreni calcareo argillosi, irrigazioni frequenti e temperature miti. A partire dalla metà dell’Ottocento la buccia è utilizzata per estrarne il succo che veniva spedito all’estero. Il Bergamotto, come tutti gli altri agrumi, ha tre tipi diversi: il Fantastico, il Femminello, il Castagnaro e ha proprietà curative già note nell’antichità. Usatelo come vermifugo, antisettico e cicatrizzante. La buccia è antidiarroica ed emostatica.
Oggi gli studi scientifici mostrano che regola colesterolo, glicemia e trigliceridi. Dalla zona di Villa San Giovanni fino a Monasterace proviene il 95% della produzione mondiale, 250.000 quintali all’anno.
Il Sud, dalla Campania alla Sicilia, ha molte specie di agrumi per l’apertura ad altri popoli, principalmente gli arabi che vi portarono le loro colture e i loro saperi.
In Liguria, oltre alla prolifica riviera occidentale con in testa Sanremo, la sorpresa è che da un’arancia amara intorno a Savona nasce il Chinotto, pianta piccola, frutto piccolo, che anche solo dopo quattro anni produce 400-500 frutti a grappolo, con una buccia con proprietà organolettiche.
In Toscana i Medici erano innamorati degli agrumi, li facevano provenireanche da luoghi lontani, li preferivano “stranieri e stravaganti”, ne fecero boschetti, li piantarono negli orti oricellari vicino a Santa Maria Novella, e anche in vaso creando il primo giardino pensile di arance e limoni. Nel giardino del Castello fu trovata la Bizzarria che nello stesso frutto è cedrato, limone, arancio dolce e arancio amaro. Nel Seicento il fiammingo van Aelst la dipinse in quadro che ora si trova al Thyssen-Bornemisza.

Bartolomeo Bimbi, Cedri, limoni e melangoli” 1712 Museo Natura Morta – Poggio a Caiano
Francesco Datini a metà Trecento, dai suoi lunghi viaggi scriveva alla moglie: ricordati d’innaffiare i melaranci come si faceva prima, imperò ch’egli si riarderebbono se non si desse loro per questi caldi.
Uniche sono le limonaie del Garda, imponenti e singolari strutture architettoniche, costruite su lunghi terrazzi esposti a sud est protetti da monti e circondati per tre parti da alti muri (il sole del mattino è il più amato dai limoni) dove numerosi pilastri sostenevano un fitto ordito di travi in legno sul quale da novembre a marzo venivano fissati assi e vetrate per proteggerli dal freddo: davanti stavano i cedri, dietro i limoni e gli aranci, seguivano a volte altri cedri, limoni e aranci disposti a spalliera. Gli agrumi del nord dove la temperatura scendeva anche sottozero, richiedevano tanta sapienza e lavoro che oggi molte coltivazioni sono a rischio di estinzione. Contro di loro si accanì il mal della gomma e anco più la concorrenza dei limoni del sud che non richiedevano tali fatiche e li superavano a quintali.
I limoni erano sottoposti anche alla prova del calibro, un anello attraverso cui i più grossi non dovevano passare ed erano esportati. Dalla testa delle donne che portavano mezzo quintale per volta finivano sul tavolo o un pavimento, erano controllati e i più grossi partivano su navi che raggiungevano il nord Europa e l’America, una preziosa risorsa economica. La loro diffusione modificò in parte il nostro paesaggio: colline terrazzate, rocce scavate, spalliere a protezione che ancora si vedono fiancheggiare le strade.
Una seconda parte del libro è illustrata dalla Cura e pratica e conclusa con il tema delle malattie quasi del tutto a colori esplicativi scritta da Emilio Resta perché le piante “ci parlano” bisogna ascoltare una foglia che soffre, l’attacco delle crittogamiche e dei fitofagi, i barbari che distruggono i giardini e il nostro piacere. Per chi non conosce le singole parti di un agrume, ad esempio il Base ovario, segue un glossario con i disegni del frutto e del fiore. Segue un’imponente bibliografia.
di Mario Baldoli





