Klimt: dall’Austria all’Italia , la rivoluzione continua (2)
aprile 1, 2025 in Arte e mostre

Klimt, Il bacio
Gli incarichi a Gustav Klimt erano costosi. Si ricorda che per l’acquisto di una villa con tutti gli arredi ad Aultaussee, un piccolo comune sull’omonimo lago in Alta Austria, l’acquirente pagò 40.000 corone, il ritratto della figlia gliene costò 35.000, e la Moderne Galerie acquistò Il bacio per 25.000 corone. All’epoca un maestro elementare guadagnava 1200 corone all’anno. I committenti di Klimt erano quindi grandi industriali, banchieri quasi tutti di origine ebraica che miravano ad un prestigio sociale che comprendeva anche la rottura della tradizione. Ma Klimt non ne approfittò, dipingendo un quadro o due all’anno.
Nel 1903 torna a Venezia e raggiunge Ravenna (le città più amate), a Ravenna vede per la prima volta i celebri mosaici che suscitano in lui grandi entusiasmi. Klimt si limita a una cartolina a Emilie: mosaici di inaudito splendore. Esplicito è invece il suo collega e compagno di viaggio Maximilian Lenz nel suo diario: Al chiaro di luna (era l’inizio di dicembre) attraversiamo le pianure intorno al delta del Po. Ravenna, vera meta del viaggio, è raggiunta. Per Klimt è un momento decisivo: i mosaici rutilanti d’oro delle chiese ravennati suscitano in lui un’impressione incredibile e decisiva. Da allora in poi il fasto e una certa rigida opulenza entrano nella sua arte ricca di sensibilità. Leggi il resto di questa voce →








Lei dice: 

L’ampio testo (p.300) di 
Ora che i circa 70 anni di pace in Europa (ma non dimentichiamo le guerre dei Balcani, 1991-2001) sono finiti, credo sia utile, prima di arrivare all’oggi, affrontare il tema
Un ballo triste e nel contempo scatenato, il blues, e un blu che lo interseca, ma nell’incontrarlo libera la forza che unifica il mosaico e lo fa suonare come suona un blues. 