Razzismo e criminalità
novembre 17, 2019 in Approfondimenti da Isabella Merzagora
Alcuni soci della Società Italiana di Criminologia, fra cui io come Presidente, hanno fondato circa un anno fa il gruppo Human Criminology inteso ad impegnarsi nella difesa dei diritti umani, tema che è già stato oggetto di recenti pubblicazioni scientifiche.
A dimostrazione dell’interesse nostro e di altri nostri colleghi, l’ultimo convegno nazionale della Società svoltosi una settimana orsono si è aperto con una sessione intitolata Diritti Umani a rischio.
Riferendoci alla costituzione della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, lo stesso gruppo ha inviato una lettera alla Senatrice Segre per manifestare la propria disponibilità a fornire ogni genere di contributo, essenzialmente di tipo scientifico, per il contrasto degli hate speeches e di ogni forma di discriminazione.
Non so se il ruolo dell’intellettuale abbia ancora un ruolo importante –sempre che lo abbia mai avuto-, anche se è certo che l’attuale discredito nei confronti degli “esperti” ha la stessa matrice di altre forme di colpevole irrazionalità. Leggi il resto di questa voce →















Quando finalmente la contessa Adelaide Antici morì, la figlia Paolina aveva ormai 57 anni, magra, bassa di statura, precocente invecchiata, una malattia ai polmoni. 

“Uscì dunque Noè con i figli, la moglie e le mogli dei suoi figli. E tutte le fiere, tutto il bestiame e tutti i volatili e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo le loro famiglie, uscirono dall’Arca” ( Genesi, 8, 18-19).

Le donne dell’Iran comunicano con gli occhi. E il più delle volte quegli occhi sprigionano il sorriso: ora sereno, ora malinconico, ora seduttivo, comunque sempre intenso e penetrante. Si intuisce nel mondo femminile dell’Iran lo svolgersi di una lunga storia che viene da lontano e l’ergersi di una distinta nobiltà. Ritornano alla mente i fantasmi della tragedia greca I PERSIANI, quando Eschilo descrive il sogno premonitore di Atossa, madre di Serse, vedova di Dario. In quel sogno raccontato ai dignitari di corte, in Susa, c’è tanta regalità mista a un senso di impotenza nell’ esporre il presagio di una catastrofe. L’antico mondo persiano, che ho visto nelle rovine di Persepoli, è in grado di suscitare stupore ancor oggi. Allo stesso modo emoziona la vista delle antiche torri del silenzio, poste sulla cima dei rilievi, dove si abbandonavano i morti, come prescriveva il rito zoroastriano, perché divenissero pasto agli avvoltoi e tutto, una volta consumato, entrasse nell’eterno ciclo della vita. 
Torneranno quei tempi? I tempi dello sterminio dei diversi, dell’antisemitismo, della Shoah?