Un sogno medioevale
febbraio 28, 2019 in Approfondimenti da Mario Baldoli

H.ROUSSEAU, Il sogno
Nel Purgatorio (c. IX) Dante sogna un’aquila che lo rapisce suso infino al foco. E’ la notte della domenica di Pasqua ed è l’aurora, il momento in cui i sogni sono premonitori. Infatti Santa Lucia l’ha portato, mentre dormiva, dall’Antipurgatorio al Purgatorio.
Dante segue, la conoscesse o no, l’Oneirocritica, l’interpretazione del sogno di Artemidoro di Daldi (II secolo d.C.) secondo cui i sogni si interpretano come accostamento di simili. L’opera di Artemidoro fu per secoli il testo più autorevole sull’interpretazione dei sogni. Leggi il resto di questa voce →

















A distanza di quasi quarantacinque anni dalla morte, Pasolini (1922-1975) continua a mantenere per noi un’inquieta aura di mistero e a lasciare irrisolti molti interrogativi: complici, in ciò, le testimonianze rivelate e contraddette o eclissate nel nulla sulle diverse verità pronunciate in area politica, giudiziaria, giornalistica. Oggi ci interroghiamo ancora sul senso del suo percorso combattivo e solitario nella dialettica delle idee che ha fatto scintille tra le generazioni del secondo Novecento. È per tutto questo, e per altro ancora, che su Pasolini si scriverà e si parlerà per molto tempo perché, conoscendo lui, si svelino anche a noi certe lande segrete, intime e complesse della psiche umana e si possano acquisire criteri di lettura più adeguati a comprendere la sua opera nonché il nostro quotidiano e la storia che attraversiamo. 

Il Regime dell’Arte – Il Premio Cremona 1939-1941, mostra a cura di Rodolfo Bona e Vittorio Sgarbi, Cremona, Museo Civico, Ala Ponzone (
Dice Anna Proclemer
Nel 1937 veniva pubblicato a Firenze in copie numerate un gioiello di originalità, erudizione e riflessione Storia letteraria delle scoperte geografiche di Leo Olschki , edito da lui stesso, fondatore dell’omonima casa editrice. Il numero limitato di copie, per altro con antiche preziose illustrazioni, fa pensare ad un gioco intellettuale rivolto ad amici e dotti conoscenti, anche perché l’argomento era in parte nuovo per l’autore, professore di filologia romanza a Heidelberg,