Alinari: paesaggi italici nella Divina Commedia

aprile 10, 2017 in Album fotografici, Letteratura, Recensioni da Pino Mongiello

paesaggi-italiciTra i ricordi della Divina Commedia che mi giungono dagli anni di scuola, quelli che evocano il paesaggio italico non sono tra gli ultimi di una ipotetica lista degli “oggetti” del poema. La cosa è facilmente spiegabile: non vi è città in Italia che non abbia una via o una piazza intitolata al sommo poeta e, addirittura, non c’è luogo, anche il più romito, che non ne testimoni il passaggio o la sosta effettuati lungo il suo tormentato esilio. Dante avrà davvero visto tutti i luoghi che menziona nelle terzine delle sue tre cantiche immortali? Non possiamo esserne certi dal momento che non esistono conferme; possiamo immaginare però che di molti luoghi egli abbia sentito parlare ed anche letto con quella particolare empatia che tutti gli riconoscono, e per la quale ne restano ammirati. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Guardare dentro, guardare oltre

marzo 30, 2017 in Letteratura, Recensioni da Laura Giuffredi

carlo-simoniLe vite degli altri: da indagare, da svelare, da capire. Ma non attraverso un’indagine filologica, bensì ricercando epifanie “fuori rotta”, passi incerti, “squarci nel cielo di carta”, direbbe Pirandello.

Questo nell’ultima produzione narrativa di Carlo Simoni, che si esprime in racconti brevi: i tre della raccolta L’ombra dei grandi. Tre racconti del lago e, più lungo, Il generale, editi sul finire del 2016 da Secondorizzonte.

E così nel primo volume i “grandi” si rimpiccioliscono, forse, rispetto all’immagine giganteggiante che ne abbiamo, ma sarebbe meglio dire che aprono una porta segreta attraverso la quale, senza smentirsi, si rivelano a noi più chiari, credibili, interessanti.

E così i luoghi nei quali si muovono: il Garda, Malcesine, Riva, nel primo volume, i Ronchi di Brescia nel secondo. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il segreto del tasso [8]

febbraio 10, 2017 in Letteratura da Silvano Danesi

tassoPer il vecchio druida venuto dal Nord trascorsero molti giorni sereni in compagnia degli abitanti del villaggio, ai quali raccontava della sua vita in un mondo lontano, non solo per la distanza, ma per gli usi e i costumi.

Un mattino Gwydd si svegliò più presto del solito. Il villaggio era in fermento. Nella case fervevano i preparativi per una giornata che si annunciava speciale. Il cielo era carico di nuvole e la pioggia era battente, incessante, sin dalle prime ore della notte.

Ka Ra Nos, il nume locale che tutelava la fertilità dei campi, ancora una volta, nel giorno a lui dedicato, aveva assicurato pioggia abbondante. Una pioggia che puliva l’aria, nutriva la terra, incitava i semi nascosti nelle zolle a compiere il miracolo che ogni anno si rinnovava e che vedeva sui campi, in pochi giorni, spuntare erbe nuove, nuovi fiori, per una nuova stagione di vita, dopo il lungo sonno dell’inverno.  Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il segreto del tasso [7]

gennaio 10, 2017 in Letteratura da Silvano Danesi

thumbnail_Sacerdote-druido La processione in onore di  Gwydd si snodò lentamente lungo l’impervio sentiero che congiungeva il fondo valle con la cima del monte dalle cui viscere gli uomini di Bar Ailt cavavano i minerali di rame.

Avanti a tutti, i druidi, con al centro Gwydd. Dietro le sacerdotesse e di seguito, in una lunga fila, l’intera popolazione.

Giunti sulla sommità del monte il corteo sostò nei pressi dell’altare di pietra. Gwydd fu fatto sedere e intorno a lui i druidi intonarono strofe di benvenuto. Al vecchio venuto da lontano furono offerti, simbolicamente, i prodotti del luogo: il pane di segala, il latte, formaggi, selvaggina e i pani di rame e di ferro, elementi essenziali della ricchezza locale. Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

A Lisbona sulle orme di Pessoa

ottobre 22, 2016 in Album fotografici, Letteratura da Pino Mongiello

IMG_1296Se Fernando Pessoa (1888-1935) potesse vedere la sua tomba, oggi, ne sarebbe probabilmente sorpreso. Le sue spoglie non giacciono più nel cimitero dei Prazeres, dove furono collocate nel 1935, anno della sua morte, ma nel monastero dos Jeronimos, dove furono traslate nel 1985, nelle cui mura riposano i grandi della Patria, Vasco da Gama e Luìs de Camões. Lui tra i grandi! Lui che, in vita, aveva lasciato trasparire ben poco di quella che si scoprirà, poi, come una vasta e multiforme produzione letteraria, trovata stipata in un baule. Lui, non laureato, che si era dedicato alla professione di modesto corrispondente estero, senza conquistarsi una scena pubblica, ed era stato un frequentatore di locali dove poter bere alcoolici senza regola, e che furono, in fine, la causa della sua morte a soli 47 anni. Di sé, nel 1915, aveva scritto «Se dopo la mia morte volessero scrivere la mia biografia, non c’è niente di più semplice. Ci sono solo due date – quella della mia nascita e quella della mia morte. Tutti i giorni fra l’una e l’altra sono miei». Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il segreto del tasso [6]

agosto 26, 2016 in Letteratura da Silvano Danesi

thumbnail_Sacerdote-druidoLo stavano aspettando da giorni, sin da quando le cornacchie in cielo avevano dato il segnale,  intessendo voli  sulla linea di sud ovest.  L’annuncio del suo arrivo era stato letto dai druidi di Bar Ailt nelle stelle e in certi segni che la sapienza antica aveva tramandato oralmente, sin dai tempi in cui la Dea Madre era venerata e rispettata con i suoi figli: quelli nascosti nelle sue viscere, quelli radicati nella sua carne e quelli affaccendati sulla sua superficie, nelle sue acque o nel cielo.

Le segnalazioni dei fuochi, che trasmettevano la notizia da triangolo a triangolo, sulla rete che congiungeva ai luoghi sacri, avevano confermato la notizia: Gwydd era in viaggio.

Le sacerdotesse avevano digiunato e scrutato nelle polle  d’acqua limpida, alimentata dalla fonte sacra, per seguirne i passi mentre, partito da terre lontane, in prossimità di un mare sconosciuto, attraversava monti e pianure, guadava fiumi, per portare a Bar Ailt la sapienza antica che avrebbe dato avvio ad una nuova stagione di prosperità.  Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il segreto del tasso [5]

luglio 23, 2016 in Letteratura da Silvano Danesi

calderoneLars Laurinn si strofinò gli occhi con le mani, si guardò di nuovo attorno con fare circospetto; si toccò la fronte. No, non aveva la febbre e si era alzato ben disposto, in pieno vigore. Cosa stava accadendo? La nebbia era ancora lì e, anzi, il suo mondo, quello nel quale la festa stava per iniziare, gli pareva meno colorato di prima, più grigio, più uniforme, mentre quella casa lassù prendeva colore, in una giornata di sole splendente. Il freddo, almeno così a lui sembrava, era uguale e costante; l’aria era frizzante. Non capiva. Sentiva i suoni dei cimbali e dei corni, il vociare della gente, ma non ne percepiva più così nettamente i contorni. Diede un’altra strofinata agli occhi, ma la situazione non cambiò. Da dietro la casa spuntarono tre persone.  Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il segreto del tasso [4]

giugno 6, 2016 in Letteratura da Silvano Danesi

danesi 4Lars Laurinn fiutava l’aria che entrava fredda e frizzante nelle sue narici.

La notte era stata ricca di presagi. Il nobile etrusco inspirava lentamente, lasciando che nel suo corpo con l’aria entrasse la vita del giorno ancora giovane.

Nel cielo terso del mattino, punteggiato da nubi leggere che il vento in quota faceva correre alte, oltre la cima dei monti, due cornacchie, gracchiando, volteggiavano in cerchio.

La Montagna di ferro segnava ad est il confine di un mondo che al turnot, addestrato da lunghi anni d’esercizio alla percezione delle realtà sottili e dei segreti più intimi della natura, destava sensazioni inquietanti.  Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il segreto del tasso [3]

maggio 2, 2016 in Letteratura da Silvano Danesi

tassoSul lato destro dei cerchi di pietra, Gabriele vedeva alcune figure. Nello scendere non aveva incontrato anima viva e si sorprese di quell’improvviso apparire di persone che si muovevano in fila. Sembravano donne, vestite d’azzurro, con uno scialle dello stesso colore sul capo. Che ci facevano a quell’ora e con quel freddo?

Gabriele chiamò Padre Nicodemo, sempre indaffarato con la bussola e gli chiese: “Le vedi? Chi sono?”. Padre Nicodemo ebbe un attimo di esitazione. Si guardò intorno e rispose con naturalezza: “Delle donne vestite d’azzurro che salgono, in fila, sul lato destro dei cerchi”.

La sicurezza della risposta durò un attimo. I due si guardarono e all’improvviso si resero conto che quanto stavano vedendo non apparteneva a questo mondo. La fila di donne era ben delineata, ma era avvolta da una strana trasparenza, simile a quella che si può notare in giornate particolarmente calde, quando l’aria sembra incresparsi e ondeggiare.  Irene, ignara di quelle presenze, si stava occupando dei sassi.  Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest

Il segreto del tasso [2]

marzo 2, 2016 in Letteratura da Silvano Danesi

220px-Merlin_by_Louis_RheadGabriele aveva scelto un giorno speciale per riaprire lo scrigno e rendere noto il messaggio: Samain.

Facendo emergere antiche conoscenze che stavano sepolte nel suo inconscio, eredità di altre incarnazioni, aveva scrutato il cielo e quando Antares, in levata eliaca, aveva fatto capolino nel cielo diurno un attimo prima che il sorgere del sole ne impedisse la vista, aveva guardato sul suo I Phone una app che dava le lunazioni. Samain sarebbe arrivata puntuale nella notte di luna piena susseguente alla levata eliaca di Antares, all’imbrunire, perché per i druidi, il giorno cominciava dalla notte e il mese dalla luna piena.

La vulgata commerciale aveva ridotto Samain ad una penosa festa in maschera, che tradiva persino il suo nuovo nome: Halloween, contrazione popolare di All-saints-eve, vigilia di tutti i santi,  dovuto alla cristianizzazione dell’antica ricorrenza sacra pagana.  Leggi il resto di questa voce →

Condividi: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest