Amore, amor, di nostra vita ultimo inganno

febbraio 9, 2015 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Margherita Tommasi

TIPOLOGIA NARRATIVA
Cosa succederebbe se Beatrice, anziché condurre Dante attraverso i cieli del Paradiso, si innamorasse di Virgilio e scappasse con lui nel profondo Inferno?

giani-18051Dante si sente come se avesse ricevuto un colpo improvviso, come se la lunga lama di un pugnale gli avesse trafitto pelle, carne e cuore. Gli gira vorticosamente la testa, gli tremano le gambe, teme di svenire, ma due braccia decise lo costringono a rimanere in piedi. La sua guida, la sua luce nel buio dell’inferno, il suo poeta illustre – Virgilio – lo  sorregge e lo fa sedere sulla roccia alla loro destra.

Il vento impetuoso si è d’un tratto calmato e Paolo e Francesca osservano ammutoliti la scena. Leggi il resto di questa voce →

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“La corrente”, capitolo 2

febbraio 5, 2015 in Racconti e poesie da Stefano Bottarelli

Quella casa raggiunta in corso Garibaldi per Gigliola era un tempio. Il suo ultimo riferimento ad un possibile rifugio là andava, ogni volta. Gigliola si sentiva bene in quella dimora non tanto antica, spaziosa anche se non grande, rivolta con un fianco alla brezza di mare che qualche sera arrivava lì dalle marine distanti chilometri. Era vicino al Duomo, quello della freccia ancora conficcata come una spina nel palmo di una mano chiara come il marmo lucido che la ricopriva. Quella piazzetta estesa a poco della strada principale che taglia quei centri minori come Sarzana era l’agorà delle burle giovanili della nostra fanciulla, ora donna, nelle serate estive meno torride e arieggiate, con gli amici di sempre persi per la via da quando Gigliola viveva la propria esistenza musicale a Firenze.

Attraversò con l’auto la piazzetta ciarliera di un’acqua che gorgogliava dalla fontana mai sazia, si avviò presso il proprio rifugio dopo aver lasciato l’automobile lì vicino. Si era incamminata con una ondulante fretta giovanile, tipica di chi ha risolto un proprio caso e se lo vuole lasciare alle spalle. Le scale di casa erano ripide dopo un portone dal lucido battente, l’atrio modesto nell’arredamento, ma solamente quella casa aveva un profumo indecifrabile e insieme nobile vicino alle narici della nostra ragazza, come una lieve brezza amarognola con un che di stantio e di riconoscente insieme verso colei che lo fiuta.

sarzana Leggi il resto di questa voce →

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Utopia d’Oriente

febbraio 1, 2015 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Riccardo Cannavaro

TIPOLOGIA NARRATIVA
Nel mezzo dei tumulti milanesi per la carestia del pane, Renzo scorge, tra la folla, la donna più bella che abbia mai visto. È Angelica, principessa del Catai, scappata dall’Oriente dopo un fulmineo e fallimentare matrimonio con il fante Medoro. Il giovane ne rimane folgorato, ma i doveri verso la promessa sposa Lucia lo tormentano.
FURIOSO14.-1000x600

Omar Galliani, “Le tentazioni di Angelica”

Renzo non riesce a togliersi dalla testa Angelica, i suoi lineamenti delicati, la sua chioma d’oro, il suo profumo. L’uomo è lacerato: da una parte desidera la principessa del Catai con tutto se stesso; dall’altra, non può confessare alla sua futura sposa la sua passione incontrollabile per un’altra donna. Sa benissimo che se lasciasse Lucia sarebbe perseguitato da tutti i cittadini milanesi e sarebbe costretto ad abbandonare la città.  Leggi il resto di questa voce →

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“La corrente”, capitolo 1

gennaio 28, 2015 in Racconti e poesie da Stefano Bottarelli

 Era un mattino in cui sognava ignara
 nei ròsi orizzonti una luce di mare:
 ogni filo d’erba come cresciuto a stento
  era un filo di quello splendore opaco e immenso.
 
     Pier Paolo Pasolini, “A un ragazzo” (1956 – 57)

 

lacorrente1La danza dei minuti, fra gli scogli ove si frange la gioventù, il vento che assomma spruzzi d’acqua all’infinito davanti all’alta costa verde e grigia di macchia e di rocce. E’ la primavera marittima, quella della Pasqua sulle spiagge liguri, quasi nella Toscana dolce e aspra, la Toscana del sì che suona ogni mattina fra le pasticcerie di Sarzana o i duomi di Lucca o Pisa. Tu mi hai ascoltato, sei tornata anche a Pasqua alla spiaggia umile e selvatica di punta Corvo, forse sola, forse con qualche passero o allodola che fingono la fame. Cammini davanti al mare di una giornata tersa, inventi i passi e ti senti leggera, come nata fra quelle pietre dure e stanche di onde ma salve ormai sulla rena asciutta, più in là. Leggi il resto di questa voce →

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Solo Giulietta

gennaio 10, 2015 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Chiara Adami

TIPOLOGIA NARRATIVA
Romeo e Giulietta, due rampolli di due note famiglie italiane dell’upper class contemporanea, si incontrano durante un ricevimento e si innamorano follemente.
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Leonid Fremov, “Rain princess”

La ragazza sospirò, gli occhi azzurri che evitavano il proprio riflesso nel grande specchio davanti al quale era seduta. Sapeva cosa avrebbe trovato se avesse sollevato lo sguardo: un viso fin troppo conosciuto, velato di una tristezza che da anni non cambiava. «Giulietta!!». Un altro sospiro, quasi impercettibile, nel tempo in cui la porta si spalancava, facendo sussultare la parrucchiera impegnata in un‘elaborata acconciatura. Giulietta – così si chiamava la ragazza dagli occhi tristi – sorrise alla donna che si era precipitata nella sua camera, ma non ebbe il tempo di rispondere. «Tesoro, sei meravigliosa!» – esclamò sua madre, sprizzando orgoglio da tutti i pori – «Stasera nessuno potrà smettere di guardare la festeggiata».  Leggi il resto di questa voce →

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Se Don Abbondio incontra il Decameron

gennaio 3, 2015 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Matteo Corvaglia

TIPOLOGIA NARRATIVA
Dieci giovani della borghesia fiorentina decidono di scampare al pericolo della peste rifugiandosi in una villa arroccata sulle colline fiesolane. Quando infilano la chiave nel cancello, una brutta sorpresa: la casa è già occupata da Don Abbondio, Perpetua, Agnese e da altri lombardi in fuga dal flagello.

8987719Arroccato con posa signorile sulla sua poltrona, Don Abbondio continuava a sbuffare e a guardare spazientito l’orologio. Nella mano sinistra, pigramente adagiata sul bracciolo, stringeva il suo rosario di madreperla; sulle ginocchia aveva una copia del “Corriere della Sera”, aperta da mezz’ora sulla quarta pagina. Tra l’articolo sul recente scandalo del contrabbando di vaccini e la foto del solito politicante ventre-pieno e testa-vuota che chiedeva a gran voce la chiusura delle frontiere per tenere fuori le “masse infette”, quel giorno il quotidiano riportava una cartina che evidenziava le aree di diffusione della peste.

Pur non essendo un tipo ansioso, Don Abbondio sapeva che l’epidemia stava lentamente varcando il confine naturale del Po e non riusciva a prendere sonno come avrebbe voluto. Leggi il resto di questa voce →

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Rose e assenzio, gli ingredienti del (doppio) mistero di Dante

dicembre 18, 2014 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Francesca Masin

TIPOLOGIA GIORNALISTICA

dante_alighieri (1)Un affermato scrittore trentacinquenne è stato rinvenuto questa mattina in stato confusionale nella sua abitazione fiorentina. L’uomo sostiene di aver subito un ingiusto esilio e di aver compiuto un viaggio nell’Aldilà.

Questo è ciò che rimane della trascorsa notte, assieme a una bottiglia di assenzio. È il giorno dell’anniversario di nozze di Dante e Beatrice. La felicità impazza nel cuore dello scrittore che, come testimoniano i suoi scritti, ama la moglie dai tempi della prima comunione. L’uomo ha in mente una serata speciale. Torna a casa con la sorpresa di una nuova pubblicazione e trentatré rose rosse. Suona. Suona una seconda volta e la terza ancora più insistentemente. Apre Virgilio, il suo migliore amico. Leggi il resto di questa voce →

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I dolori del giovane Renzo

novembre 24, 2014 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Chiara Rassu

TIPOLOGIA NARRATIVA
Nel mezzo dei tumulti milanesi per la carestia del pane, Renzo scorge, tra la folla, la donna più bella che abbia mai visto. È Angelica, principessa del Catai, scappata dall’Oriente dopo un fulmineo e fallimentare matrimonio con il fante Medoro. Il giovane ne rimane folgorato, ma i doveri verso la promessa sposa Lucia lo tormentano.
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Edvard Munch, “Separation” (1896)

Angelica – la bella, bellissima Angelica – emerge dalla folla. Renzo non sente più alcun rumore, non ode le grida, i pianti, non vede i bambini che fuggono, gli uomini si azzuffano: tutto, in lui, è calamitato verso i biondi capelli della donna, le sue spalle nude, l’abito bianco, gli occhi brillanti. «Angelica»… Il nome gli affiora sulle labbra, non può che essere lei, la principessa del Catai, famosa in ogni continente per la sua soave beltà. Il giovane la segue, con lo sguardo e con i piedi, mosso da folle e urgente desiderio, dal bisogno di toccare quella pelle per accertarsi che sia reale.  Leggi il resto di questa voce →

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Il certamen amoroso dell’Aldilà

novembre 9, 2014 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Giovanni Corcioni

TIPOLOGIA NARRATIVA
Cosa succederebbe se Beatrice, anziché condurre Dante attraverso i cieli del Paradiso, si innamorasse di Virgilio e scappasse con lui nel profondo Inferno?
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Agnolo Bronzino, “Ritratto allegorico di Dante” (1530)

Giunti a metà strada, nel Purgatorio, Virgilio fermò Dante, ricordandogli che non avrebbe potuto proseguire il viaggio per i regni ultraterreni: l’accesso al Paradiso gli era infatti negato in quanto anima del Limbo. Fu a quel punto che dal cielo scese un’anima, Beatrice, mandata da Dio con il compito di permettere al pellegrino di concludere il suo cammino. Appena il poeta fiorentino la vide, le si gettò addosso, piangendo con somma commozione e non credendo ai propri occhi. La donna, tuttavia, non parve interessata né emozionata, e fissò invece con estrema attenzione il viso di Virgilio. Un gelo improvviso attraversò l’anima di Beatrice, tanto che non fu più in grado di proferire parola. Dante, accortosi dello strano comportamento dell’amata, le chiese, con voce tremante, perché non ricambiasse la felicità per il ricongiungimento, ma fu allora che capì che la bella Portinari si era follemente innamorata di Virgilio. Leggi il resto di questa voce →

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Un Halloween d’amore

ottobre 27, 2014 in Grammatica studentesca della fantasia, Racconti e poesie da Patrizia Ventrella

TIPOLOGIA NARRATIVA
Romeo e Giulietta, due rampolli di due note famiglie italiane dell’upper class contemporanea, si incontrano durante un ricevimento e si innamorano follemente.
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Robert Doisneau, “Amour et Barbelés” (1944)

Casa Capuleti è addobbata a festa questa sera, le più importanti personalità scaligere non si sono fatte sfuggire l’occasione di approfittare dell’ospitalità del padrone di casa e magari concludere qualche buon affare. Dal soffitto pendono ragni e ragnatele luminescenti e ad ogni angolo fanno bella mostra di sé striscioni cangianti, tavole imbandite e baristi che servono fiumi di alcool. Uomini di tutte le età guardano con finta noncuranza le sinuose vampire che ballano su piattaforme sparse per la sala. Mogli inacidite li guardano indispettite, strizzate in calze a rete e tacchi a spillo troppo alti anche per un trampoliere.

La notte di Halloween non passa certo inosservata. In mezzo alla confusione di luci intermittenti e musica assordante Romeo se ne sta in disparte. Capelli spettinati, giubbotto di pelle e occhiaie, sembra la versione italiana di Edward Cullen, mentre lui non si è travestito da un bel niente e neanche ci voleva andare a quella festa di spocchiosi. Ce l’anno trascinato gli amici con l’intento di rovinare il ricevimento. Leggi il resto di questa voce →

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