Storia orale: una bussola da maneggiare con cura

aprile 29, 2018 in Recensioni da Mario Baldoli

fuco-padre-e-figlio-florindoragozzino-e-altri-colleghi1C’era una volta Nuto Revelli con Il mondo dei vinti, centinaia di interviste per raccontare i dimenticati della terra, il capolavoro che fece conoscere quanta storia nasceva lasciando parlare e registrando. Si apriva una nuova frontiera: la storia orale, certo già nota, soprattutto nel mondo anglosassone, ma mai tanto illuminata in Italia.

Vennero poi le nuove tecnologie: trasformazione in digitale, flussi tra piattaforme diverse, riproduzione dei contenuti digitalizzati, interconnessioni e multimedialità che fecero nascere subito problemi giuridici: la privacy, il consenso informato, i diritti d’autore, conservazione e accesso alle fonti, riutilizzazioni di interviste fatte magari decenni prima. Contemporaneamente diventa pressante la richiesta di storia pubblica sprigionata dal presente che chiama continuamente in causa la storia orale.  Leggi il resto di questa voce →

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Quando la cultura è puro godimento, un libro di Sonia Trovato

aprile 23, 2018 in Letteratura, Recensioni da Mario Baldoli

a-chi-nel-mar-per-tanta-via-mha-scortoUna toga nera da cui uscivano due grosse mani si agitava davanti all’imputato, poi la voce mandò un tuono: Che c’azzecca Montalbano?

L’imputato, trasbordante da larga sedia lignea – gli occhi spenti – è il ben noto, recidivo siciliano Camilleri che, a domanda insidiosa, ha appena tirato in ballo tal Montalbano. Del pubblico ministero, di nome Antonio, pronuncia suditalia, non vediamo, dalla nostra postazione, che quei fasci di toga svolanti, ma ne immaginiamo la bile montante.

Giustamente Antonio ha preso cappello: l’imputato Camilleri vuole scaricare l’accusa: nel presente caso “soggezione e dipendenza (eufemismo per non dire “copiatura” ci ha supplicato l’avvocato difensore, certo Tomasi veniente da Lampedusa, un principe del foro) di metodo, percorsi, simboli letterari”, la vuole scaricare su qualcuno che non esiste, se non nella sua fantasia, sulla carta, in televisione, rivelando ancor più l’attitudine all’illecita dipendenza, ora andando a similitudine de Il cavaliere inesistente di Italo Calvino, come nessuno sapesse chi era Calvino e si facesse prendere per i fondelli.  Leggi il resto di questa voce →

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“Ore 15:17 – Attacco al treno” di Clint Eastwood

aprile 1, 2018 in Cinema, Recensioni da Marco Castelli

the-1517-to-paris-blogbusters-filmdatenbank-2018Ore 15:17 – Attacco al treno è un film difficile da inquadrare, una produzione che si muove – con flashback e flashforward – tra la narrazione di una vacanza ed il documentario, tra il romanzo di formazione ed il film d’azione.

Questa eterogeneità narrativa è però, più che il frutto di una sperimentazione cinematografica, il risultato di un lungometraggio che sembra esser stato girato solo per permettere a Clint Eastwood di ripetere le sue tesi sull’eroe americano di oggi: uomo comune, religioso, magari con desiderio di riscatto, che compiendo il suo dovere (militare) salva vite umane dal “nemico”.  Leggi il resto di questa voce →

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Donne dell’anima

marzo 20, 2018 in Approfondimenti, Recensioni da Roberta Basche

donne-dellanimaIl libro di Isabelle Mons, Donne dell’anima. Le pioniere della psicoanalisi, Viella 2017 (traduzione di Monica Miniati), delinea il ritratto di quattordici donne che, in vario modo, sono appartenute al mondo della psicoanalisi.

Margarethe Hilferding fu la prima laureata della Facoltà di Medicina di Vienna e la prima donna eletta all’interno della Società psicoanalitica della stessa città. Il suo percorso di studi è tortuoso perché a quell’epoca la medicina era preclusa alle donne. Margarethe diventa maestra e nel tempo libero scrive poesie e romanzi, ma non le basta.

All’università, come libera auditrice, segue i corsi di matematica e scienze naturali, di anatomia e di chimica che potrà convalidare al momento dell’ammissione delle donne alla facoltà di medicina. Leggi il resto di questa voce →

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Il diritto di correggere le donne

marzo 7, 2018 in Approfondimenti, Recensioni da Roberta Basche

violenza-donne-storiaLa violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), pubblicato dall’editrice Viella a cura di Simona Feci e Laura Schettini, fa parte della collana di “Storia delle donne e di genere” che nasce dalla collaborazione tra la Società italiana delle storiche e la casa editrice.

Nell’introduzione le curatrici fanno il punto su alcuni tra i temi affrontati nei tredici saggi: il linguaggio utilizzato per descrivere il fenomeno della violenza, il contesto per lo più privato (mogli ma anche figlie e sorelle, costrette a matrimoni e monacazioni forzate, minacciate e punite, maltrattate nei diritti dotali o patrimoniali), la tolleranza delle violenze nel passato supportata dallo ius corrigendi, il diritto di correzione del capofamiglia nei confronti di moglie, figli e delle figure a lui subordinate.  Leggi il resto di questa voce →

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Lo scrittoio di Guido Gozzano

febbraio 25, 2018 in Album fotografici, Letteratura, Recensioni da Pino Mongiello

Guido GozzanoPassando per Aglié, non si può non far visita al Meleto, la casa di famiglia abitata da Guido Gozzano agli inizi del Novecento,  dove è ancora possibile cogliere l’eco delle sue poesie.  Nelle stanze, oltre gli arredi, i ninnoli, le collezioni di farfalle, le foto di lui, della mamma, di Amalia Guglielminetti, della bella Otero, si possono vedere anche altre cose curiose: il pappagallo impagliato, il modellino in avorio di una pagoda, il beauty personale del poeta. Non mi è dato sapere se nella villa vi sia una biblioteca che conservi qualche suo manoscritto. Basta, però, portare con sé una raccolta delle sue poesie, sfogliarne le pagine, attraversare il giardino e incamminarsi verso il frutteto fino al cancello che chiude il recinto. Qui, con un po’ d’immaginazione, può accadere di incontrare l’ombra di Cocotte, il delicato e malinconico personaggio di una poesia indimenticabile, ben consci che si tratti di un contesto diverso da quello ligure dei soggiorni infantili del poeta. Leggi il resto di questa voce →

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“Una rivoluzione quasi perfetta” di Gaetano Cinque

febbraio 4, 2018 in Recensioni da Piera Maculotti

una_rivoluzione_quasi_perfettaCambiare il mondo, nel profondo. Pace e libertà; giustizia, gioia… Alti sogni e vasti orizzonti sotto il Sol dell’Avvenir. È la contestazione – radicale e multiforme – degli anni Sessanta ad animare Una rivoluzione quasi perfetta (Giovane Holden pp. 311 €14) la nuova sfida narrativa – tra verità storica e fantasia – di Gaetano Cinque.

Nato a Portici (Napoli), bresciano da decenni, già dirigente scolastico e oggi scrittore a tempo pieno, l’autore è qui mosso dal suo ardente e inquieto (vulcanico?) spirito flegreo a riattraversare le giovanili passioni.

Un po’ “esame di coscienza”, un po’ libera invenzione, il libro ripercorre l’avventura personale e collettiva – di allora attraverso i passi, e i palpiti, del protagonista: Paolo S., prestante e pensoso settantenne pensionato, irriducibile nella sua perenne ricerca di senso. Leggi il resto di questa voce →

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Un superlodato pessimo film

gennaio 13, 2018 in Cinema, Recensioni da Mario Baldoli

stalin-2Si proietta in questi giorni in città un pessimo film che gode di ottima stampa. È Morto Stalin, se ne fa un altro di Armando Iannucci. Il titolo è così tradotto dall’inglese The Death of Stalin.

Il film racconta le ultime ore del dittatore e la lotta politica per la successione. Inevitabilmente richiama un grande film del 2004 La caduta. Gli ultimi giortni di Hitler.del tedesco Oliver Hirschbiegel. Il suicidio di Hitler nel bunker ha in sé la potenza di un dramma, mentre il film su Stalin è semplicemente un’opera buffa.  Leggi il resto di questa voce →

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Ariosto sul palcoscenico: meraviglia, farraginosità, autorità

novembre 29, 2017 in Approfondimenti, Letteratura, Recensioni da Marco Castelli

copertina-ariosto«Quell’io che tra più dotti e più canoriCigni del Po famoso il volo alzai,

E in accenti dolcissimi cantai

Le donne, i cavalier, l’arme e gl’amori»

 

Siamo nel 1623, ad Ancona, ed è Ariosto che ha fatto la sua comparsa sul palcoscenico: «Fu dunque fin da principio […] conosciuto costui essere l’Ariosto, il quale parve all’autore d’introdur per prologo della sua tragedia, sia perch’ella da quello ha i suoi primi fondamenti». Così, con l’intervento di questa “dramatis persona”, si apre Il Medoro incoronato di Prospero Bonarelli della Rovere, uno dei molti autori che s’impegnarono raccogliere idealmente il “miglior plettro” lasciato dal poeta ferrarese ai posteri per lo sviluppo delle sue storie.  Leggi il resto di questa voce →

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La merce del tempo, la vita all’ombra del lavoro

novembre 3, 2017 in Approfondimenti, Recensioni da Mario Baldoli

lavoro-ombraScriveva Dino Campana nei Canti Orfici,

Ondulava sul passo verginale

Ondulava la chioma musicale (…)

Eran tre vergini e una grazia sola

E sei piedini in marcia militare.

Oggi vediamo comunemente tre ragazze camminare vicine senza guardarsi, ognuna concentrata sul suo cellulare. Un secolo divide quelle ragazze, ma sono bastati gli ultimi trent’anni a trasformare queste ultime in corpi senza volto, dipendenti da un oggetto che le tiene perennemente “connesse”, senza scambiare fra loro gesti, sorrisi o pianti, tono della voce, atteggiamenti. Le osserva il giornalista americano Craig Lambert in Il lavoro ombra (trad. di Elena Vozzi, ed. Baldini Castoldi). Leggi il resto di questa voce →

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