Le stagioni dell´anima nei luminosi, limpidi versi di Elisabetta Cabona
settembre 23, 2013 in Recensioni da Piera Maculotti
Il tempo passa. Vola. A volte frana. Sulla terra tutto si deteriora…Ha un altro ritmo l´ora della poesia: ci sono versi che vanno lievi e luminosi verso altri cieli, alti sopra il tempo. Succede così ne Le stagioni dell´anima (Manni edizioni pp. 76, €12), la nuova silloge della poetessa bresciana Elisabetta Cabona.
Brevi, lirici testi usciti da un giardino che ogni anno rifiorisce tra dolcezza mite e pace soave… Il silenzio della neve, il volo delle rondini, il timido affacciarsi delle viole; il tubare delle tortore, il sonnecchiare del vecchio cane Arco che con Nerone, il gatto randagio, condivide l’affetto della casa. Semplici creature, anime pure, preziose presenze, care come le voci di chi non c’è più: rassicuranti nel sereno,/ antidoto al buio/ in cui guardinghi/ ci aggiriamo.
E’ duro e precario l’umano destino; tra le pietre sconnesse del nostro cammino c’è il mistero e l’ignoto; lo sguardo, inquieto, interroga e indaga. Poi guarda più su, in alto. Oltre. Dentro spazi capaci di ricomporre ciò che il tempo disperde quaggiù. Leggi il resto di questa voce →


















In principio era il viaggio, era l’Odissea, l’avventura più famosa, quello che fonda la nostra civiltà. L’hanno scritto più volte Magris e Tabucchi, i due scrittori italiani più importanti e più conosciuti all’estero. Anche i più venduti, se si escludono Saviano e Camilleri (la serie di Montalbano è rappresentata anche alla tv inglese) che sono tuttavia scrittori di generi particolari, così come il nobel Dario Fo.
Preziose parole, in libertà. Provvisoria, perché la vita fugge ed è precaria.