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La nuova dimensione abitativa: la meta-città.

settembre 28, 2013 in Architettura e urbanistica da Gloria Berardi

im 2La diffusa metamorfosi del paesaggio naturale in quello artificiale ha trasformato il territorio italiano in un’unica città dilatata.

Una trasformazione repente, poco controllata e scoordinata, che velocemente erode ogni spazio vitale di un corpo che langue a partire già dal secondo dopoguerra.

L’inarrestabile processo d’occupazione del territorio è come un cancro invasivo che cresce rapidamente, mettendo a repentaglio la sopravvivenza degli uomini, degli animali e della vegetazione. Leggi il resto di questa voce →

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Cioè, cioè.. fate sul serio?! (5)

settembre 26, 2013 in Satira da Claudio Ianni Lucio

mestruazioni (1)Ho 12 anni, sono alta 156 cm e ho un seno quasi impercettibile, ma nel resto sono ben sviluppata. Mia mamma e più bassa di me e mio padre è circa 172 cm: quando potranno venirmi le prime mestruazioni? (Scilla’85)

Cara Scilla’85,
trovo stupefacente questa tua domanda; dimostri una maturità e una consapevolezza (anche di natura scientifico-deduttiva) a dir poco rare per una persona della tua età.
Meglio chiarire subito una cosa: il/la tuo/a pediatra di fiducia, almeno in questo specifico caso, non può esserti di alcun aiuto, come del resto un qualsiasi altro tipo di medico, ginecologi inclusi. Non è colpa sua, ma solo della comunità scientifica che ha bollato (per oscuri motivi, probabilmente di natura economica. L’economia c’entra sempre) come “inattendibile” l’unico metodo matematico mai esistito per calcolare con certezza, praticamente assoluta, la data del menarca. In realtà, credo sia un peccato toglierti la gioia e la sorpresa di scoprirti, di punto in bianco, irritabile e lordata di sangue in modi che ora puoi solo pallidamente ipotizzare (prova a pensare a una versione più vendicativa e al femminile di Attila, famoso giardiniere unno al soldo di un non meglio specificato dio, impegnato in un mai avvenuto stage presso gli uffici dell’Inquisizione e avrai una vaga idea del potenziale nascosto nel tuo corpo semi-sviluppato), ma trovo che la tua accorata richiesta necessiti un’altrettanto tempestiva spiegazione. Leggi il resto di questa voce →

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Le stagioni dell´anima nei luminosi, limpidi versi di Elisabetta Cabona

settembre 23, 2013 in Recensioni da Piera Maculotti

 cop cabona - stagioniIl tempo passa. Vola. A volte frana. Sulla terra tutto si deteriora…

Ha un altro ritmo l´ora della poesia: ci sono versi che vanno lievi e luminosi verso altri cieli, alti sopra il tempo. Succede così ne Le stagioni dell´anima (Manni edizioni pp. 76, €12), la nuova silloge della poetessa bresciana Elisabetta Cabona.

Brevi, lirici testi usciti da un giardino che ogni anno rifiorisce tra dolcezza mite e pace soave… Il silenzio della neve, il volo delle rondini, il timido affacciarsi delle viole; il tubare delle tortore, il sonnecchiare del vecchio cane Arco che con Nerone, il gatto randagio, condivide l’affetto della casa. Semplici creature, anime pure, preziose presenze, care come le voci di chi non c’è più: rassicuranti nel sereno,/ antidoto al buio/ in cui guardinghi/ ci aggiriamo.

E’ duro e precario l’umano destino; tra le pietre sconnesse del nostro cammino c’è il mistero e l’ignoto; lo sguardo, inquieto, interroga e indaga. Poi guarda più su, in alto. Oltre. Dentro spazi capaci di ricomporre ciò che il tempo disperde quaggiù. Leggi il resto di questa voce →

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Remembering Vik through his mum’s words, Egidia Beretta Arrigoni

settembre 22, 2013 in Traduzioni da Anna Zorzi

Written by Sonia Trovato, translated by Anna Zorzi Bandierina-Italiana

Should I die in 100 years, I’d like people to read the following words on my tombstone, which Nelson Mandela pronounced: “A winner is a dreamer who has never stopped dreaming. Vittorio Arrigoni: a dreamer”.

il viaggio di vittorio

I have no fangs because I’m not a wolf, that’s what Vittorio Arrigoni wrote in a  composition at elementary school. And that is what one can learn from the  biography written by his mother, Egidia Beretta, titled Il Viaggio di Vittorio (Dalai Editore, 2012,pp 185), an extraordinary  portrait of her son, who spent his whole life fighting the “wolves” and defending the oppressed.

Although he became popular in the media and newspapers as a volunteer in the Gaza Strip, Palestine, his journey started in  a small town in the province of Lecco, near Como Lake,where he was born in 1975 “with his little  fist  clenched up in the air” as if he wanted to foretell his future as a revolutionary. He was brought up in a family of small entrepreneurs who taught him the value of antifascism and of solidarity. When he left school, instead of going on seaside holidays to Ibiza or somewhere noisy with his friends, he went to Peru, where he started the first of a long  series of  work fields  organized in Europe and Africa. Leggi il resto di questa voce →

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Brescia, capitale mondiale della diossina

settembre 22, 2013 in Approfondimenti da Mario Baldoli

Disponibile in traduzione inglese di Anna Zorzi Bandierina-Inglese

 Il 14-15 ottobre si terrà a Brescia all’auditorium Santa Giulia in via Piamarta, promosso dalla Fondazione Micheletti e col patrocinio del Comune, un convegno nazionale sulla bonifica dei siti inquinati. Sarà l’occasione per mettere a fuoco un percorso praticabile per la bonifica del sito Caffaro. Senza dimenticare che sono pure sospetti di inquinamento il termoutilizzatore Asm, il più grande d’Europa; i settori di metallurgia e siderurgia (si pensi a fare un bagno nel Mella), i cementifici, per non parlare delle centrali termoelettriche previste e delle atomiche che occhieggiano dall’aeroporto di Ghedi.

In un intervento pubblico organizzato da G9 l’anno scorso abbiamo detto che Brescia è la terza più città più inquinata d’Europa (dati UE). Oggi possiamo confermare che Brescia è la città più inquinata d’Italia.

L’azienda Caffaro, nell’area di via Milano, non lontana dal centro storico, è il vertice dell’inquinamento. I dati si trovano nel sito http://www.ambientebrescia.it/Caffaro.html Leggi il resto di questa voce →

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Appunti sull’ 8 settembre 1943 … e dintorni – Settant’anni dopo

settembre 19, 2013 in Approfondimenti da Pino Mongiello

Ho scoperto l’8 settembre del ’43 al cinema con il film Tutti a casa di  Luigi Comencini (il regista, nato a Salò  l’8 giugno 1916, ancor oggi dimenticato dalla toponomastica salodiana!). Con quel film Comencini ci ha consegnato una pagina tremenda della nostra storia, nei confronti della quale non sappiamo ancora se piangere o vergognarci. Certo, non serve che chiudiamo gli occhi o, peggio ancora, che la dimentichiamo. In quella pagina ci sono rappresentati gli italiani, cioè noi, coi nostri mali storici e con le nostre vigliaccherie quotidiane, quegli stessi mali che già i versi della Commedia dantesca, nel 1300, (Purgatorio, canto VI) avevano tanto stigmatizzato quando parlavano di un’Italia asservita, “di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta…”. Ho ben presente, nel film, la maschera grottesca di Alberto Sordi, e ricordo com’è puntualmente rappresentata quell’arte di arrangiarsi degli Italiani messa in campo nella confusione più totale il giorno dell’armistizio, confusione drammaticamente diffusasi anche nei mesi successivi, fino a diventare causa (ma non la sola!) di scelte di vita o di morte, di complicità col nemico  o di resistenza (morale o armata) ad esso. Che brutta storia! Ne abbiamo pagate le conseguenze per decenni, una volta finita la guerra, e i conti non sono ancora finiti, dopo settant’anni.

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In Versilia un bagno nella realtà

settembre 17, 2013 in Approfondimenti da Mario Baldoli

“Marchionne ha due vacche, le fa pascolare a Torino e le munge a Detroit”. Una delle tante battute di Paolo Rossi alla Festa del Fatto Quotidiano tenuta dal 6 all’8 settembre a Marina di Pietrasante, al Parco La Versiliana, un immenso bosco di lecci e pini. Quattordici incontri, vignette di Natangelo (l’umorista del giornale) più tre serate al teatro del parco con Paolo Rossi, Travaglio, Elio e le Storie Tese.

Secondo il Fatto, 12.000 presenze. Il numero è attendibile perché per ogni iniziativa era necessario ritirare un cartoncino. Niente salamine, un ambiente essenziale con un bar-ristorante, un grande teatro, uno spazio per i dibattiti e le proiezioni. Età media dei presenti almeno 50 anni. Caratteristiche sessuali? Metà donne, metà uomini. Ospiti eccezionali, poco o non schierati nei partiti: le figlie di Biagi, Loris Mazzetti, Padellaro, la costituzionalista Lorenza Carlassare, il direttore di Micromega Flores d’Arcais, Antonio Ingroia, Antonio Di Pietro. Dario Fo, Aldo Busi, Vinicio Capossela, Peter Gomez, Michele Emiliano, Stefano Feltri, Oliviero Beha, Ferruccio Sansa, Paolo Mieli, Michele Santoro. Persone tutte, anche quelle in politica, che ragionano con la propria testa senza sentire il fascino di chi governa né di chi sta all’opposizione. Ma chi governa? In Italia governa l’opposizione.

il fatto versilia

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About the poetics of the best Italian authors, Magris and Tabucchi

settembre 15, 2013 in Traduzioni da Anna Zorzi

Articolo di Mario Baldoli tradotto da Anna Zorzi Bandierina-Italiana

At first it was the journey in the Odyssey, the most popular adventure, on  which our  civilization is based. This is what Magris and Tabucchi, the most important and best-known Italian writers abroad, have been saying and writing for long. And the best-selling authors too, if we do not consider  Saviano and Camilleri (his Montalbano’s tv  series is broadcast on English Tv), who are nonetheless famous for a specific literature genre, and the Nobel Prize Dario Fo.

Then it was the generation of Sciascia, Calvino and Pasolini. And now it is the turn of Magris and Tabucchi, whose main works take inspiration out of the journey, as in Danubio  or Girare per le strade. But these two authors have something else in common, besides the theme of the journey seen as the quest of the spirit, they both write essays and  political contributions in newspapers and magazines. Both of them are  committed writers. Tabucchi also wrote many short stories and novels, among which the unforgettable Sostiene Pereira, whose film version starred Marcello Mastroianni.  As in the Iliad,  Magris looks towards East. Born in Trieste, he is the best expert connaisseur of  Central Europe, where all his works are set, starting from the first Il mito absburgico. Leggi il resto di questa voce →

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Sulla poetica di Magris e Tabucchi, i nostri più grandi scrittori

settembre 5, 2013 in Letteratura da Mario Baldoli

Disponibile in traduzione inglese di Anna Zorzi Bandierina-Inglese

MagrisIn principio era il viaggio, era l’Odissea, l’avventura più famosa, quello che fonda la nostra civiltà. L’hanno scritto più volte Magris e Tabucchi, i due scrittori italiani più importanti e più conosciuti all’estero. Anche i più venduti, se si escludono Saviano e Camilleri (la serie di Montalbano è rappresentata anche alla tv inglese) che sono tuttavia scrittori di generi particolari, così come il nobel Dario Fo.

Dopo la generazione di Sciascia, Calvino, Pasolini, c’è la generazione di Tabucchi e Magris, uomini che dal viaggio prendono spunto per le loro opere principali, da Danubio a Girare per le strade. Oltre al viaggio, inteso come ricerca dello spirito, altro elemento comune tra i due è la scrittura di saggi e l’intervento politico su giornali e rivista. Sono due scrittori engagé, impegnati, si sarebbe detto una volta. Tabucchi ha scritto anche molti racconti e romanzi, tra cui l’indimenticabile Sostiene Pereira, da cui è stato tratto anche un film con Mastroianni. Come avviene nell’Iliade, l’orizzonte di Magris è rivolto verso est. Triestino, è il più profondo conoscitore al mondo della Mitteleuropa verso cui è ambientato il suo lavoro, a partire dal primo saggio Il mito absburgico. Leggi il resto di questa voce →

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Come sta l’architettura? Sopravvivere in tempo di crisi (1)

settembre 3, 2013 in Architettura e urbanistica da Franco Garbari

Tutti sanno che la situazione dell’architettura e di chi lavora nell’architettura, è oggi critica. Ma era difficile già 30-40 anni fa, senza i così gravi problemi economici di oggi.

Era la stagione delle grandi spartizioni e lottizzazioni degli incarichi. All’epoca c’era la Democrazia cristiana che distribuiva la sua fetta di potere, il Partito socialista che faceva la parte del leone e infine il Partito comunista, che figurarsi se si accontentava delle briciole. Tutto passava per i canali partitici: o eri del sistema, o eri fuori, tranne quei pochi che si erano già fatti prima, negli anni ’50 e ’60, una carriera di prestigio. Questo nell’edilizia pubblica. Ma nel privato non era molto diverso: gruppi di potere, lobby, l’amico dell’amico, ecc. Leggi il resto di questa voce →

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