Il Cavaliere insistente
agosto 2, 2013 in Approfondimenti da Sonia Trovato
Cavaliere inesistente? Con buona pace di Calvino, Silvio Berlusconi resta, per il momento, un insistente. Nonostante la condanna definitiva, l’imminente interdizione dai pubblici uffici (che porta con sé la conseguenza, irrisoria ma significativa sul piano simbolico, della privazione del titolo di Cavaliere del lavoro) e gli altri sei procedimenti in corso, l’ex Premier prova a rimanere in sella, tirando fuori da una stalla polverosa e sguarnita lo sbilenco e malandato ronzino di Forza Italia, ormai dato per morto dopo la nascita del PDL.
Se non si badasse alla voce rotta, ai chili di troppo e all’affanno, il videomessaggio di ieri sembrerebbe un remake della celeberrima e infausta discesa in campo, remake in cui al temibile pericolo rosso è stato sostituito il potere giudiziario, per il quale B. fingeva di tifare quando, nel ’94, l’inchiesta Mani Pulite lo convinse (o lo costrinse) ad occuparsi della cosa pubblica e riempire il vuoto lasciato dalla fuga dell’amico Bettino e dall’affondo della Balena bianca. Leggi il resto di questa voce →















Quando nella “calda estate” del 2012 Alessandro Leogrande, giornalista tarantino vicedirettore de Lo Straniero, seguì in prima persona la vicenda del sequestro dell’Ilva, si ricordò delle inchieste svolte quando ancora era ventenne, e indagava, studiava e scriveva sui mali di Taranto, assurta a emblema sociale e economico dell’Italia intera. Fumo sulla città (Fandango, pp. 270, 2013), edito poche settimane fa, copre un arco temporale che va dal 1992, quando Giancarlo Cito, ex picchiatore fascista, viene eletto sindaco della città ionica fino, appunto, al luglio 2012, mesi in cui i giudici dispongono il sequestro della più grande acciaieria d’Europa. Le motivazioni giudiziarie del conseguente arresto di alcuni componenti della famiglia proprietaria dell’impianto, i Riva, accusati di associazione a delinquere e danno ambientale, sono gravissime: sversamento nei cieli e nei mari di migliaia di tonnellate di diossina e di mercurio per oltre un quindicennio.
Caro Ivan Scalfarotto,
Justine viene dal Benin, ha lunghe treccine nere e ama studiare storia per scoprire che cosa hanno fatto i “grandi uomini” per costruire questo nostro mondo. Tejinder, bravissima a scuola, si sente portata soprattutto per economia, che le piace perché dietro di essa c’è la realtà di tutti i giorni. A Ramandip, invece, economia aziendale proprio non entra in testa, però le piace scrivere e ha appena vinto un
Sono passati cinquantatré anni da quando la Roma corrotta e decadente di Fellini sfilò sul tappeto rosso della Croisette, conquistando la Palma d’oro e scandalizzando i benpensanti nostrani. All’ultimo festival di Cannes è stata vista (e apprezzata) una Roma altrettanto dissoluta e malinconica, trasfigurata dall’inconfondibile tocco virtuosistico e un po’ barocco della cinepresa di Paolo Sorrentino.
Sopra, grande e bella, la luna piena. Sotto, tra lampi, fuochi e botti, un oscuro delitto.
Sono lesbica? Io mantengo due ragazze che non lavorano per me, che sono in difficoltà, e tutti i mesi gli pago l’equivalente di uno stipendio. Che cosa sono? Sono giovani donne, vengono a mangiare a casa mia, le frequento la sera. Che cosa sono io? (Daniela S. – Santanchè D. – Dæviela Satanchè)
Baz Luhrmann torna sul grande schermo con un film ambizioso che segue la scia del suo maggior successo, Moulin rouge, per lasciarsi alle spalle il deludente Australia. Aiutato da Leonardo di Caprio, che aveva già lavorato con lui in Romeo+Giulietta, Luhrmann si confronta con uno dei romanzi più famosi della letteratura americana: Il grande Gatsby, scritto da Francis Scott Fitzgerald nel 1925, il ritratto più amaro e tragico dei ruggenti anni ’20 e del decadimento del sogno americano.