Italiani, gente cattiva fra negazionismo e rimozione
settembre 11, 2024 in Recensioni da Paolo Merini
A 15 anni di distanza l’ed. Nutrimenti pubblica, debitamente rivisto, il libro fondamentale Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili italiani jugoslavi 1941-1943, di Alessandra Kersevan:
Dalla lettera scritta da una donna alla famiglia da un campo di concentramento in Croazia:
Siamo nelle baracche dove moriamo dal freddo e dalla fame. Vi scongiuro di mandarmi qualche cosa da mangiare. Malenka (la figlia) è morta in Arbe, era soltanto pelle e ossa, il 31-12 è morto pure mio padre con altri 12 uomini. Liberateci da questo campo, dal Golgota della nostra vita.
Un’altra lettera: Se avete, mandateci un po’ di pane. Sapeste quanto siamo ansiosi di qualche cibo secco! Se tu ci potessi vedere piangeresti a trovarci in questo stato. Soffriamo il freddo e la fame e particolarmente i pidocchi. Leggi il resto di questa voce →















L’ampio testo (p.300) di
Scrivere poesia e sulla poesia è oggi un sentiero fra tracce incerte e confuse, smarrimenti tra temperature alte e climi difficili. Non è cosa nuova, in passato fu destreggiarsi tra l’epica e la lirica, la canzone e l’elegia; tra la viella, il pianoforte e il bongo; tra i castrati, tra Claudio Villa e Gaber e si potrebbe continuare.

Ora che i circa 70 anni di pace in Europa (ma non dimentichiamo le guerre dei Balcani, 1991-2001) sono finiti, credo sia utile, prima di arrivare all’oggi, affrontare il tema 
Un ballo triste e nel contempo scatenato, il blues, e un blu che lo interseca, ma nell’incontrarlo libera la forza che unifica il mosaico e lo fa suonare come suona un blues.
Tra le molte interpretazioni che la Primavera di Botticelli ha suscitato nel corso dei secoli, Mirella Levi D’Ancona nel volume pubblicato da Olschki e tradotto dall’inglese da Sarah Cuminetti e Cinzia Pasquini, ne propone una “botanica” avvalendosi di 40 tipi di piante e fiori dettagliatamente dipinte dal pittore fiorentino.

